51° INCONTRO

(25 Giugno – 01 Luglio 2007)

Giorno 1 del mese di Luglio, Domenica

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)



ANTIFONA D'INGRESSO

Popoli tutti, battete le mani, acclamate a Dio con voci di gioia.


COLLETTA

O Dio, che ci chiami a celebrare i tuoi santi misteri, sostieni la nostra libertà con la forza e la dolcezza del tuo amore, perché non venga meno la nostra fedeltà a Cristo nel generoso servizio dei fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te...


PRIMA LETTURA – Dal primo libro dei Re (1 Re 19, 16. 19-21)

In quei giorni, disse il Signore ad Elia: « Ungerai Eliseo figlio di Safat, di Abel-Mecola, come profeta al tuo posto. Se uno scamperà dalla spada di Hazaèl, lo ucciderà Ieu; se uno scamperà dalla spada di Ieu, lo ucciderà Eliseo. Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l'hanno baciato con la bocca. Partito di lì, Elia incontrò Eliseo figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il decimosecondo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quegli lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elia disse: «Va’ e torna, perché sai bene che cosa ho fatto di te». Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con gli attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla gente, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.


SALMO (Sal 15)

Sei tu, Signore, il mio unico bene.


Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto a Dio: « Sei tu il mio Signore senza di te non ho alcun bene».

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita.


Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare.


Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.


Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra.


SECONDA LETTURA – Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati (Gal 5, 1.13-18)

Fratelli, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita. Alleluia.


VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 9, 51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, egli si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Ma Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio. Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre». Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».


SULLE OFFERTE

O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali compi l'opera della redenzione, fa’ che il nostro servizio sacerdotale sia degno del sacrificio che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.


DOPO LA COMUNIONE

La divina Eucarestia, che abbiamo offerto e ricevuto, Signore, sia per noi principio di vita nuova, perché, uniti a te nell'amore, portiamo frutti che rimangano per sempre. Per Cristo nostro Signore.



VISIONE D’ASSIEME

PRIMA VERITÀ: Il Signore è il Dio di ogni uomo, il Creatore di ogni popolo. Ogni uomo, ogni popolo deve acclamare il Signore con canti di gioia.

SECONDA VERITÀ: Non c'è libertà se non nella verità. La verità è la madre di ogni libertà. La libertà è sostenuta dal Signore con la forza e la dolcezza del suo amore. Questa grazia oggi la Chiesa chiede a Dio nella sua preghiera.

TERZA VERITÀ: Dio è Dio per noi se è Signore della nostra vita, se può disporre di essa secondo la sua volontà. Dio è Dio per noi se accogliamo la sua volontà e prontamente rispondiamo, eseguendola. È questo il mistero di ogni vocazione.

QUARTA VERITÀ: "Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto a Dio: « Sei tu il mio Signore senza di te non ho alcun bene». Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita". Il Signore è tutto questo quando mettiamo nelle sue mani la nostra vita.

QUINTA VERITÀ: L'uomo è libero quando cammina nella Volontà del Signore, guidato, mosso e sorretto dallo Spirito Santo. Chi non cammina nella Legge del Signore è schiavo e prigioniero di ogni vizio e peccato.

SESTA VERITÀ: La libertà è nel seguire la luce. Chi segue le tenebre non è libero. Cristo è la sola luce del mondo. La nostra libertà è nella sua luce.

SETTIMA VERITÀ: La libertà di Cristo è la Volontà del Padre. Egli vive la sua libertà camminando decisamente verso Gerusalemme, il luogo del suo annientamento per amore degli uomini e per la loro salvezza.

OTTAVA VERITÀ: Il nostro servizio sacerdotale è degno del sacrificio che celebriamo, quando anche la nostra vita è cammino deciso nella volontà del Padre.

NONA VERITÀ: La libertà produce frutti di pace, di verità, di amore, se perennemente alimentata nell'amore crocifisso di Cristo che si attinge nel mistero dell'Eucaristia che viene offerta e ricevuta per le mani della Chiesa.



VANGELO: PAROLE DI COMMENTO

VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 9, 51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, egli si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri.

Gesù vive con un solo desiderio, una sola volontà nel cuore: compiere tutta e solo la volontà del Padre suo.

Egli sa che è giunta l'ora di offrire la sua vita al Padre per la redenzione del mondo e decisamente, con volontà risoluta e ferma, vincendo ogni ostacolo e resistenza, ogni tentazione, si dirige verso Gerusalemme.

La volontà di Dio si compie con decisione, con fermezza, da risoluti, forti, in modo irresistibile.

I pavidi, i timidi, i paurosi, i tentennanti, i titubanti, gli incerti, gli indecisi, i "pendolari", mai potranno compiere la volontà di Dio.

C'è una frase della Sacra Scrittura che sempre mi ha fatto pensare: "Maledetto chi compie fiaccamente l'opera del Signore" (Ger 48,10).

Il compimento dell'opera di Dio richiede forte determinazione e costante perseveranza.

Camminando verso Gerusalemme, Gesù manda avanti dei messaggeri.

Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.

Viene ora specificato perché Gesù aveva mandato avanti questi messaggeri: per fare i preparativi per lui.

Tra i Samaritani e gli Ebrei c’è grande rivalità e spesso si tramutava in opposizione e inimicizia.

Sapendo che Gesù era diretto verso Gerusalemme, non vollero riceverlo. Gli manifestano tutta la loro ostilità, non perché era Gesù, ma perché era un osservante del culto dei Giudei.

Quando il peccato entra nel cuore di un uomo, esso produce sempre morte e la prima morte è quella della mente alla verità.

Non solo questo. Il buio e le tenebre possono essere anche insegnati come norma e regola di abituale comportamento.

Tanti sono i frutti del peccato dentro di noi. Per insegnamento l’altro può essere considerato e visto come nemico, indesiderato, forestiero, straniero, sconosciuto. Mentre l’uomo è uomo e basta. L’uomo è nostra carne e nostro sangue. L’uomo è nostra vita.

Gesù facendosi carne, ha fatto di ogni uomo un fratello da salvare.

Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».

Giacomo e Giovanni vorrebbero comportarsi in qualche modo come Elia: Se Gesù è vero profeta è giusto che scenda un fuoco dal cielo e consumi tutti coloro che si sono rifiutati di accoglierlo nella loro città.

Se tutti coloro che non accolgono Gesù dovessero essere bruciati da un fuoco divino, allora ci sarebbero sempre pochi abitanti sulla nostra terra.

Ma Gesù si voltò e li rimproverò.

Gesù li rimprovera perché Lui non è Elia. Lui è Gesù.

La missione di Elia era ben diversa dalla sua.

Elia era stato inviato per mostrare al suo popolo la via della vera fede.

Gesù invece è stato inviato non solo per indicare la via della verità, ma anche per manifestare al mondo intero tutta la potenza e la ricchezza dell’amore del Padre.

L’amore del Padre in Gesù è amore sino alla fine e la fine è la morte in croce.

Il fuoco che discende dal cielo e consumerà gli uomini sarà la sua passione, morte e risurrezione.

Con l’amore dobbiamo incendiare il mondo. Con l’amore dobbiamo fare bruciare i cuori.

E si avviarono verso un altro villaggio.

Se non si è accolti in un villaggio, si può andare in un altro.

Gli uomini non sono tutti gli stessi. Ogni uomo ha un suo proprio cuore.

Ciò che un cuore rifiuta, l’altro di sicuro dona con ricchezza di amore.

Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».

Fatta la debita differenza tra Gesù ed Elia, tra vocazione e vocazione, tra missione e missione, tra mistero e mistero che sempre deve essere fatta, vengono ora poste tre condizioni, necessarie per chi vuole seguire il Signore.

Queste tre condizioni valgono per ogni tempo e ogni luogo. Sono senza eccezioni. Sono universali per ogni chiamata a seguire il Signore come missionari a tempo pieno per l’edificazione del suo regno tra gli uomini.

Un primo uomo dice a Gesù: “Ti seguirò dovunque tu vada”.

Uno non deve attendere che scenda un Angelo del cielo a chiamarlo perché segua il Signore e diventi suo discepolo.

Uno può offrire se stesso a Cristo Gesù per la missione, per essere suo discepolo.

Le condizioni però non le può offrire l’uomo. Le condizioni sono date da Gesù.

Uno può dare la sua vita a Dio, ma non può donarla in modo condizionato.

La condizione non è del dono, dell’offerta.

Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

Gesù pone a quest’uomo la sua condizione.

Vuoi seguire me? Bene!

Sappi però che non puoi pretendere né una tana, né un nido, né una qualsiasi altra cosa, neanche la più necessaria.

Chi vuole seguire me si deve consegnare totalmente nelle mani del Padre mio, il quale non garantisce neanche ciò che garantisce ad un uccello, o ad una volpe.

Tu vieni. Noi andiamo. Dove arriviamo, arriviamo. Ci fermiamo e ci accontentiamo di quel che troviamo. Se troviamo una pietra, sulla pietra poseremo il nostro capo. Se troveremo un legno, lo poseremo sul legno.

Se vuoi seguirmi, non ti devi aspettare nulla. Anzi ti devi aspettare sempre il niente.

Se mi vuoi seguire, deve lasciare che alla tua vita ci pensi solo il Padre mio.

Quello che Lui ci dona, noi ci prendiamo con gioia.

Se ci “dona” una croce come ultimo giaciglio, noi vi saliremo sopra e lassù chiuderemo i nostri occhi, con piedi e mani inchiodati su di essa.

È quanto ti posso garantire. Queste sono le condizioni, se mi vuoi seguire.

Divina sapienza, saggezza, verità di Cristo Gesù.

Dietro si Lui si va solo per donarsi interamente al Padre.

Dietro di Lui si va senza nulla attendere su questa terra, neanche il conforto e la consolazione di una qualche umana sicurezza.

A un altro disse: «Seguimi».

C’è chi si dona e c’è chi è chiamato a donarsi.

Anche per chi è chiamato a donarsi le condizioni le pone sempre Lui, Gesù.

E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».

Quest’uomo accoglie l’invito di Gesù.

Gli pone però una piccolissima condizione: “Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre”.

Quando muore tuo padre, tu lo sai?

E se devi aspettare dieci anni, venti anni, trenta anni tu non lo sai.

E nel frattempo cosa ne avverrà del regno di Dio?

Ma soprattutto cosa avverrà di te stesso?

Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio».

La risposta di Gesù è chiara, semplice, di grandissima verità.

Tu non puoi aspettare che un vivo muoia. Potresti morire prima tu di lui.

Non puoi aspettare perché il regno di Dio non può aspettare.

Non puoi aspettare che uno che è vivo muoia, mentre tutti quelli che sono morti vengono condannati da te a rimanere nella morte, mentre tu li potresti chiamare in vita con l’annunzio della Parola e con il dono della verità e della grazia.

Quando uno muore, c’è sempre un altro uomo che ha pietà e compassione e gli dona una onorata sepoltura.

Allora lascia che altri onorino tuo padre. Di certo l’onore non gli verrà meno.

Tu invece inizia fin da subito a dare la vita a tutti coloro che sono morti alla verità, all’amore, alla giustizia, alla pace, all’obbedienza al loro Signore e Dio.

Tu va’ e annunzia il regno di Dio. Non attendere che i vivi muoiano, fa che i morti risorgano. Questo è il tuo ministero, se lo vuoi osservare.

Gesù pone quest’uomo dinanzi all’amore più grande e universale.

Dinanzi all’amore particolare deve prevalere l’amore universale.

Dinanzi ad un amore più piccolo deve prevalere l’amore più grande.

Dinanzi all’amore per il corpo deve prevalere l’amore per l’anima.

Dinanzi all’amore per la sepoltura deve prevalere l’amore per la risurrezione.

Dinanzi all’amore per le cose della terra deve prevalere l’amore per le cose del cielo.

Dinanzi all’amore caduco, effimero deve prevalere l’amore eterno.

Divina saggezza, sapienza, verità di Gesù Signore.

Egli dona all’uomo sempre la regola dell’amore più grande.

O si ama secondo questo amore, o non si ama affatto.

Conosciamo ora le prime due regole della sequela di Gesù:

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».

Anche questo terzo uomo si offre a Gesù Signore. Vuole divenire suo discepolo.

Gli pone però una condizione: Gesù deve lasciare che prima si congedi da quelli di casa.

In fondo costui chiede quasi niente.

Neanche questo può tollerare il regno di Dio.

Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Se uno mette mano all’aratro e immediatamente dopo lascia di arare per andare a salutare quelli casa, passa la giornata e non si conclude niente.

Quando uno ha preso la decisione, la decisione è presa.

La decisione si deve trasformare subito in opera, in lavoro per il regno, in sequela immediata.

Troviamo così la terza condizione per servire bene il regno: l’immediatezza per il compimento dell’opera del regno dei cieli.

Il regno dei cieli si costruisce con decisione, immediatezza, determinazione, fortezza, libertà da tutto e da tutti.

Una cosa è giusto che la si ponderi e la si pesi bene: molte volte, anzi quasi sempre, sono le piccole cose da fare per convenienza umana che ci distraggono dal servire bene il Signore.

Le piccole convenienze umane sono così numerose, ma così numerose, che a volte si consumano i giorni, i mesi e gli anni senza concludere nulla quanto all’edificazione del regno in noi e fuori di noi.

Adesso un figlio e poi una figlia, un nipote, una nipote, il padre, la madre, gli zii, le zie, i fratelli, le sorelle, i cugini, le cugine, tutti i parenti, gli amici, i conoscenti, tutti coloro che in qualche modo meritano di essere salutati e rispettati, sono una moltitudine così grande che possiamo trascorrere l’intera vita a risolvere questioni piccole, anzi piccolissime di umana convenienza.

Il regno di Dio viene sempre rimandato a dopo, ad un dopo infinito.

Il regno invece è l’unica scelta. Le piccole convenienze umane perdono il loro significato. Esse non possono togliere neanche un istante all’edificazione del regno di Dio che il Signore ha messo nelle nostre mani.

È difficile per chi non ha fede accogliere queste tre esigenze. Ma in esse c’è tutta la vita del regno.

Chi chiede a Gesù di seguirlo e coloro ai quali Gesù chiede di seguire Lui, non sanno cosa è il regno di Dio.

È Gesù che deve manifestare in pienezza di verità cosa è il regno e quali sono le sue esigenze.

Adesso ognuno può scegliere. Può scegliere le sue piccole comodità della vita, i suoi piccoli doveri di amore terreno, le sue piccole questioni di umana convenienza, oppure può scegliere di servire il regno.

Ad ognuno la scelta. Se si sceglie una cosa, non si può scegliere l’altra. Il cuore può essere in una sola cosa.



PER LA CATECHESI E L’OMELIA



ANTIFONA D'INGRESSO: Dio deve essere acclamato con gioia. Si acclama con gioia se con gioia si crede in Lui e con gioia anche lo si serve.

COLLETTA: Siamo chiamati a servire il regno di Dio. Il servizio ha una legge. La legge del servizio la dona Gesù Signore. Non c’è servizio vero a Dio, senza l’osservanza della vera legge di Dio in ordine al servizio.

PRIMA LETTURA: L’immediatezza è legge del servizio nel regno di Dio. Ritardare la decisione, rimandarla, posticiparla comporta un rischio assai alto, altissimo: quello di non compiere secondo verità e giustizia la missione che il Signore ci ha affidato.

SALMO: Se il Signore è il nostro unico bene, è Lui l’unico bene da scegliere. Tutti gli altri beni diventano non beni dinanzi a Lui. Lui si sceglie secondo la legge del bene che Lui ha donato, mai secondo la legge che potremmo farci noi.

SECONDA LETTURA: Chi sceglie Dio, deve vivere sempre secondo la legge di Dio. La legge di Dio è una sola: la mozione del suo Santo Spirito. Chi non segue lo Spirito, non serve Dio secondo verità. Lo serve secondo menzogna, lo serve solo in apparenza, mentre in realtà serve solo la sua carne.

CANTO AL VANGELO: Gesù è luce di verità e di amore. Chi vuole seguire Lui, lo deve seguire percorrendo la via della sua verità e del suo amore.

VANGELO: Gesù non è Elia. Gesù è Gesù con una sua particolare, specifica, singolare missione da assolvere. Gesù non è venuto per bruciare i peccatori. Gesù è venuto per lasciarsi bruciare dall’amore del Padre per la salvezza dei peccatori.

SULLE OFFERTE: C’è un servizio che noi esercitiamo e deve essere degno. Quando è degno? Quando è vissuto conformemente a quello di Cristo Gesù sulla croce.

DOPO LA COMUNIONE: L’Eucaristia è comunione di amore con Cristo. Se è comunione d’amore è anche comunione di servizio. Da Lui, dal suo sacrificio, dobbiamo sempre imparare come si ama e come si serve il Signore.



Domande di aiuto per la preparazione della catechesi



  1. Chi è il profeta Elia?

  2. Quali grandi opere ha compiuto?

  3. Quando fece scendere il fuoco dal cielo?

  4. Perché la missione di Gesù è diversa?

  5. Se è diversa la missione, si può pretendere che sia vissuta su un altro modello?

  6. Questa regola non vale forse per ogni vocazione e missione?

  7. Per quale motivo Giudei e Samaritani si consideravano dei nemici religiosi?

  8. Cosa è una vocazione?

  9. Quando la vocazione è diretta?

  10. Quando invece è indiretta?

  11. Chi stabilisce le condizioni di una vocazione?

  12. Quali sono le condizioni poste oggi da Gesù perché si possa seguire Lui?

  13. La prima condizione cosa chiede?

  14. La seconda condizione cosa domanda?

  15. Cosa aggiunge la terza alla seconda?

  16. Si può svolgere bene il ministero che ogni vocazione comporta trasgredendo queste condizioni?

  17. Oggi in che modo queste condizioni vengono trasgredite?

  18. Perché sequela e condizioni devono rimanere una cosa sola, sempre?

  19. Qual è il mistero del regno che traspare da queste condizioni?

  20. Ci sono altre condizioni poste dal Vangelo per l’edificazione del regno di Dio sulla nostra terra?