53° INCONTRO

(09 Luglio– 15 Luglio 2007)

Giorno 15 del mese di Luglio, Domenica

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)



ANTIFONA D'INGRESSO

Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza.


COLLETTA

Padre misericordioso, che nel comandamento dell'amore hai posto il compendio e l'anima di tutta la legge, donaci un cuore attento e generoso verso le sofferenze e le miserie dei fratelli per essere simili a Cristo, buon samaritano del mondo. Egli è Dio...


PRIMA LETTURA – Dal libro del Deuteronomio (Dt 30, 10-14)

Mosè parlò al popolo dicendo: «Obbedirai alla voce del Signore tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge; e ti convertirai al Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l'anima. Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».


SALMO (Sal 18)

I tuoi giudizi, Signore, danno gioia.


La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima; la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice.


Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi.


Il timore del Signore è puro, dura sempre; i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell'oro, di molto oro fino, più dolci del miele e di un favo stillante.


SECONDA LETTURA – Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (Col 1, 15-20)

Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Vi dò un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda come io ho amato voi. Alleluia.


VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 10, 25-37)

In quel tempo, un dottore della legge si alzò per mettere alla prova Gesù: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappo’ nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».


SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.


DOPO LA COMUNIONE

Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l'opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.



VISIONE D’ASSIEME

PRIMA VERITÀ: L’uomo giusto contempla il volto di Dio, perché Dio è eterna e somma giustizia. L’uomo giusto si sazia della presenza di Dio, perché la giustizia di Dio infonde pace al cuore.

SECONDA VERITÀ: La Chiesa chiede oggi a Dio per ogni suo figlio: “Un cuore attento e generoso verso le sofferenze e le miserie dei fratelli per essere simili a Cristo, buon samaritano del mondo”. Per questo occorre un altro dono: gli occhi dello Spirito Santo per vedere in ogni uomo la verità dell’uomo.

TERZA VERITÀ: Dio ha scritto la legge del suo amore nel cuore di ogni uomo: “Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica”. Lasciandosi fare nuovo il cuore dallo Spirito Santo, l’uomo contemplerà questa legge nel suo cuore nuovo e la osserverà con tutto se stesso.

QUARTA VERITÀ: È questo il peccato dell’uomo: volere amare senza legge. L’amore vero è invece osservanza della legge dell’amore: “La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima; la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice”. Non c’è legge senza amore; non c’è amore senza legge. La legge dell’amore è solo quella di Dio.

QUINTA VERITÀ: Chi vuole amare secondo la pienezza della legge deve divenire una cosa sola con Cristo Gesù. È Gesù la Legge dell’amore vero, puro santo: “Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli”. L’amore è riconciliazione. La riconciliazione avviene in Cristo Gesù.

SESTA VERITÀ: Gesù non solo ha dato la legge dell’amore, ha anche mostrato come si ama nella realtà. In Lui mirabilmente si uniscono la legge dell’amore e la sua perfetta esemplarità.

SETTIMA VERITÀ: Per amare il prossimo bisogna spogliarsi di ogni sovrastruttura anche se santissima e con la nostra nuda umanità vedere la nuda umanità dei fratelli. Nudi, perché spogli di ogni veste della storia e del tempo, vediamo l’altro in tutto simile a noi, anzi vediamo l’altro in noi e noi nell’altro.

OTTAVA VERITÀ: Dio trasforma i doni che gli offriamo in cibo spirituale. Il cibo spirituale trasforma noi e ci rende offerta gradita al Signore.

NONA VERITÀ: L’opera della redenzione è divina e umana capacità di amare. Nell’Eucaristia l’uomo riceve questa capacità perché con essa trasformi tutta la sua vita, la renda strumento di puro, vero, universale amore.



VANGELO: PAROLE DI COMMENTO

VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 10, 25-37)

In quel tempo, un dottore della legge si alzò per mettere alla prova Gesù: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?».

Erano molti quelli che mettevano alla prova Gesù. Lo facevano chiedendogli che si pronunziasse su questioni che quasi sempre erano motivo di dissidio e di contrasto tra le diverse tendenze religiose e politiche del tempo.

La domanda in sé è semplice: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?”.

Difficile è invece la risposta.

È difficile la risposta, perché ognuno ne possedeva una.

Preferendo questa o quell’altra risposta, Gesù si sarebbe schierato per questa o per quell’altra tendenza e quindi sarebbe divenuto uomo di parte, sarebbe divenuto uno di loro, mentre Gesù non è di nessuno. Gesù è solo del Padre suo e il Padre suo è di tutti.

Le insidie sono spesso nascoste nelle più semplici, elementari domande.

L’uomo di Dio, sapendo questo, deve essere prudente, saggio oltre misura, sapiente. Deve pregare molto prima di rispondere.

Ma soprattutto deve conoscere bene la Parola di Dio.

È nella Parola di Dio ogni risposta. Là bisogna cercarla.

Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?».

Gesù non si lascia mettere alla prova dal dottore della legge. Vuole che sia il dottore della legge a darsi la risposta.

Lui è dottore. È dottore perché conosce la Scrittura. Conosce la Legge.

Cosa dice la Legge che bisogna fare per ereditare la vita eterna?

Cosa è scritto in essa? Ma soprattutto cosa è capace di leggere l’uomo?

Non basta, non è sufficiente che le cose siano scritte nella Legge.

È soprattutto necessario che l’uomo sappia leggere ciò che vi è scritto.

Oggi è questo il dramma dei cristiani: nella Legge ognuno legge ciò che vuole. Ognuno legge non ciò che è scritto nella Legge, ma quello che è dentro il suo cuore.

Oggi si travasa tutto il nostro cuore nella Legge e poi ciò che è travasato si dice che è tratto dalla Legge del Signore.

Il nostro cuore è simile ad un calamaio pieno di nerissimo inchiostro. Si versa l’inchiostro nella Legge, si annerisce tutto lo scritto della Legge e poi si legge ciò che si vuole.

Non c’è quasi mai corrispondenza tra ciò che è scritto nella Legge e ciò che vi si legge.

È in questa non corrispondenza il male, la rovina, la distruzione della vera fede.

Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso».

Il dottore della Legge sa ben leggere nella Legge.

Lui va al cuore del comandamento dell’amore.

È questo ciò che si deve fare per ereditare la vita eterna.

E Gesù: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

Il dottore della Legge ha letto bene. Non basta però leggere bene per entrare nella vita eterna.

Per entrare nella vita eterna occorrono due cose: leggere bene ciò che è scritto nella Legge. Fare bene ciò che si è letto bene.

Se si legge bene, ma non si fa bene ciò che si è letto, non c’è cammino verso la vita eterna.

Ma c’è una terza cosa che dobbiamo operare: bisogna anche comprendere bene ciò che bene si è letto.

Se ciò che si legge bene non si comprende bene, si osserva secondo la cattiva comprensione.

Questo ci porta lontano dalla via della vita.

La via della vita è in questa triplice essenza: leggere bene, comprendere bene, operare bene.

Se una di queste tre essenze non viene rispettata, o è lacunosa, non rispettata, o lacunosa è la via verso la vita eterna.

Nel non rispetto e nelle lacune non si cammina spediti verso la vita eterna.

Possiamo rallentare il cammino, ma anche smarrirlo e perderci per sempre.

Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?».

La Legge dice che bisogna amare il prossimo. Ma chi è il prossimo per ogni uomo? Chi in realtà è il mio prossimo?

Ancora una volta ricompare la sapienza eterna e divina di Gesù Signore.

Gesù non dona la risposta. Mette il dottore della Legge in condizioni di darsi lui la giusta risposta.

Lo fa raccontando una parabola.

Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappo’ nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

È questa storia quotidiana.

Dopo il peccato, lasciandosi vincere dal peccato, l’uomo è nemico dell’uomo.

Dove regna il peccato, lì regna sempre il male contro l’uomo.

Questi uomini che fanno il male hanno addosso la veste del peccato.

Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte.

Il sacerdote che passa oltre è rivestito di un’altra veste: quella del culto.

Questa veste non gli permette di fermarsi.

L’uomo può attendere. Il culto no, mai.

L’uomo può morire. Il culto deve sempre vivere.

Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.

Anche il levita non si ferma. Anche lui indossa la veste del culto.

Lui è aiutante nel tempio e senza di lui il culto non può essere celebrato secondo le prescritte modalità.

Il sacerdote è corso avanti. Lui deve corrergli dietro. Non si può fermare.

Ogni veste “convenzionale”, “artificiale”, “strutturale”, “storica”, “tradizionale”, “laica”, “religiosa”, “filosofica”, “teologica”, o di qualsiasi altra natura che l’uomo indossa, gli farà sempre vedere l’altro come una cosa estranea, una cosa che non gli appartiene, una cosa e basta.

Ogni veste che l’uomo indossa – comprese le molteplici vesti della religione – fa sì che l’uomo sia privato di ogni valore.

Il valore è dato dalla veste e basta.

Altro errore è questo: non solo indossiamo noi una o più vesti, vediamo anche l’altro sempre con una veste particolare.

Questa veste particolare fa sì che noi ci teniamo lontano da esso.

Lo esige la veste che l’altro indossa.

La veste ci classifica e classifica ogni altro uomo.

La veste ci separa gli uni dagli altri, ci mette gli uni contro gli altri, ci allontana gli uni dagli altri.

Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione.

Il Samaritano si spoglia della sua fede: si vede nella sua nuda umanità. Lui è semplicemente un uomo.

Il Samaritano toglie anche a colui che è sul ciglio della strada la sua veste. Lo vede nella sua nuda umanità. L’altro è semplicemente un uomo.

Lui è un uomo che può aiutare. L’altro è un uomo che deve essere aiutato.

Quest’uomo nudo e spoglio di sé si vede nell’altro che è nudo e spoglio di sé.

È questa la compassione: vedersi nell’altro bisognoso di tanto aiuto.

Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.

Pensandosi che il malcapitato fosse lui stesso, si presta le prime cure.

Si versa sulle ferite olio e vino. L’olio lenisce. Il vino purifica.

Poi si carica sul suo giumento. Si porta a una locanda. Si prende cura di se stesso.

È questa la compassione: scambiarsi di situazione.

Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.

Il giorno dopo paga quanto deve all’albergatore. Paga però fino alla completa guarigione.

Paga in anticipo. Poiché però non sa quando avverrà la completa guarigione, gli promette che al suo ritorno avrebbe soddisfatto ogni ulteriore debito.

È questa la compassione: pagare al posto dell’altro, pagare per l’altro, pagando per se stesso.

Nella compassione c’è perfettissima identità. L’altro è noi. Noi siamo l’altro.

Si giunge a questa perfezione di compassione quando ci si sveste anche di ogni pensiero.

Un solo pensiero a volte è veste così corazzata che ci impedisce anche il più piccolo moto di compassione.

Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?».

Gesù non dice chi dei tre è stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti.

Vuole che sia il dottore della Legge a dirlo.

È però chiaro che la parabola non lascia alcun margine di errore.

Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui».

Prossimo è chi ha compassione. Nel nostro caso chi ha avuto compassione.

Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».

Il dottore ha letto bene nella Legge.

Gesù gli spiega bene la Legge.

Ora è il dottore della Legge che deve osservare bene quanto è scritto nella Legge, letta da lui bene e spiegata altrettanto bene da Gesù Signore.

Se il dottore della Legge non fa come il Samaritano mai potrà ereditare la vita eterna.



PER LA CATECHESI E L’OMELIA



ANTIFONA D'INGRESSO: La giustizia è il fondamento di ogni compassione. È vera giustizia spogliarsi di ogni “veste” con la quale la storia copre il nostro volto perché noi non vediamo il volto di Dio nell’uomo.

COLLETTA: Per aiutare l’altro dobbiamo vedere l’altro. Ma prima dobbiamo vedere noi stessi spogli di ogni veste, compresa quella della religione, del ministero o di altra natura. Questo è possibile con la grazia di Dio e per grazia di Dio si possono amare gli uomini.

PRIMA LETTURA: La legge dell’amore è dentro l’uomo, dentro il suo cuore, la sua anima, l’intera sua vita. Non si deve andare lontano per trovarla. Basta entrare semplicemente in se stessi, nella propria umana nudità.

SALMO: Quando un uomo vive la Legge dell’amore in pienezza di compassione e di misericordia, il suo cuore trabocca di gioia.

SECONDA LETTURA: Cristo Gesù è la compassione di Dio in nostro favore. Per mezzo di Lui Dio ha riconciliato a sé tutte le cose. Questa riconciliazione è costata a Cristo Gesù la morte sulla croce, il versamento del suo sangue.

CANTO AL VANGELO: Gesù non solo dona il nuovo comandamento, dona anche la forma, la modalità, l’esemplarità perfetta secondo la quale si deve amare. L’esemplarità di Cristo è ora per noi essenza stessa della legge dell’amore. Si ama come ha amato Cristo Gesù.

VANGELO: Chi vuole amare come Cristo ha amato noi, deve avere il grande coraggio di spogliarsi di ogni “veste” che viene dalla storia. Solo la nuda umanità è capace di amare e questa nuda umanità si ottiene in un solo modo: svestendoci della corazza del peccato, del vizio, di ogni errata e falsata mentalità.

SULLE OFFERTE: L’Eucaristia ci spoglia di noi stessi, ci riveste di Cristo Gesù. Chi si veste di Cristo Gesù è capace di amare come Cristo Gesù ha amato.

DOPO LA COMUNIONE: Siamo redenti perché ricomprati. Siamo ricomprati perché liberati da Cristo Gesù. Ora dobbiamo noi liberarci da ogni schiavitù e per questo dobbiamo mangiare l’Eucaristia in pienezza di verità e di fede.



Domande di aiuto per la preparazione della catechesi



  1. Quali sono regole per trovare nella Scrittura, o nella Legge, la via che ci conduce ad ereditare la vita eterna?

  2. So trovare questa via nella Scrittura?

  3. So muovermi nella Scrittura?

  4. Trovata la via, so anche comprenderla bene?

  5. Chi aiuta a trovare la verità nella Scrittura e a comprenderla nel suo giusto e santo significato?

  6. Quali sono gli errori più frequenti in ordine alla lettura e all’interpretazione della Scrittura?

  7. Qual era la “veste” storica che faceva dei Samaritani e dei Giudei dei rivali e dei nemici?

  8. Quale era la “veste” religiosa che impediva al sacerdote di soccorrere l’uomo abbandonato sul ciglio della strada?

  9. Chi erano i leviti?

  10. Quale la sua “veste” che lo trattiene dal prestare soccorso?

  11. Ci sono “vesti” religiose nella comunità che separano i cristiani gli uni dagli altri, fino a renderli ostili e diffidenti?

  12. Cosa è la compassione?

  13. Perché la compassione esige la identificazione?

  14. Come Gesù si è identificato con ciascun uomo?

  15. Esiste nella comunità questa legge?

  16. Oppure nella comunità trionfa la legge del peccato?

  17. Perché per ereditare il regno dei cieli è necessario non solo conoscere la legge, ma anche interpretarla bene e bene anche viverla?

  18. So leggere bene la Legge?

  19. So comprendere bene la Legge? Ma prima ancora: voglio comprenderla bene?

  20. Vivo la Legge in ogni sua più piccola prescrizione?