48° INCONTRO

(11 Giugno – 17 Giugno 2007)

Giorno 17 del mese di Giugno, Domenica

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)


ANTIFONA D'INGRESSO

Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.


COLLETTA


O Dio, che non ti stanchi mai di usarci misericordia, donaci un cuore penitente e fedele che sappia corrispondere al tuo amore di Padre, perché diffondiamo lungo le strade del mondo il messaggio evangelico di riconciliazione e di pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...


PRIMA LETTURA – Dal secondo libro di Samuele (2 Sam 12, 7-10. 13)

In quei giorni, Natan disse a Davide: «Tu sei quell'uomo! Così dice il Signore, Dio d'Israele: Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro. Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l'Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l'Hittita. Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai.


SALMO (Sal 31)

Ridonami, Signore, la gioia del perdono.


Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa e perdonato il peccato. Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male e nel cui spirito non è inganno.


Ti ho manifestato il mio peccato, non ho tenuto nascosto il mio errore. Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe» e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.


Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo, mi circondi di esultanza per la salvezza. Gioite nel Signore ed esultate, giusti, giubilate, voi tutti, retti di cuore.


SECONDA LETTURA – Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati (Gal 2, 16. 19-21)

Fratelli, sapendo che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno». Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. Non annullo dunque la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Il regno dei cieli è vicino; convertitevi e credete al vangelo. Alleluia.


VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 7, 36 - 8, 3)

In quel tempo, uno dei farisei invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure». «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!». In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.


SULLE OFFERTE

O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa’ che non ci venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.


DOPO LA COMUNIONE

Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno della nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.



VISIONE D’ASSIEME

PRIMA VERITÀ: Ogni uomo è colui che sempre deve gridare al Signore la sua povertà: povertà spirituale e povertà materiale: "Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza".

SECONDA VERITÀ: Dio che è Colui che mai si stanca di usare misericordia verso l'uomo. La misericordia di Dio precede ogni richiesta dell'uomo. Anche la richiesta di misericordia da parte dell'uomo è frutto ed opera della misericordia di Dio.

TERZA VERITÀ: L'uomo spesso si lascia irretire dalla tentazione, cade nel peccato, il peccato medita e compie. La sua coscienza si oscura ed oscura il male che è nel cuore. Anche in questo caso Dio manifesta la sua misericordia svelando all'uomo i suoi peccati perché si penta, si converta, smetta di peccare.

QUARTA VERITÀ: Anche confessare le proprie colpe dinanzi al Signore è opera e dono della sua misericordia, del suo amore: "Ti ho manifestato il mio peccato, non ho tenuto nascosto il mio errore. Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe» e tu hai rimesso la malizia del mio peccato".

QUINTA VERITÀ: La misericordia di Dio per ogni uomo è Gesù Crocifisso. Ecco come San Paolo si vedeva in questa misericordia di Dio per lui: "Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me".

SESTA VERITÀ: Il regno dei cieli è regno di misericordia e di perdono. Si entra in esso attraverso la conversione, il pentimento. Si resta in esso per mezzo della fede al Vangelo: "Convertitevi e credete al Vangelo".

SETTIMA VERITÀ: "Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato". La peccatrice è perdonata. Il suo grande amore ha aperto il cuore di Cristo al perdono e alla manifestazione della più grande misericordia. Veramente la carità copre una moltitudine di peccati.

OTTAVA VERITÀ: A Dio "che nel pane e nel vino dona all'uomo il cibo che lo alimenta e i sacramento che lo rinnova", la Chiesa chiede "che non le venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito".

NONA VERITÀ: Nell'Eucaristia l'uomo si unisce a Cristo. Per mezzo dell'Eucaristia deve unirsi ad ogni suo fratello. Nasce così la pace, la giustizia, l'amore sulla nostra terra.



VANGELO: PAROLE DI COMMENTO

VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 7, 36 - 8, 3)

In quel tempo, uno dei farisei invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.

Oggi Gesù è in casa di uno dei farisei, a tavola. È in questa casa perché è stato invitato a mangiare.

Ad ogni uomo Gesù può fare del bene. Da ogni uomo si lascia fare il bene.

Fare il bene è il fine, lo scopo di ogni azione, parola, opera, desiderio, pensiero di Cristo Gesù.

Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.

Mentre pranzavano succede qualcosa di insolito, di inimmaginabile.

Rileggiamo quanto la donna fa a Gesù: "Venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato".

Chi è che fa tutte queste cose è una peccatrice.

Colui al quale queste cose vengono fatte è il Santo di Dio.

La peccatrice si rannicchia ai piedi del Santo di Dio e lo riconosce come il solo Signore al quale ella ormai vuole appartenere.

Ella non vuole essere più schiava del peccato, bensì schiava di Cristo Gesù.

E tutto questo lo attesta, lo dichiara attraverso dei gesti che esprimono tutta la ricchezza del suo amore che è ormai amore puro, santo, vero, fatto di lacrime e di penitenza, di umiliazione e di prostrazione, di pentimento e di donazione totale alla santità di Gesù Signore.

Le lacrime sono il pentimento e la penitenza, il ravvedimento e il desiderio di abbandonare il passato, tutto il passato.

I capelli sono la bellezza posta non più al servizio del peccato, ma della verità, del servizio, della santità.

I piedi bagnati di lacrime, asciugati e cosparsi di olio profumato manifestano il suo cuore disposto a chinarsi fino a lambire la polvere del suo nuovo e vero amore che è Cristo Signore, il Santo di Dio. Sono il segno della sua grande, autentica vera umiltà.

L'amore vero va servito fino all'annientamento di sé.

Tutto questo la donna lo vive in un modo così vibrante da far vibrare ogni altro cuore di ammirazione e di lode.

Ella sa chi è Cristo Signore. Sa chi è Gesù. A Lui va con tutta la forza, la potenza, la bellezza del suo amore e della sua fede.

A Lui va perché Gesù le doni una vita nuova. La risusciti più che un morto. La perdoni più che una peccatrice. La guarisca più che un lebbroso. La salvi più che ogni altro ammalato da Lui già risanato o da risanare.

A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».

Il fariseo che l'aveva invitato cosa pensa invece?

I suoi pensieri sono pensieri tipici del fariseo, per il quale non poteva esistere per gli altri alcun passaggio dal peccato alla santità, e per se stesso nessun passaggio dalla santità al peccato.

La peccatrice doveva rimanere in eterno peccatrice. Era in eterno peccatrice.

Lui doveva rimanere santo in eterno. Era santo in eterno. Quindi poteva giudicare, mormorare, condannare, dilapidare e altro e tutto era frutto della sua santità.

Il suo giudizio è di condanna di Gesù e della donna.

Gesù non è Gesù perché non è quello che dice di essere. Se Lui fosse ciò che dice di essere, saprebbe che questa donna è una peccatrice.

Se Lui fosse profeta, vero profeta, di certo non si lascerebbe toccare da una peccatrice.

Poiché si lascia toccare, è segno manifesto che Lui non è profeta.

Il suo giudizio è falso. Terribilmente falso.

Gesù è vero profeta. La donna non è più peccatrice. Lo è stata. Non lo è più.

Santissimo è Cristo Gesù. Santa è la donna dopo il suo pentimento.

Gesù non è stato toccato da una peccatrice, ma da una santa.

Gesù è profeta e glielo dimostra ora al fariseo che lo aveva invitato.

Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti».

Gesù è saggio. La sua sapienza è altissima. Parlo della sapienza del vero uomo, nella quale Gesù cresceva di giorno in giorno.

Gesù non aggredisce il fariseo.

Lo conduce a riflettere, a pensare, affinché si possa fare un altro giudizio, possa iniziare a pensare secondo verità e non più secondo menzogna e falsità.

Simone - era questo il nome del fariseo - ho una cosa da dirti.

Semplice…

Ed egli: «Maestro, di' pure».

L'altro accetta di entrare in dialogo con Cristo Gesù.

Maestro, di' pure.

«Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?».

Gesù prima racconta un fatto di vita ordinaria.

Poi gli pone una domanda chiara, alla quale deve pur dare una risposta.

Chi ama di più? Colui al quale si condona molto, o colui al quale si condona poco?

Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più».

La risposta di Simone è nella logica delle cose: amerà di più quello a cui il creditore ha condonato di più.

Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

Gesù conferma la bontà della risposta di Simone.

Hai giudicato bene.

Gesù ora passa dalla risposta al pensiero di giudizio di Simone su Cristo e sulla donna.

Divina saggezza dalla quale mai riusciremo ad apprendere tutto ciò che c'è da apprendere.

La nostra stoltezza, che è quasi sempre immediatezza, ostruisce quasi sempre la via della verità e questa quasi mai giunge nei cuori.

E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

Osserviamo bene cosa dice Gesù a Simone in contrapposizione con la donna:

A Simone:

Alla donna:

Simone avrebbe dovuto compiere dei gesti di semplice buona accoglienza: "Dargli l'acqua per i piedi, dargli un bacio; dargli del profumo per il capo" (Non che gli lavasse i piedi, non che li baciasse, non che li cospargesse di profumo).

La donna invece fa cose che nessuno mai, neanche le schiave più schiave, avrebbero fatto ad un loro padrone, neanche al più amato e riverito.

Fa tutte queste cose non più da peccatrice, ma da donna pentita, santa.

Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato.

Per il suo grande amore, le sono perdonati i suoi molti peccati.

Gesù non applica alla donna il racconto con il quale aveva iniziato il discorso con Simone.

Lo applica al contrario: è il suo grande amore che ha coperto di perdono i suoi molti peccati.

Invece quello a cui si perdona poco, ama poco».

Mentre per Simone il racconto è applicato nel senso del racconto.

Tu, Simone. Mi ami poco, perché poco a te è stato perdonato.

La donna giunge al perdono attraverso la via dell'amore.

Simone continuerà a percorrere la via dell'amore attraverso il perdono.

La donna dona a Cristo la misura del perdono.

Simone dona a Dio la misura dell'amore.

La differenza c'è ed è sostanziale.

Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati».

Il perdono è sempre un dono che sgorga dal cuore di Cristo ed è sigillato con la parola di perdono.

Il perdono non è una relazione tra coscienza, scienza e volontà dell'uomo.

È sempre una relazione tra l'uomo e il suo Dio.

L'uomo chiede a Dio il perdono.

Dio sigilla la sua volontà di perdono, concedendolo.

Gesù dona esplicitamente, pubblicamente il perdono: "Ti sono perdonati i tuoi molti peccati".

Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?».

Altro scandalo. I commensali, allo stesso modo di Simone - era questo lo stile tipico dei farisei- cominciano a dire tra sé: "Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?".

Gesù, questa volta, non interviene. Anche questo è un segno di grande sapienza, saggezza, prudenza.

Non sempre si deve intervenire per chiarire quanto c'è nel cuore dell'altro.

Questa prudenza è solo dono dello Spirito Santo che governa mente, cuore, sentimenti, volontà.

Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

La donna può andare in pace.

La sua fede l'ha salvata.

Salva l'amore che è frutto della fede.

Un amore senza fede difficilmente conduce alla salvezza.

Perché allora Gesù dice alla donna: “La tua fede ti ha salvata”?

La risposta è questa: la fede ci fa vedere in pienezza di verità chi è l’altro che è di fronte a noi.

La fede ci fa amare l’altro nella pienezza della sua verità.

La fede ci fa andare all’altro nella pienezza della verità dell’altro.

La donna ha fede in Cristo Gesù. Lo vede nella pienezza della sua verità. Lo ama nella pienezza della verità di Cristo Gesù.

Lo ama come il suo Salvatore, il suo Signore, il suo Messia, il suo Liberatore, la sua Pace, la sua Verità, il suo vero Amore, l’Amore puro, santo.

Senza la fede, andiamo all’altro ma non nella sua verità.

Senza la fede, amiamo l’altro ma senza la sua verità.

Senza verità, l’altro non è amato per quello che è.

Il nostro amore è amore non vero. Se è amore non vero, è anche amore non santo, non giusto, non perfetto.

È un amore che non ci libera dal peccato, perché dal peccato ci libera solo l’amore vissuto in pienezza di verità.

Si è nella pace, quando si è nella pienezza della verità e quando nella pienezza della verità si ama.

In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

Gesù è in perenne stato di missione, in cammino, in cerca degli uomini cui annunziare e predicare la buona novella del regno di Dio.

Ogni uomo ha bisogno di ascoltare la Parola del regno. Presso ogni uomo Gesù si reca per portargli il lieto annunzio.

Il missionario è un cercatore di anime.

Le cerca dove le anime vivono.

Il missionario va dalle anime. Non attende che le anime vengano da lui.

Va però dalle anime per predicare e annunziare la buona novella del regno di Dio.

C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

Gesù non cammina solo. È sempre con i Dodici.

Con Gesù e con i Dodici ci sono delle donne che li assistono con i loro beni.

Gesù fa il bene.

Gesù si lascia fare il bene.

Lui dona il bene spirituale.

Riceve dalle donne il bene materiale, un po’ di cibo necessario per sostentare il corpo.

Per fare noi il nostro vero bene è sempre necessario che ci lasciamo fare dagli altri il loro vero bene.

La missione si compie nella verità del bene dato e nella verità del bene ricevuto.



PER LA CATECHESI E L’OMELIA



ANTIFONA D'INGRESSO: La vita di ogni uomo è nel Signore. È dal Signore per creazione, per redenzione, per salvezza, per perdono, per misericordia, per carità, per sostentamento. Al Signore l’uomo di fede chiede che porti e conservi nella vera vita la sua vita.

COLLETTA: All’amore di Dio l’uomo deve rispondere con il suo amore. Come potrà rispondere l’uomo all’amore del Signore? Chiedendo al suo Dio che gli dia un cuore penitente e fedele, ricco di fede, di verità, di amore.

PRIMA LETTURA: All’uomo incapace di vedere il suo peccato il Signore rivela le sue colpe perché chieda perdono e implori la misericordia del suo Dio. Senza la luce di Dio l’uomo rimarrebbe sempre nelle tenebre del suo male.

SALMO: La beatitudine dell’uomo è nell’essere senza colpa, è nell’aver perdonato il peccato dal suo Signore. È beato chi vive senza peccato: “Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa e perdonato il peccato. Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male e nel cui spirito non è inganno”.

SECONDA LETTURA: Dio giustifica l’uomo in virtù della sua fede in Cristo Gesù. Questa verità San Paolo grida con tutta la potenza della sua fede nella morte e risurrezione di Gesù Signore: “Sapendo che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno”.

CANTO AL VANGELO: Per entrare nel regno dei cieli è necessaria la conversione e la fede al Vangelo. La conversione avviene sul fondamento del nostro pentimento e del rinnegamento dei nostri peccati.

VANGELO: La fede salva perché essa dona verità al nostro amore verso Gesù Signore. L’amore senza la fede non salva, perché si vive l’amore in un modo non vero, non giusto, non santo.

SULLE OFFERTE: Il cibo che alimenta l’uomo e il sacramento che lo rinnova è l’Eucaristia. In pienezza di fede e di amore la Chiesa chiede sempre questi doni per i suoi figli.

DOPO LA COMUNIONE: Nel sacramento dell’Eucaristia l’uomo si unisce a Cristo, vive da corpo di Cristo, vive come strumento di riconciliazione e di pace in mezzo ai suoi fratelli.



Domande di aiuto per la preparazione della catechesi

  1. Dove troviamo oggi Gesù?

  2. Cosa avviene nella casa in cui si trova?

  3. Ricordo i tre gesti fatti dalla donna a Cristo Signore?

  4. Conosco il significato di ciascun gesto?

  5. Chi era prima la donna?

  6. Cosa pensa Simone nel suo cuore?

  7. Come Gesù inizia il discorso con Simone?

  8. Cosa fa notare Gesù a Simone?

  9. Quale abisso di amore vi è tra le cose che Simone avrebbe dovuto fare a Cristo Gesù e le cose che fa la donna?

  10. Come Simone avrebbe dovuto trattare Gesù?

  11. Come invece lo tratta la donna?

  12. Perché il molto amore della donna fa sì che gli siano perdonati i suoi molti peccati?

  13. Perché invece a colui che ama poco si perdona poco?

  14. Qual è la differenza tra le due formulazioni di Gesù?

  15. Perché è la fede che salva la donna?

  16. In che modo Gesù svolge la sua missione in mezzo agli uomini?

  17. Con chi cammina Gesù?

  18. Da chi si lascia aiutare Gesù?

  19. L’aiuto degli altri è sempre necessario?

Ci può essere vero compimento della missione senza l’aiuto degli altri?