26° INCONTRO

(05 Febbraio – 11 Febbraio 2007)

Giorno 11 del mese di Febbraio, Domenica

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)



ANTIFONA D'INGRESSO

Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome.


COLLETTA

O Dio, che respingi i superbi e doni la tua grazia agli umili, ascolta il grido dei poveri e degli oppressi che si leva a te da ogni parte della terra: spezza il giogo della violenza e dell'egoismo che ci rende estranei gli uni agli altri, e fa’ che accogliendoci a vicenda come fratelli diventiamo segno dell'umanità rinnovata nel tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo...


PRIMA LETTURA – Dal libro del profeta Geremia (Ger 17, 5-8)

Così dice il Signore: « Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore. Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere. Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l'acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell'anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti».


SALMO (Sal 1)

Beato chi pone la speranza nel Signore.


Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte.


Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere.

Non così, non così gli empi: ma come pula che il vento disperde. Il Signore veglia sul cammino dei giusti,

ma la via degli empi andrà in rovina.


SECONDA LETTURA – Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1 Cor 15, 12. 16-20)

Fratelli, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò, dice il Signore. Alleluia.


VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 6, 17. 20-26)

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone,

Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.


SULLE OFFERTE

Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.


DOPO LA COMUNIONE

Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fa’ che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita. Per Cristo nostro Signore.



VISIONE D’ASSIEME

PRIMA VERITÀ: Professare la fede sempre in pienezza di fede è la cosa più santa e più bella. A questa pienezza dobbiamo educarci. A questa pienezza dobbiamo educare. Dio è rocca, baluardo, rifugio, fortezza di chi spera in Lui.

SECONDA VERITÀ: La fede in Dio è vera, quando vera è la carità verso l'uomo. Quando è vera la carità verso l'uomo? Quanto il forte diviene la forza del debole, il ricco la ricchezza del povero, il sano la salute del malato, colui che vede l'occhio per chi non vede. Questa è l'opera della redenzione di Cristo Gesù.

TERZA VERITÀ: La vita dell'uomo è nella fede nel suo unico Dio e Signore. Pretendere di trovare vita e salvezza uscendo dalla vera fede in Dio e alleandosi con chi in Dio non crede è vero atto di stoltezza e quindi di sicura morte.

QUARTA VERITÀ: La vita di un albero è l'affondare perennemente le sue radici in terra umida, lungo i corsi dei fiumi. La vita dell'uomo sta nell'affondare le sue radici spirituali nella Parola del Signore. È questo il fiume di Dio che dona vita al mondo intero.

QUINTA VERITÀ: La legge della fede vuole che si creda la fede in pienezza di fede. Escludere una sola verità di fede dalla nostra fede conduce alla morte tutta la nostra fede. È questo l'errore che sta uccidendo la nostra fede.

SESTA VERITÀ: Chi vuole ristoro, chi vuole ritornare nella pienezza della vita deve andare a Cristo, aggrapparsi a Lui. È Lui l'unica sorgente di vita eterna stabilita da Dio per ogni uomo.

SETTIMA VERITÀ: Gesù invita oggi poveri, afflitti, oppressi, affamati, assetati a vivere sempre nella più grande santità la loro condizione. Vissuta in santità questa condizione si trasformerà in gioia eterna, nel cielo.

OTTAVA VERITÀ: L'Eucaristia è per noi la sorgente perenne della nostra santità. Santificati da Essa, possiamo vivere santamente la nostra condizione e giungere così nel regno dei cieli.

NONA VERITÀ: La vita eterna è dono di Dio, ma anche ricerca dell'uomo. Come l'uomo ricerca la vita eterna? Facendo dei beni di questo mondo un servizio alla carità, all'amore, al servizio dei poveri e degli oppressi. È questa la ricerca del vero bene che apre le porte del Paradiso.



VANGELO: PAROLE DI COMMENTO

VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 6, 17. 20-26)

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante.

Gesù è con i Dodici Apostoli. È disceso con loro, perché venivano dalla montagna, da presso Dio.

Sulla montagna Gesù aveva passato “La notte in preghiera. Quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici ai quali diede il nome di apostoli”.

Scendendo dalla montagna con i Dodici appena scelti Gesù si fermò in un luogo pianeggiante.

C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone,

La moltitudine che lo segue e che lo cerca è innumerevole. Essa viene da ogni parte: da tutta la Giudea, da Gerusalemme, finanche dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano in territorio pagano.

alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:

Discepoli” sono tutti coloro che intendono seguirlo. Per tutti coloro che vogliono andare dietro di Lui, Gesù dice queste parole.

Non sono parole valide per quel tempo, ma per tutti i tempi, fino alla consumazione dei secoli.

Finché ci sarà qualcuno che vorrà andare dietro Cristo Gesù, Cristo Gesù gli dirà sempre quest’unica e sola parola.

Queste parole nessuno le potrà trasformare, annullare, dimenticare, omettere, tradire, cambiare.

L’essenza del messaggio sono queste parole. L’essenza della sequela è in queste parole.

«Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.

Il povero è colui che non ha parte nell’eredità di questo mondo.

Il povero è colui che ogni giorno, persino nelle cose più necessarie per la sua vita, dipende dalla misericordia dei suoi fratelli e soprattutto dalla Provvidenza di Dio.

Il povero è colui che accoglie la sua condizione di povertà e la vive con grande onore, nella piena osservanza della Legge di Dio.

Il povero è vero povero se rimane nella Legge del Signore e si affida totalmente alla sua misericordia e Provvidenza.

Non è povero chi si dà ai vizi, al peccato, alla trasgressione dei comandamenti.

Povertà e santità devono essere una cosa sola.

Il povero è povero perché santo ed è santo perché ha scelto la via della povertà.

Il regno dei cieli è loro, perché loro hanno scelto Dio su questa terra.

Chi sceglie Dio veramente, mai potrà diventare ricco.

Non lo diventerà mai per due semplici ragioni: perché la sua ricchezza sarà sempre frutto del suo lavoro; perché del frutto del suo lavoro ne farà sempre dono ai più poveri di lui.

La povertà evangelica è condizione di vita, ma anche scelta di vita per il Vangelo, perché si è scelto il Signore.

Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.

C’è il povero, ma c’è anche chi è più povero del povero: è colui che non riesce neanche a trovare del cibo per sfamarsi.

Anche per questi poveri più poveri dei poveri Gesù ha una parola di conforto, di consolazione, di speranza.

Anche costoro Gesù rassicura: loro saranno saziati.

Vivendo il loro stato di fame sempre nella più pura e vera Legge del Signore, cioè nella santità più completa, il Signore li ricompenserà con il regno dei cieli. Li sazierà per tutta l’eternità.

Chi vuole comprendere questa beatitudine, pensi per un attimo al povero Lazzaro. La sua è vera fame. La sua è vera sete. La sua è vera povertà. Lui è vero discepolo del Signore, perché visse ogni cosa nella santità.

Beati voi che ora piangete, perché riderete.

Piange chi è perseguitato, maltrattato, sfruttato, umiliato, soggiogato, schiavizzato dai suoi fratelli.

Anche a costoro Gesù promette la gioia che non conosce tramonto nel regno del Padre suo.

Anche per costoro vale però la stessa ed unica legge: rimanere nella più grande santità. Ed è santità l’amore più grande anche verso coloro che maltrattano e umiliano, schiavizzano e sfruttano.

Il Vangelo ha un’altra lettura della vita e della storia degli uomini.

Il Vangelo è altissimo codice di santità nella condizione concreta in cui ogni uomo viene a trovarsi.

Il Vangelo chiede una cosa sola agli uomini: la non conoscenza assoluta del male. Chiede la più alta santità nella condizione concreta di ogni vita.

Il Vangelo è dato per liberare l’uomo dal più piccolo male morale. È dato per costruire nei cuori la più alta santità.

Il Vangelo non è dato per liberare gli uomini dalla loro concreta situazione di povertà, di fame, di pianto, di dolore, di morte, di altre infinite miserie nelle quali la vita dell’uomo concretamente si vive.

Liberando l’uomo dal peccato, costruendo nel suo cuore la più alta santità, l’uomo diviene vero amico dei suoi fratelli, verso i quali vive di grandissima carità.

Il Vangelo non è dato per cambiare la condizione materiale degli uomini. È dato per cambiare la loro condizione spirituale.

Cambiata la condizione spirituale di un cuore, attraverso questo cuore cambia nel mondo anche la condizione materiale di molti.

Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo.

Altra condizione di disagio, di umiliazione, di miseria, di maltrattamento, di annullamento, di schiacciamento è la scelta di essere discepoli di Cristo Gesù.

È beato quel discepolo che accoglie questa reale situazione di gravissimo disagio materiale, che può condurre fino all’uccisione del suo corpo.

Questa condizione di umiliazione, di abbassamento, di morte fisica e prima ancora di morte sociale va accolta, ma per essere vissuta sempre nella più grande santità.

Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli.

Anche per chi accoglie questa condizione concreta di morte la gioia sarà eterna ed incommensurabile nei cieli.

Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.

Gesù dona la stessa sorte dei profeti ai suoi discepoli, ad ogni suo discepolo.

Tutti i profeti venivano perseguitati. Ma tutti i profeti sopportavano ogni tribolazione per amore del Signore.

Così ogni discepolo di Gesù sarà perseguitato perché discepolo di Gesù. Ma tutti i discepoli di Gesù devono sopportare ogni tribolazione per amore di Cristo Gesù.

Sopportata ogni tribolazione, si apriranno le porte del regno dei cieli e la gioia eterna si riverserà sopra di loro.

Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.

Il ricco è colui che ha scelto di avere tutto su questa terra, per il suo corpo, per i suoi vizi.

Il vizio sarà la sua unica consolazione. Sarà però una consolazione che si esaurirà in questo tempo.

Per chi ha scelto il vizio come sua unica e sola consolazione sulla terra, nel tempo, non c’è posto nel regno di Dio. Per coloro che hanno scelto i vizi c’è posto solo nell’inferno.

Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.

Anche coloro che hanno scelto la sazietà su questa terra, non avranno posto nel regno di Dio.

Per loro ci sarà l’inferno eterno, dove anche la fame e la sete saranno eterne.

Chi si vuole convincere di questa verità, è sufficiente che legga ancora una volta la parabola del povero Lazzaro e del ricco epulone.

Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.

Sono coloro che hanno scelto la gioia effimera di questo mondo, prodotta però dal peccato, dal vizio, dalla trasgressione dei comandamenti.

Anche per costoro non c’è posto nel regno dei cieli.

Anche per loro ci sarà posto solo nell’inferno, dove il pianto e lo stridore dei denti saranno eterni.

Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.

Sono tutti coloro che non scelgono la giustizia, la verità, la santità, perché vogliono essere interamente di questo mondo.

Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.

Il falso profeta non è falso profeta perché ha deciso di essere falso profeta per ingannare gli uomini.

È falso profeta perché ha scelto la falsità degli uomini come strumento della sua gloria e della sua fama.

Gli uomini vogliono essere nutriti di falsità. Cosa fa il falso profeta? Dona loro pane di falsità, acqua di menzogna.

Il falso profeta è colui che sfrutta la falsità degli uomini per un immondo guadagno.

Se gli uomini di Chiesa vogliono creare speranza in questo mondo, sappiano che una sola è la via: quella di ridire tutto e solo il Vangelo.

Gli uomini di Chiesa non possono sperare di creare speranza, tradendo il Vangelo, dicendone solo una parte, aggiustando a loro piacimento frasi e parole.

La falsa profezia degli uomini di Chiesa è la più grave sciagura che si possa abbattere su una comunità.

Ed è sempre falsa profezia la parzialità nel Vangelo.

Per decenni si è abolito il Vangelo, il Vangelo è stato tradito, rinnegato, abrogato, parzializzato, sintetizzato, cambiato, modificato, eluso, trasformato.

I danni provocati da questa opera di falsa profezia sono ora irreparabili.

Come pensiamo ancora di rimediare? Modificando ancora una volta il Vangelo. Spostando la missione e il mistero di Cristo Gesù per la soluzione dei molteplici e infiniti problemi di questo mondo.

Gesù non è venuto per risolvere i problemi dell’uomo con metodi e mezzi terreni.

Gesù è venuto per risolvere i problemi dell’uomo con metodi e mezzi spirituali.

Lui è venuto per illuminare i cuori sulla verità della loro vita del tempo e dell’eternità.

Lui è venuto per donare la grazia che trasforma un cuore e lo rende capace di amare la verità dell’uomo: verità nel tempo, verità nell’eternità.



PER LA CATECHESI E L’OMELIA



ANTIFONA D'INGRESSO: La salvezza di ogni uomo è Dio. È Lui la difesa di chi si affida e confida in Lui, di chi in Lui si abbandona. Urge indicare ad ogni uomo la via della fede in pienezza di verità.

COLLETTA: Ci possiamo accogliere gli uni gli altri solo nella conversione. Non si può chiedere a Dio un’azione a favore dell’uomo senza l’uomo. Non si può chiedere a Dio la salvezza dell’uomo senza l’uomo salvato.

PRIMA LETTURA: Dio è la fiducia dell’uomo, la sua speranza, la sua verità, il suo presente e il suo futuro solo quando sceglie la sua Parola come unica Parola della sua vita. Dio e la Parola sono una cosa sola. Sceglie Dio chi sceglie la sua Parola. Chi non sceglie la sua Parola, non sceglie Dio.

SALMO: Beato è solo chi cammina nella legge del Signore; chi medita la sua legge notte e giorno. Fuori della Legge del Signore non c’è beatitudine. Non c’è perché la beatitudine dell’uomo è tutta nella scelta della sua Parola.

SECONDA LETTURA: La parzialità nella Parola del Signore è la più grande sciagura che possa capitare ad un discepolo del Signore. È sciagura ed anche illusione. Ci si illude di camminare nella verità, invece si è avvolti dalla più oscura e più nera delle falsità.

CANTO AL VANGELO: Cristo è la salvezza, il ristoro, la consolazione, la pace di ogni uomo. Va a Cristo chi va alla sua Parola. Non si va a Cristo senza andare nella sua Parola.

VANGELO: Chi vuole annunziare le beatitudini agli uomini, deve annunziarle nelle due formulazioni date loro da Cristo Gesù: “Beati voi”, ma anche “guai a voi”. Chi omette il “guai”, parzializza il Vangelo e lo rende non vero. Chi parzializza il Vangelo è un vero falso profeta, più falso dei falsi dell’Antichità.

SULLE OFFERTE: La ricompensa eterna è nella fedeltà piena alla Parola del Signore. La grazia della fedeltà è tutta nell’Eucaristia.

DOPO LA COMUNIONE: L’Eucaristia è forza che ci porta non solo ad usare i beni di questo mondo sempre in vista dei beni eterni, ma a poco a poco ci aiuta a liberarci dai beni di questo mondo perché vogliamo scegliere solo quelli eterni.



Domande di aiuto per la preparazione della catechesi


  1. So cosa sono le beatitudini?

  2. C’è differenza tra la formulazione del Vangelo secondo Luca e quella dataci dal vangelo secondo Matteo?

  3. Chi sono i poveri che vengono proclamati beati?

  4. Chi invece gli affamati?

  5. Chi coloro che piangono?

  6. Perché sono beati i perseguitati per il nome di Cristo Gesù?

  7. Quale parabola evangelica aiuta a comprendere queste beatitudini?

  8. Chi è il ricco?

  9. Chi è il sazio?

  10. Chi è colui che ride?

  11. Quale parabola evangelica aiuta a comprendere i “guai” pronunziati da Gesù.

  12. Chi è oggi un vero falso profeta?

  13. Perché la falsa profezia è la più grande sciagura che si possa abbattere sull’umanità?

  14. Perché la parzialità nel Vangelo è vera falsa profezia?

  15. Oggi c’è vera profezia sulle beatitudini?

  16. Queste beatitudini sono stile e forma della mia vita?

  17. Sono convinto che con esse si può trasformare il mondo intero?

  18. Perché è impossibile che Dio possa salvare il mondo senza l’uomo salvato?

  19. Perché siamo portati a vedere la salvezza come opera fuori dell’uomo, senza l’uomo?

  20. Voglio abolire la falsa profezia che c’è nella mia vita?