11° INCONTRO

(27 Novembre – 03 Dicembre 2006)

Giorno 3 del mese di Dicembre, Domenica

I DOMENICA DI AVVENTO (C)




ANTIFONA D'INGRESSO

A te, Signore, elèvo l'anima mia, Dio mio, in te confido: che io non sia confuso. Non trionfino su di me i miei nemici. Chiunque spera in te non resti deluso.


COLLETTA

Padre Santo, che mantieni nei secoli le tue promesse, rialza il capo dell'umanità oppressa da tanti mali e apri i nostri cuori alla speranza, perché sappiamo attendere senza turbamento il ritorno glorioso del Cristo giudice e salvatore. Egli è Dio...


PRIMA LETTURA – Dal libro del profeta Geremia (Ger 33, 14-16)

Ecco verranno giorni oracolo del Signore nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia; egli eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla. Così sarà chiamata: Signore–nostra–giustizia.


SALMO (Salmo 24)

A te, Signore, innalzo l'anima mia.


Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua verità e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza.


Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie.


Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia per chi osserva il suo patto e i suoi precetti. Il Signore si rivela a chi lo teme, gli fa conoscere la sua alleanza.


SECONDA LETTURA – Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (1 Tes 3, 12-4,2)

Fratelli, il Signore vi faccia crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti, come anche noi lo siamo verso di voi, per rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità, davanti a Dio Padre nostro, al momento della venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi. Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù: avete appreso da noi come comportarvi in modo da piacere a Dio, e così già vi comportate; cercate di agire sempre così per distinguervi ancora di più. Voi conoscete infatti quali norme vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. Alleluia.


VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 21, 25-28.34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande. Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo".


SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, il pane e il vino, dono della tua benevolenza, e fa’ che l'umile espressione della nostra fede sia per noi di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.


DOPO LA COMUNIONE

La partecipazione a questo sacramento, che a noi pellegrini sulla terra rivela il senso cristiano della vita, ci sostenga, Signore, nel nostro cammino e ci guidi ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore.



VISIONE D’ASSIEME

PRIMA VERITÀ: Vissuta senza Dio ogni vita è una delusione nel tempo aperta alla delusione eterna. L’uomo giusto, pio, timorato di Dio, prega chiedendo al Signore che lo liberi da ogni confusione e delusione.

SECONDA VERITÀ: L’umanità cade in prostrazione a causa dei suoi molti peccati. Solo il Signore la può rialzare. La Chiesa oggi chiede al Signore che doni vita alla questa nostra umanità oppressa da tanti mali.

TERZA VERITÀ: Chi rialzerà non solo Israele, ma il mondo intero, è uno solo: il Germoglio che il Signore farà spuntare dal tronco di Iesse, cioè il Messia di Dio.

QUARTA VERITÀ: L’opera di rialzamento del solo Dio non basta. Dio sempre opera per rialzare l’uomo. Occorre che anche l’uomo lo voglia e inizi a percorrere la via dei Comandamenti.

QUINTA VERITÀ: Il Signore Gesù verrà per giudicare il mondo, anche se nessuno conosce né l’ora, né il giorno. Nell’attesa di questo evento il cristiano si impegna in un amore universale, crescendo in una santità sempre più grande.

SESTA VERITÀ: Si chiede al Signore di intervenire nella nostra vita. Noi tutti abbiamo bisogno della sua misericordia e della sua salvezza.

SETTIMA VERITÀ: Il Signore verrà. Attendendo la sua venuta, i cristiani possono incorrere nella perdita delle virtù e abbandonarsi al vizio. Gesù mette in guardia i suoi discepoli perché i loro cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita. Se ciò avvenisse, non saremmo trovati pronti per entrare con Lui nella sala del convito eterno.

OTTAVA VERITÀ: La Chiesa chiede che il piccolissimo dono che offriamo al Signore si trasformi per noi in una sorgente perenne di vita eterna.

NONA VERITÀ: Dobbiamo camminare verso i beni eterni. È questo il giusto percorso per la nostra vita. Sostegno e alimento è l’Eucaristia. Non solo: Essa è anche partecipazione alla passione, morte e risurrezione di Gesù Signore e come tale ci rivela anche il senso cristiano della vita.



VANGELO: PAROLE DI COMMENTO

VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 21, 25-28.34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,

La fine del mondo avverrà per uno sconvolgimento dell’intera creazione: sole, luna, stelle, mare, flutti, tutte queste potenze della creazione saranno senza più legge e la terra diverrà un’angoscia generale, un’ansia senza più pace.

Avverrà qualcosa che l’uomo non potrà più controllare, in alcun modo, né evitare.

mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.

Prima ancora che gli elementi dell’intera creazione andranno in collisione nei cieli e sulla terra, vedendo quanto già sta succedendo, gli uomini moriranno per la paura.

Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

Le potenze dei cieli saranno sconvolte in un solo modo: per collasso interno ed esterno, scontro, urto, collisione.

Queste immagini appartengono al genere letterario, detto “apocalittico”.

Devono restare solo immagini, figure. La realtà è infinitamente oltre ogni immagine.

Tutta la nostra fantascienza del passato, del presente, del futuro è incapace di immaginare ciò che avverrà alla fine della storia.

Altra verità è questa: gli eventi descritti sono imprevedibili.

Pochi attimi e la paura avvolgerà i cuori fino a farli morire. Tanto è grande l’evento che Gesù rivela che avverrà alla fine dei giorni del mondo.

Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.

Nel momento stesso in cui si verificherà la fine del mondo, Gesù verrà sulle nubi del Cielo, cioè da Dio e come Dio – la nube è lo sgabello dei piedi di Dio.

Verrà con potenza e gloria grande. Verrà cioè rivestito della sua divinità.

Non verrà più nascosto nei veli della carne del Figlio dell’Uomo.

Verrà invece vestito di tutta la potenza e la gloria che sono proprie di Dio.

Dinanzi alla sua luce divina ed umana, le coscienze si squarceranno, si lacereranno, si frantumeranno come vaso che cade a terra.

Ognuno, alla luce di Cristo Gesù, luce purissima, santissima, verissima, vedrà il suo bene e il suo male, la sua verità e la sua falsità, le sue tenebre e la sua luce. Vedendosi e rispecchiandosi nella luce che promana dalla Croce di Gesù Signore, egli è anche in grado di giudicarsi secondo giustizia.

Ogni uomo non solo si giudicherà, anche andrà dove il suo giudizio gli indica la strada: in Paradiso, o nell’inferno eterno.

Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Per i cristiani dei primi tempi, che vivevano in stato di perenne persecuzione, sempre all’ombra di un martirio imminente, queste parole sono di somma, altissima consolazione e speranza.

Vedendo queste cose, voi, miei discepoli – dice Gesù – alzatevi, levato il capo, guardate in faccia la realtà senza timore.

In questa realtà è la vostra liberazione. Voi sarete portati in Paradiso, per questo non dovete avere paura. Dovete invece guardare gli eventi come un grande momento di grazia che il Signore vi concede.

Gli uomini senza fede, che hanno posto la loro fiducia solo nel tempo e per le cose della terra, saranno presi dallo spavento e moriranno.

Voi invece, miei discepoli, dovete gioire, esultare. Questo significa levare il capo.

Dovete gioire ed esultare perché è giunto il momento, l’ora del vostro ingresso in Paradiso, non solo ma anche il tempo della risurrezione gloriosa per tutti gli altri fratelli che sono morti in Cristo e che ora giacciono nei sepolcri.

Ciò che per gli uni è segno di tristezza, di angoscia, di paura, di morte, per gli altri è motivo di gioia ed esultanza.

Tanto grande è il frutto della fede.

State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso;

Il cristiano non può distrarsi, né deve smettere di essere vigilante, o di prepararsi per quest’ora così cruciale.

Ci sono dei pericoli che sono sempre in agguato, sempre pronti per attaccarlo e condurlo nuovamente nel male, nel peccato, nel vizio.

Contro questi pericoli deve mettere ogni più grande attenzione.

Quali sono questi pericoli?

Gesù ne enumera tre: dissipazioni, ubriachezze, affanni della vita.

Le dissipazioni frantumano la ricchezza, la bellezza, la santità della vita e la riducono a brandelli, facendole perdere ogni valore. È come se uno avesse una grandissima e bellissima pietra preziosa, simile per valore alla perla di cui parla il Vangelo, e la riduce in minuscola polvere, in tutto simile alla polvere che si deposita sulle cose che vengono poco usate.

La vita nostra ha un altissimo valore ed ogni istante di essa deve essere vissuto solo in vista del regno dei cieli. Se invece i suoi istanti sono vissuti per le cose di questo mondo, noi la dissipiamo, la sciupiamo, la frantumiamo. Siamo semplicemente stolti. Non siamo sapienti.

La nostra vita non può essere conquistata se non da una sola realtà: il Paradiso e la Gloria di Dio. Nella dissipazione possiamo anche fare del bene, ma esso non è il fine della nostra vita.

Le ubriachezze: Il discepolo di Gesù deve sempre possedere l’uso santo del suo spirito, della sua mente, del suo corpo, del suo cuore, di tutto il suo essere.

Le ubriachezze fanno perdere all’uomo la coscienza, la conoscenza, la volontà, la scienza, la virtù.

Le ubriachezze uccidono l’uomo nel suo essere ad immagine e a somiglianza di Dio e fanno del Corpo di Cristo e del Tempio dello Spirito Santo una botte in mezzo al mare, sballottata dalle onde, senza meta, senza ritegno, senza nulla.

Le ubriachezze fanno dell’uomo un non uomo.

Gesù nel suo Paradiso vuole uomini, non vuole non uomini. Per i non uomini c’è posto solo nell’inferno. Lì è la loro casa eterna.

Alle ubriachezze sono da assimilare tutte le altre sostanze che privano l’uomo della padronanza di sé, anche in piccola quantità.

Gli affanni della vita sono come le spine della parabola evangelica. Con essi nel cuore la nostra vita è totalmente prigioniera delle cose di quaggiù.

L’uomo diventa solo corpo, vive per il corpo, per il corpo lavora, per il corpo si sottopone ad ogni altro sacrificio.

Neanche l’uomo solo corpo può entrare in paradiso.

Il Paradiso è per l’anima e per il corpo. Un uomo che non ha avuto l’anima sulla terra, perché l’ha rinchiusa nel carcere delle cose di questo mondo, non può pretendere di averla per il cielo, il Paradiso.

Chi vuole il Paradiso deve pensare all’anima più che al corpo e fare ogni sacrificio per la salvezza della sua anima.

Dobbiamo vigilare a che il nostro cuore non si appesantisca in queste cose, per un solo motivo: non sappiamo quando quel giorno piomberà improvviso sopra di noi.

Venendo all’improvviso, potrebbe trovarci dissipati, ubriachi, affannati. Ci troverebbe nel vizio e non nelle virtù, nel peccato e non nella grazia.

Ci troverebbe nemici della Croce di Cristo e non suoi amici.

Non ci sarebbe posto per noi in Paradiso.

L’inferno esiste veramente e Gesù nel suo Vangelo ce lo sta dicendo in mille modi. L’ultimo modo sarà dall’alto della Croce. La sua Croce è la proclamazione più alta della verità dell’inferno.

come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.

Quando il laccio si tende e si tende non appena è urtato in qualche modo, la preda vi resta impigliata.

Così è alla fine del mondo: essa verrà così improvvisa, che quando viene è già venuta. Come il laccio: quando scatta è già scattato.

Quando la fine del mondo verrà, verrà per tutti gli abitanti della terra.

La fine è universale: della terra e del cielo. Verrà la fine e vi saranno Cieli nuovi e Terra nuova.

Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo".

Si vigila sfuggendo e fuggendo dalle tre piaghe della vita già indicate: dissipazioni, ubriachezze, affanni della vita.

Si prega in ogni momento, perché non si conosce quale sarà l’ultimo.

Ogni momento è buono perché avvenga la fine. In ogni momento si deve pregare.

Si prega per vincere ogni paura, ansia, terrore, la stessa morte causata dalla paura e dall’ansia per le cose che stanno accadendo.

Si prega per essere trovati sempre pronti per comparire davanti al Figlio dell’uomo.

Si compare dinanzi al Figlio dell’uomo per il giudizio, che sarà inappellabile, eterno. Sarà di Paradiso, o di inferno.

Ognuno sarà giudicato secondo le sue opere, di bene e di male, di giustizia e di ingiustizia, di luce e di tenebra, di verità e di falsità.

Vera è la fine del mondo, vero il giudizio, vero il Giudice, vera la duplice sentenza: di Paradiso, o di inferno.

È un vero peccato che tutta questa ricchezza di verità oggi sia andata perduta , sia stata smarrita dalla mente credente, anche a causa di un pessimo insegnamento che ha ridotto tutta la ricchezza della conversione e della santità cristiana, ad un perdono universale, senza neanche la partecipazione della volontà dell’uomo.

Il pessimo errore insegnato è questo: Cristo è morto per tutti. Ha cancellato sulla croce i peccati di tutti. Tutti i peccati sono già perdonati. Sono perdonati quelli già fatti, quelli che si fanno, quelli che si faranno.

Se tutti i peccati sono perdonati, siamo già tutti in paradiso.

Questo non è un insegnamento di gente che nulla ha conosciuto e sa di Cristo Gesù. Questo è insegnamento di molti cattolici. È un insegnamento generalizzato, quasi universale, che ha inquinato e sta inquinando molte menti. Se l’inferno c’è, esso è vuoto. Questo è l’ultimo corollario di questa “dottrina cattolica”. La redenzione di Cristo non potrà avere nessun’altra devastazione più “volgare” di questa.



PER LA CATECHESI E L’OMELIA



ANTIFONA D’INGRESSO: La delusione dell’uomo, la sua confusione, è una sola: quella eterna dell’inferno. L’uomo giusto chiede al Signore che lo liberi da questa delusione eterna. Lui vuole camminare verso Dio, verso il Paradiso.

COLLETTA: La Chiesa chiede al Signore la grazia per l’umanità intera di attendere il glorioso ritorno di Cristo Gesù con lo sguardo rivolto verso il cielo. Dio tiene alta la nostra fronte e il nostro sguardo sarà sempre fisso nei Cieli. È questa la nostra vocazione: guardare sempre in alto.

PRIMA LETTURA: Gesù verrà una prima volta, come Messia di Dio, per rivelarci tutta la Volontà di Dio e insegnarci la via che conduce al Paradiso. Verrà come Virgulto che spunta dal tronco di Iesse. Verrà come Figlio di Davide.

SALMO: La via che conduce al Cielo solo Dio la può insegnare all’uomo. L’uomo giusto, pio, chiede al Signore che lo istruisca nella sua legge e nei suoi decreti.

SECONDA LETTURA: Dobbiamo attendere il Signore che viene per il giudizio universale, sulle nubi del cielo, in modo irreprensibile. Quale sarà questo modo così perfetto di attendere il Signore: la carità vicendevole e verso tutti; fare ogni cosa per piacere solo al Signore.

CANTO AL VANGELO: La Chiesa chiede in nome di tutta l’umanità al Signore che mostri la sua salvezza e ci doni la sua misericordia. Con questa abbondanza di grazia nell’anima, possiamo attendere il Signore senza distrazioni.

VANGELO: La fine del mondo verrà in modo così repentino che quando viene è già venuta. Ad ognuno di noi la gravissima responsabilità di attenderla nella vigilanza e nella preghiera, nella santità e in possesso di ogni virtù. Gesù viene sulle nubi del cielo per il giudizio.

SULLE OFFERTE: Tutto deve essere fatto in vista della salvezza eterna. Offrendo il pane e il vino per il sacrificio, la Chiesa chiede che questi doni si trasformino per noi in salvezza eterna. Questa è purissima fede.

DOPO LA COMUNIONE: L’Eucaristia è anche luce, non solo cibo. In quanto luce rivela ad ogni pellegrino il senso cristiano della vita. Qual è questo senso cristiano? Esso è uno solo: vivere ogni cosa nella prospettiva dell’eternità.


Domande di aiuto per la preparazione della catechesi



  1. Le immagini con le quali Gesù descrive la fine del mondo corrispondono alla realtà della fine?

  2. Ho mai pensato alla repentinità con la quale la fine del mondo viene?

  3. Sono pronto in questo istante per il giudizio finale?

  4. In che cosa mi trovo mancante?

  5. Cosa faccio per colmare ogni lacuna di vizio, o di peccato?

  6. Cosa sono le dissipazioni?

  7. E le ubriachezze?

  8. Conosco altre forme oggi attraverso le quali si perde l’uso della volontà e della coscienza?

  9. Percepisco il gravissimo danno eterno che queste cose generano?

  10. Cosa sono gli affanni della vita?

  11. A che cosa paragona gli affanni della vita Cristo Gesù?

  12. Cosa è la vigilanza e come si vigila?

  13. A che serve la preghiera in ordine alla fine del mondo?

  14. Credo nell’eternità dell’inferno?

  15. Che differenza c’è tra togliere il peccato e perdonare il peccato?

  16. Tolgo dalla mia vita il peccato, il vizio, o lascio che essi mi vengano soltanto perdonati?

  17. Se non li tolgo, il perdono è vero?

  18. Perché dobbiamo comparire dinanzi al Figlio dell’uomo?

  19. Credo che anch’io mi potrei dannare?

  20. Cosa sto facendo per non dannarmi?