8° INCONTRO

(6 Novembre – 12 Novembre 2006)

Giorno 12 del mese di Novembre, Domenica

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)


ANTIFONA D'INGRESSO

La mia preghiera giunga fino a te; tendi, o Signore, l'orecchio alla mia preghiera.


COLLETTA

O Dio, Padre degli orfani e delle vedove, rifugio agli stranieri, giustizia agli oppressi, sostieni la speranza del povero che confida nel tuo amore, perché mai venga a mancare la libertà e il pane che tu provvedi, e tutti impariamo a donare sull'esempio di colui che ha donato se stesso, Gesù Cristo nostro Signore. Egli è Dio...


PRIMA LETTURA – Dal primo libro dei Re (1 Re 17, 10-16)

In quei giorni, Elia si alzò e andò a Zarepta. Entrato nella porta della città, ecco una vedova raccoglieva la legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d'acqua in un vaso perché io possa bere». Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ di olio nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a cuocerla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». Elia le disse: «Non temere; su, fa’ come hai detto, ma prepara prima una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché dice il Signore: La farina della giara non si esaurirà e l'orcio dell'olio non si svuoterà finché il Signore non farà piovere sulla terra». Quella andò e fece come aveva detto Elia. Mangiarono essa, lui e il figlio di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l'orcio dell'olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per mezzo di Elia.


SALMO (Sal 145)

Beati i poveri in spirito: di essi è i regno dei cieli.


Il Signore è fedele per sempre, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri.


Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge lo straniero.


Egli sostiene l'orfano e la vedova, ma sconvolge le vie degli empi. Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.


SECONDA LETTURA – Dalla lettera agli Ebrei (Eb 9, 24-28).

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore, e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui. In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Ora invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Venite, benedetti del Padre mio, dice il Signore, ricevete il regno preparato per voi fin dall'origine del mondo. Alleluia.


VANGELO – Dal vangelo secondo Marco (Mc 12, 38-44).

In quel tempo, Gesù diceva alla folla mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere. Essi riceveranno una condanna più grave». E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


SULLE OFFERTE

Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa’ che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.


DOPO LA COMUNIONE

Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.



VISIONE D’ASSIEME


PRIMA VERITÀ: L’uomo pio chiede al Signore due cose: che la sua preghiera giunga fino al cielo. Una volta giunta nel cielo: che il Signore tenda l’orecchio alla sua preghiera.

SECONDA VERITÀ: Dio è la provvidenza del mondo. Al Signore si chiede che non faccia mancare nulla a quanti sono in stato di bisogno. Si chiede anche che tutti noi impariamo a donare ai fratelli, imitando Gesù che ha dato tutto se stesso.

TERZA VERITÀ: Il dono dato si trasforma in un dono ricevuto all’infinito. Elia che chiede alla vedova di Zarepta insegna ad ogni uomo a non aver paura a condividere con chi non ha niente quel poco che noi abbiamo. Il Signore rende infinito il nostro poco che sarà utile a noi e agli altri per molti giorni.

QUARTA VERITÀ: Dal Signore, che è Padre di ogni dono, l’uomo pio deve imparare a divenire anche lui ricco di misericordia per tutti i suoi fratelli.

QUINTA VERITÀ: Cristo Gesù è il modello del dono: Egli ha offerto se stesso, si è fatto sacrificio e olocausto, si è lasciato consumare sul legno della croce, per noi, in vece nostra, per liberarci e riscattarci dai nostri peccati.

SESTA VERITÀ: Il dono dei doni, riservato a coloro che hanno fatto della loro vita un dono d’amore, è il Paradiso.

SETTIMA VERITÀ: C’è dono e dono. C’è il dono che non costa niente. C’è il dono che costa tutto, perché è fatto sulla rinuncia a vivere noi per soccorrere gli altri. Questo dono vale più di ogni altro dono. Questo è il dono di cui il Signore si compiace.

OTTAVA VERITÀ: Partecipare alla passione di Cristo Gesù significa una cosa sola: fare della nostra vita un dono di salvezza per il mondo intero.

NONA VERITÀ: Il Dono di Dio, il Dono che è Dio stesso, è lo Spirito Santo. Dio ci fa dono del Suo Santo Spirito e la nostra vita viene trasformata in un dono d’amore e di salvezza a favore dei nostri fratelli. Dono nel quale si riceve questo Dono Divino ed Eterno è l’Eucaristia.



VANGELO: PAROLE DI COMMENTO

VANGELO – Dal vangelo secondo Marco (Mc 12, 38-44).



In quel tempo, Gesù diceva alla folla mentre insegnava:

La vita di Gesù è un continuo, perenne insegnamento.

Il metodo di Gesù è straordinario: parte dalla nostra storia, così come essa è vissuta, e la illumina con la luce della sua verità eterna.

Illuminata con la sua luce eterna, la nostra storia appare nella sua falsità di peccato ed anche nella grandezza della sua verità.

Nel Vangelo odierno la luce di Cristo Gesù da un lato ci rivela la falsità che noi rivestiamo di religiosità per ingannare i nostri fratelli , dall’altro ci manifesta come guardano gli occhi di Dio le azioni degli uomini.

La verità che si riflette nel nostro cuore è veramente grande, immensa, al di là di ogni nostra immaginazione.

Gesù così ci insegna a guardare la realtà secondo la verità del Padre, non secondo le apparenze degli uomini.

«Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.

Questi scribi vivono una religiosità tutta incentrata sul culto, che è come una richiesta di adorazione, della loro persona.

Questi scribi pretendono dalla gente un rispetto quasi divino.

Tutto il mondo religioso si deve inchinare dinanzi a loro.

Questi scribi vivono con un solo intento: si servono della religione per accrescere e incrementare la loro gloria sulla terra.

Questi scribi del Signore e dell’uomo non si interessano. Non curano gli interessi di Dio dinanzi agli uomini, né degli uomini dinanzi a Dio e ai loro fratelli.

Loro curano solo i loro interessi di gloria terrena.

Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere.

L’esclusiva ricerca della gloria della loro persona si fonda però su due gravi peccati:

Essi riceveranno una condanna più grave».

La condanna più grande è data dai loro tre principi di peccato:

Questi gravissimi peccati sono nascosti agli occhi dell’uomo, ma non a quelli di Dio.

Gesù non vuole che quanti lo seguono, conducano la religione in tanta bassezza.

Ridurre la religione a mezzo, o strumento per nascondere i nostri peccati, o per dare ai nostri peccati libertà di azione, è cosa gravissima dinanzi a Dio. È anche inganno senza pari verso l’uomo, ogni uomo.

Così facendo, ci serviamo di Dio e degli uomini per avere noi gloria, fama, ricchezza, agi, stima.

Così facendo, siamo veri idolatri, idolatri di noi stessi ai danni del Cielo e della terra.

A tanto può giungere un cuore cattivo che usa la religione a suo proprio beneficio e profitto.

Questa luce divina di Cristo Gesù dovrà per sempre accompagnare il cammino di tutti i suoi discepoli.

I suoi discepoli dovranno sempre ricordarsi che gli scribi mai moriranno nella religione. Essi saranno sempre presenti.

Al discepolo il monito di non imitarli, di guardarsi da loro.

E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro.

Ora Gesù osserva nuovamente la nostra storia e ci offre un altro raggio della sua meravigliosa luce.

Nel tempio c’era il luogo delle offerte. Ognuno andava e gettava monete nel tesoro.

Questo tesoro serviva per la conservazione e il mantenimento del tempio.

La Casa di Dio ha delle spese, è giusto che i figli di Dio se ne prendano cura.

La Casa di Dio dovrebbe essere la casa più bella nel paese, nel rione, nel quartiere, nella città.

La Casa di Dio deve essere più maestosa, più bella, più santa di ogni altra casa, più bella della casa più bella.

Anche dall’amore per la Casa di Dio si rivela la fede del popolo che la frequenta.

E tanti ricchi ne gettavano molte.

Nel tempio entravano ricchi e poveri.

Gesù nota che tanti ricchi gettavano molte monete.

Questo vede l’occhio di Gesù e l’occhio di ogni altro uomo.

È sufficiente osservare la storia così come si svolge sotto i nostri occhi.

Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.

Viene nella sala del tesoro una povera vedova e vi getta due spiccioli, cioè un quattrino. Una piccolissima cosa in sé stessa considerata.

Questo vede l’occhio di Gesù e questo vede ogni altro occhio lì presente.

Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.

Cosa vede l’occhio di Dio che è nell’occhio di Cristo Gesù?

L’occhio della pienezza della verità, della luce eterna, con il quale Gesù vede le cose, fa dire a Gesù questa parola: “In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri”.

Materialmente parlando questa povera vedova ha gettato solo due spiccioli, cioè un quattrino, cioè una piccolissima cosa.

Qual è allora la misura degli occhi di Dio che è totalmente differente dal nostro metro?

Ecco qual è il metro di Dio. Le parole di Gesù sono eloquenti:

Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Ai ricchi la loro offerta non è costata niente di niente.

Loro non hanno dato il loro superfluo. Hanno dato del loro superfluo.

Dal loro superfluo, cioè dalle monete che non servono per la loro vita, hanno tratto qualcosa e ne hanno fatto un’offerta per il tempio.

La loro vita non mancava di nulla prima, non mancherà di nulla dopo.

Per loro è come se l’offerta non fosse stata fatta.

La loro offerta non è un sacrificio.

Non è un sacrificio, perché a loro non costa nulla di nulla. Assolutamente niente.

Per la povera vedova invece non è così. L’offerta della vedova è un vero, santo, autentico sacrificio, una rinunzia.

Essa ha rinunziato a tutto quanto aveva per vivere e l’ha posto a servizio della gloria della Casa di Dio.

Ella si è privata di un po’ della sua vita, perché la vita della casa di Dio fosse più bella e splendente.

I ricchi hanno fatto un’offerta senza fede.

La povera vedova nell’offerta ha posto tutta la sua fede.

La sua fede è nella Provvidenza di Dio che in modo misterioso, al di là di ogni immaginazione della nostra mente, viene sempre in aiuto verso quanti hanno grande zelo per la sua Casa.

Ella ha avuto a cuore la casa di Dio. Dio si prenderà a cuore la sua casa.

Quando la fede si trasforma e diviene sacrificio della nostra stessa vita, allora noi abbiamo dato tutto, abbiamo dato tutto quanto avevamo per vivere.

La povera vedova è purissima immagine, o figura di Cristo Gesù. Lui, per la gloria della Casa di Dio, del suo Nuovo Tempio, che è il corpo dell’uomo, ha versato nel tesoro del Cielo, per il nostro riscatto veramente, realmente quanto aveva per vivere: ha donato al Padre tutto il suo sangue, versandolo dall’alto della Croce.

Il tesoro del Cielo ora è immensamente ricco. Con questo tesoro si possono riscattare tutte le anime degli uomini, sino alla consumazione dei secoli.

La casa di Dio sulla terra, che è il Corpo dell’uomo, può essere ora straordinariamente bella, bella oltre ogni dire.



PER LA CATECHESI E L’OMELIA



ANTIFONA D'INGRESSO: Quale dovrà essere la preghiera del cristiano, alla luce dell’offerta di Cristo Gesù? Che tutta la sua vita divenga un sacrificio gradito al Signore.

COLLETTA: Questa preghiera diventa ora esplicita: si chiede al Padre che Cristo Gesù diventi per tutti l’unico modello da seguire nel dono: il dono è di tutta la sua vita, fatta olocausto d’amore, sulla Croce.

PRIMA LETTURA: La nostra preghiera di divenire sacrificio gradito a Dio con tutta la nostra vita è vera se dinanzi al dono totale ha la forza di andare sino in fondo. Il dono dato si trasforma per noi in un dono eternamente ricevuto.

SALMO: Dal Signore Dio siamo chiamati ad apprendere la sapienza di trasformare la nostra vita in un dono. Dio è colui che dona. Il discepolo di Gesù è colui che dona, perché Cristo è il Dono di Dio per la nostra salvezza.

SECONDA LETTURA: Cristo Gesù è il cuore della nostra preghiera e della nostra fede: nella preghiera Egli ha attinto la forza di vivere tutta la sua fede nella Volontà del Padre, che aveva deciso fin dall’eternità di fare di Lui il Dono di salvezza per il mondo intero.

CANTO AL VANGELO: Il regno dei cieli, o Paradiso, è donato a tutti coloro che come la povera vedova hanno saputo e voluto fare della loro vita un dono d’amore per tutti coloro che non avevano niente per vivere, se non la nostra grande carità.

VANGELO: La religione questo deve insegnare ad ogni uomo: fare della sua vita un dono d’amore per tutti i suoi fratelli. Deve insegnare altresì a non aver paura di spendere interamente tutta la vita per la vita del mondo intero.

SULLE OFFERTE: Nel mistero dell’Eucaristia celebriamo la morte e la risurrezione di Cristo Gesù, il suo dono dato, il suo dono ricevuto. Da questo mistero dobbiamo imparare a fare della nostra vita un dono, se vogliamo ricevere il dono eterno che Dio ha riservato per noi nei cieli.

DOPO LA COMUNIONE: Possiamo fare della nostra vita un dono, solo se ci poniamo alla luce e sotto la guida della sapienza dello Spirito Santo, il Dono di Dio che ci insegna a fare di tutto noi stessi un dono d’amore a beneficio del mondo intero.




Domande di aiuto per la preparazione della catechesi


  1. Ho compreso bene l’insegnamento di Gesù Signore?

  2. Qual è lo specifico dell’insegnamento di Gesù Signore?

  3. Qual è il triplice peccato degli scribi?

  4. Quando la religione è “usata” per il peccato di chi la serve?

  5. Ho mai usato la religione per la ricerca della gloria della mia persona?

  6. Sono stato mai tentato a fare questo?

  7. Sono capace di leggere la storia con gli stessi occhi di Gesù Signore?

  8. Se non sono capace, cosa me lo impedisce?

  9. So che il peccato rende ciechi?

  10. Sono conquistato dalle apparenze?

  11. Conosco i danni che le apparenze provocano sulla religione?

  12. Cosa è il superfluo secondo il Vangelo?

  13. Di chi è il superfluo secondo il Vangelo?

  14. Quanto è costata la loro offerta ai ricchi?

  15. Quanto invece è costata alla povera vedova?

  16. Quanto sono disposto a dare di me stesso e delle mie cose per fare bella la Casa di Dio?

  17. La Casa del mio Dio è bella?

  18. Cosa offro per fare bello il mio corpo, perché sia degna dimora del mio Dio?

  19. Sono disposto a dare quanto ho per vivere, cioè tutto il mio sangue?

  20. Credo che il mio dono fruttifica il dono eterno di Dio?