di Francesco Riccardi - E’ famiglia – Avvenire 22-6-2007
Dopo la fase di mobilitazione, con il Family
day, e quella di proposta, alla Conferenza
nazionale di Firenze, il Forum delle famiglie riapre i tavoli di confronto con il mondo
della politica. Mercoledì 27, infatti, incontrerà i 110 parlamentari
che, in occasione delle elezioni l’anno scorso,
firmarono il manifesto «Famiglia sei priorità». Obiettivo: confrontarsi sulle linee portanti
del Documento di programmazione economica
e finanziaria, sulle quali il Forum chiede
impegni espliciti a favore della famiglia.
Dal fisco alla revisione dell’Isee, dalle
politiche per la casa al lavoro, dai servizi
per la prima infanzia alla scuola.
«Nel Dpef si tracciano le linee fondamentali di investimento che poi trovano applicazione concreta nella legge finanziaria – spiega Paola Soave, vicepresidente nazionale del Forum della famiglie –. Occorre quindi che già a partire da questo documento si inseriscano indicazioni di vere politiche familiari, di promozione e non di mera assistenza, per non ritrovarsi poi con nulla in mano al momento del varo della Finanziaria». L’interlocutore principe, però è l’esecutivo, pensate di avere già esaurito alla conferenza nazionale il confronto con il governo? «A Firenze abbiamo presentato proposte concrete, dimostrando la capacità del Forum di rappresentare concretamente e in maniera "competente" il soggetto famiglia in Italia. Ora ci aspettiamo delle risposte non elusive. Il governo – come è ormai prassi da alcuni anni – dovrebbe convocarci assieme alle altre parti sociali. Ma è fondamentale costruire un rapporto forte con i parlamentari che il Dpef, e poi la legge finanziaria, dovranno vagliare e approvare».
I primi segnali non sono confortanti: nonostante le promesse, già molto limitate, fatte alla conferenza nazionale, la famiglia è sparita dai temi di discussione e soprattutto dalle ipotetiche divisioni del "tesoretto" fiscale. «Sì, si continua a confondere la lotta alla povertà con le politiche familiari – risponde ancora Paola Soave –. Il principio guida di una vera politica familiare è invece il principio di sussidiarietà perché riconosce alla famiglia il suo protagonismo, la sua qualità di risorsa primaria per la società, un soggetto da promuove e non solo da assistere quando è in difficoltà. Nell’ultimo ventennio c’è stata una continuità nella sottovalutazione degli interventi sulle politiche della famiglia: basta guardare alla Cassa degli assegni familiari gestita dall’Inps, sempre in attivo, ora per 4 milioni di euro. Nella sostanza si è verificato un rovesciamento della sussidiarietà: non è lo Stato che sostiene la famiglia, ma la famiglia che sostiene lo Stato».
Entrando nel concreto, ecco allora le richieste principali che il Forum porterà al governo e all’attenzione dei parlamentari. La prima riguarda proprio il fisco e gli assegni familiari. Al di là della questione "quoziente sì o no", il Forum sottolinea il principio che ad essere tassato sia «il reddito disponibile» al netto dei costi per i figli. E dunque assai meglio sarebbe tornare a un sistema di imposta nel quale fossero riconosciute deduzioni universali significative, basate sul "costo" di mantenimento di ciascun figlio. Per le famiglie con redditi modesti, cosiddette "incapienti", dovrebbe scattare un’integrazione al reddito pari alla deduzione non goduta. In questa prospettiva, se le deduzioni al reddito fossero consistenti, gli assegni familiari potrebbero essere riservati ai redditi più bassi come ulteriore compensazione.
Un secondo capitolo riguarda la revisione dell’Isee – in particolare delle scale di equivalenza, per ridurne le iniquità – e le politiche tariffarie di acqua, gas, elettricità con applicazione di nuovi metodi di calcolo che tengano conto del numero dei componenti la famiglia e dunque dei consumi pro-capite. Ancora, il Forum chiede una politica per la casa con investimenti sull’edilizia residenziale pubblica sia per acquisti agevolati sia da affittare in base al reddito, con particolare attenzione alle giovani coppie e a quanti hanno intenzione di sposarsi a breve, nonché fondi a rotazione per mutui agevolati. In questo ambito la proposta riguarda anche la riduzione dell’Ici per le giovani coppie e per le famiglie rapportando la metratura dell’abitazione al numero degli occupanti. Sul piano del lavoro, il Forum chiede interventi contro la precarietà per i giovani, facilitazioni per la concessione del part-time, dei congedi parentali e di tutto ciò che può migliorare la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura familiare. Al tempo stesso si chiede di valorizzare il lavoro familiare, con la previsione di specifici trattamenti previdenziali. Si passa poi ai servizi per l’infanzia con la richiesta di potenziare i nidi pubblici, ma anche di finanziare parte della retta per le famiglie che dovessero rivolgersi a strutture private convenzionate.
A chiudere l’elenco delle priorità del Forum sono la scuola – con la richiesta di «un nuovo patto educativo tra famiglia e scuola» – e le pensioni con una proposta quanto mai d’attualità. Si chiede infatti il «riconoscimento del compito di cura tramite versamento di contributi figurativi o di anni di vecchiaia alla donna che ha figli e alla persona che cura i propri cari non autosufficienti. La compensazione per le casse dell’Inps avverrebbe con l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne, equiparandola all’uomo per la pensione di vecchiaia. Contributi e anni di anzianità potrebbero essere utilizzati in alternativa per finanziare i congedi parentali».