FISCO/ MONS.NEGRI: NO SCIOPERO, MA LECITA LEGITTIMA DIFESA (CORSERA)

Ho invitato ad 'arrangiarsi' artigiani e badanti

Roma, 21 ago. (Apcom) - "Prodi sembra dire: questi principi hanno una
loro applicazione oggi come duemila anni fa. Eh no, non può essere
così. Il punto è culturale. All'inizio del Terzo Millennio non posso
pensare allo Stato come a una struttura di per sè al servizio del
concetto di bene comune. Ciò non rende lecito lo sciopero fiscale. Ma
mi pare legittimo chiedersi: questo Stato serve obiettivamente il
bene comune?". E' quanto sottolinea monsignor Luigi Negri, vescovo di
San Marino e Montefeltro, a proposito del dibattito sullo sciopero
fiscale e sulle dichiarazioni del cardinale Tarcisio Bertone al
Meeting di Rimini.

"Dove vanno a finire le tasse che paghiamo? - si chiede il vescovo
intervistato dal 'Corriere della Sera' -. Che passi si sono fatti per
la libertà della scuola? Nessuno. E per aiutare la famiglia?
Nessuno".

"Come vescovo - prosegue mons. Negri - ho dovuto addirittura cercare
di dire a qualcuno che era meglio tentasse di arrabattarsi, per
tirare avanti: 'primum vivere, deinde philosophari'! Se non si agisce
per il proprio tornaconto ma per necessità vitali, è giusto si faccia
quel che si può. Era gente che lavorava in proprio, o famiglie con
disabili che non arrivavano non dico alla fine, ma a metà mese. Non
ho fatto violare loro principi inderogabili, li ho fatti attuare
storicamente".

E a proposito delle dichiarazioni del Segretario di Stato, il vescovo
di San Marino osserva: "Ha riproposto la tradizione cattolica citando
le fonti: il Vangelo, San Paolo. E ha parlato di giustizia. I
principi sono chiari: date a Cesare quel che è di Cesare, pagate i
tributi. Però i principi - conclude Negri - vanno calati nel contesto
storico, nella realtà concreta".

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