60° INCONTRO

(13 Agosto / 19 Agosto 2007)

Giorno 19 del mese di Agosto, Domenica

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)


ANTIFONA D'INGRESSO

O Dio, nostra difesa, contempla il volto del tuo Cristo. Per me un giorno nel tuo tempio è più che mille altrove.


COLLETTA

O Dio, che nella croce del tuo Figlio, segno di contraddizione, riveli i segreti dei cuori, fa’ che l'umanità non ripeta il tragico rifiuto della verità e della grazia, ma sappia discernere i segni dei tempi per essere salva nel tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo...


PRIMA LETTURA – Dal libro del profeta Geremia (Ger 38,4-6.8-10)

In quei giorni, i capi allora dissero al re: «Si metta a morte questo uomo, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché questo uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». Il re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha poteri contro di voi». Essi allora presero Geremia e lo gettarono nella cisterna di Malchia, principe regale, la quale si trovava nell'atrio della prigione. Calarono Geremia con corde. Nella cisterna non c'era acqua ma fango, e così Geremia affondò nel fango. Ebed-Mèlech l'Etiope, un eunuco che era nella reggia, sentì che Geremia era stato messo nella cisterna. Ora, mentre il re stava alla porta di Beniamino, Ebed-Mèlech uscì dalla reggia e disse al re: «Re mio signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremia, gettandolo nella cisterna. Egli morirà di fame sul posto, perché non c'è più pane nella città». Allora il re diede quest'ordine a Ebed-Mèlech l'Etiope: «Prendi con te da qui tre uomini e fa’ risalire il profeta Geremia dalla cisterna prima che muoia».


SALMO (Sal 39)

Vieni presto, Signore, a liberarmi.


Ho sperato: ho sperato nel Signore ed egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido.


Mi ha tratto dalla fossa della morte, dal fango della palude; i miei piedi ha stabilito sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi.


Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio. Molti vedranno e avranno timore e confideranno nel Signore.


Io sono povero e infelice; di me ha cura il Signore. Tu, mio aiuto e mia liberazione, mio Dio, non tardare.


SECONDA LETTURA – Dalla lettera agli Ebrei (Eb 12, 1-4)

Fratelli, circondati da un gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci intralcia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Apri, Signore, il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo. Alleluia.


VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 12, 49-57)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?».


SULLE OFFERTE

Accogli i nostri doni, Signore, in questo misterioso incontro fra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso. Per Cristo nostro Signore.


DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita di Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio, perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo. Per Cristo nostro Signore.





VISIONE D'ASSIEME

PRIMA VERITÀ: La scelta di Dio dona gioia. Abitare alla presenza del Signore è la vera ricchezza dell’uomo.

SECONDA VERITÀ: Gesù oggi ci invita ad essere attenti scrutatori dei segni che Dio manda sul cammino degli uomini. Perché questo avvenga è necessaria tanta sapienza di Spirito Santo. A Dio dobbiamo oggi chiedere questa sapienza e questa intelligenza.

TERZA VERITÀ: L’uomo vuole distruggere gli inviati di Dio. Li vuole annientare. Dio invece li protegge e li salva, servendosi anche di uomini giusti, di quanti temono il suo nome.

QUARTA VERITÀ: Questa deve essere la fede di ogni uomo di Dio nell’ora della prova: “Io sono povero e infelice; di me ha cura il Signore. Tu, mio aiuto e mia liberazione, mio Dio, non tardare”. Di me ha cura il Signore…

QUINTA VERITÀ: Se il cristiano vuole perseverare sino alla fine senza stancarsi, deve sempre tenere fisso lo guardo su Gesù: Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato”.

SESTA VERITÀ: Spesso la Parola di Gesù non è compresa. Il nostro cuore è chiuso. Nella preghiera il cristiano chiede a Gesù che apra cuore e mente e la luce della verità si fa strada in essi.

SETTIMA VERITÀ: Chi vuole fare in pienezza di santità la volontà di Dio deve fare sua volontà la volontà di Dio. La deve fare suo cuore, suo pensiero, suo sentimento, suo desiderio ardente, che brucia e consuma tutto l’uomo nella sua anima e nel suo corpo. È questo il segreto di Gesù Signore.

OTTAVA VERITÀ: Gesù deve divenire la nostra stessa vita. Solo così è possibile compiere sino in fondo la volontà del Padre.

NONA VERITÀ: La Chiesa chiede a Dio che ci trasformi ad immagine del suo Figlio. Il mondo vede in noi Cristo Gesù e si apre alla fede in Lui.



VANGELO: PAROLE DI COMMENTO

VANGELO – Dal vangelo secondo Luca (Lc 12, 49-57)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!

Il fuoco che Gesù vuole portare è il fuoco del suo Santo Spirito.

È il suo Santo Spirito che sarà dato ai suoi Apostoli sotto forma di lingue come di fuoco e da Essi al mondo intero.

Questo fuoco può essere acceso in un solo modo: con il legno della croce, con il suo corpo santissimo che si consuma sopra di esso.

Gesù vorrebbe che questo fuoco fosse già acceso.

Vorrebbe che il suo sacrificio fosse già consumato.

Tanto grande è il suo amore per la salvezza delle anime.

C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!

Il suo battesimo è la morte in croce, è il dono totale della sua vita al Padre per la redenzione del mondo.

Gesù è in grande angoscia finché questo battesimo non sia compiuto.

Gesù arde dal compimento totale della volontà del Padre nel suo corpo.

Nella sua volontà la volontà del Padre è già compiuta.

Nel suo corpo ancora no e per questo è in angoscia.

Lui vuole che tutta la volontà del Padre si compia nella sua vita: nella sua anima, nel suo spirito, nel suo corpo.

Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.

La pace è la concordia tra gli uomini, l’amicizia, la comunione, l’essere uno per gli altri e gli altri per uno.

La pace è assenza di inimicizia, di divisione, di contrasti, di contrapposizioni.

Gesù non è venuto a portare la pace, ma la divisione.

Gesù è venuto a portare la divisione perché è venuto a portare la pienezza della verità e della grazia.

La verità è accolta. La grazia fa vivere nella verità.

Quanti non accolgono la sua verità, neanche accolgono la sua grazia.

Tutti costoro rimangono nella falsità.

La sua divisione è separazione tra chi accoglie la verità e la grazia e chi invece sceglie di rimanere nella falsità e nell’incapacità di fare il bene, ma con tanta forza di fare il male.

La sua divisione è la stessa che c’è tra luce e tenebre.

Dove c’è la luce non esistono le tenebre.

Dove ci sono le tenebre non può regnare la luce.

La luce illumina le tenebre con la forza e la potenza del solo bene.

Le tenebre invece oscurano la luce con la forza e la potenza del male, del peccato, della violenza, della sopraffazione, del martirio.

Le tenebre vogliono oscurare la luce anche uccidendo coloro che la portano.

D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Il Vangelo viene predicato.

La verità viene annunziata.

La Parola viene donata.

La grazia offerta.

Questi doni divini e celesti vengono dati a tutti.

Chi li accoglie, necessariamente deve porsi in una via diversa.

La via è quella della luce e non più quella delle tenebre.

Si abbandona la via delle tenebre si percorre la via della luce.

Poiché è della volontà del singolo accoglierli, o rifiutarli, chi li accoglie abbandona la vecchia via delle tenebre e si incammina per la nuova via della luce.

Chi li rifiuta rimane nella vecchia via delle tenebre.

È questo il motivo per cui nella stessa casa, stessa famiglia, l’uno è contro l’altro.

L’uno è contro l’altro, perché la via dell’uno è opposta alla via dell’altro.

C’è contrarietà perché chi sceglie di rimanere nella vecchia via, odia la luce e la perseguita.

Chi rimane nella vecchia via, rimane nel suo peccato e il peccato è sempre “uccisione” della luce.

È uccisione della luce della propria persona, ma anche uccisione della luce delle altre persone.

Dove c’è il peccato regna solo la morte.

Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade.

L’uomo può discernere la falsità dalla verità, il male dal bene, la luce dalle tenebre, il giusto dall’ingiusto.

Può, solo che non vuole.

Può, perché nelle cose della terra lui opera sempre con discernimento.

Quando vede le nuvole venire da ponente, sa che sono segno di pioggia.

Egli sa distinguere una nuvola da un’altra nuvola.

E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.

Sa anche distinguere un vento da un altro vento.

Sa che lo scirocco porta il caldo.

Sa che altri venti portano freddo, o altro.

Tutto questo attesta la sua grande capacità di discernimento.

Naturalmente l’uomo sa discernere.

Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?

I suoi ascoltatori sono ipocriti. Perché?

Sono ipocriti perché sanno discernere, hanno le capacità di discernere e si ostinano nel male.

Vedono la differenza: tra il prima e il dopo; tra le opere di Cristo Gesù e quelle di ogni altro uomo; tra la misericordia e la chiusura all’amore; tra i segni che Lui compie e la parola vuota, sterile di tutti gli altri.

Vedono tutto questo, eppure si ostinano nella falsità del loro giudizio.

Per questo sono ipocriti.

Non sono uomini che vogliono tirare le conseguenze di ciò che vedono.

Ingannano se stessi. Ingannano gli altri. Sono ipocriti.

Con la venuta di Cristo Gesù c’è un tempo che è cambiato.

Ora è il tempo: della verità, della misericordia, della bontà, della santità, del perdono, dell’accoglienza, dei miracoli, dei segni, della vita nuova, della fratellanza.

In una parola: ora è il tempo della manifestazione del regno di Dio.

Loro vedono questa manifestazione eppure si ostinano nella loro volontà di non riconoscerla.

Questa è vera ipocrisia.

E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?».

Ogni uomo può giudicare da se stesso ciò che è giusto.

Basta che faccia la differenza tra le diverse cose.

Basta che chiami tenebre le tenebre e luce la luce, misericordia la misericordia, verità la verità, santità la santità, accoglienza l’accoglienza.

L’uomo può ma non vuole.

Il peccato tiene prigioniera la sua volontà in un carcere “senza serrame”.

Poiché può, è colpevole di ogni omissione nel discernimento.

Nessun uomo è stato privato della capacità di discernere il bene dal male, il bene dal meglio, il giusto dall’ingiusto.

Poiché non è stato privato di questa capacità, è sempre responsabile di ogni sua scelta di tenebra e di male.



PER LA CATECHESI E L’OMELIA



ANTIFONA D'INGRESSO: L’uomo giusto, pio, timorato, sa discernere bene il tempo trascorso con il Signore dall’altro tempo: quello vissuto senza il Signore. Un attimo vissuto nella legge del Signore vale più di tutti i giorni trascorsi senza di Lui. Questo è vero discernimento.

COLLETTA: La Chiesa chiede a Dio la grazia per ogni uomo di un sano e santo discernimento, affinché non rifiuti tragicamente i suoi doni di grazia e di verità. Il buio l’avvolgerebbe, le tenebre la coprirebbero.

PRIMA LETTURA: Tragica scelta è quella operata dai Capi al tempo di Geremia. Costoro per seguire il loro falso ed errato discernimento accusavano Geremia di cercare il male del popolo di Dio: «Si metta a morte questo uomo, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché questo uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». Geremia era l’uomo della verità.

SALMO: Anche se per molti non c’è volontà di operare un sano e santo discernimento, per molti altri questa volontà esiste ed è molto efficace: “Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio. Molti vedranno e avranno timore e confideranno nel Signore”. Chi confida nel Signore attesta di poter e saper discernere.

SECONDA LETTURA: La visione di Gesù crocifisso è aiuto infallibile per operare il più santo dei discernimenti: quello di resistere al male fino al martirio: “Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo”.

CANTO AL VANGELO: Il sano e giusto discernimento è una grazia che sempre dobbiamo chiedere al Signore.

VANGELO: La divisione non è voluta direttamente da Gesù. Essa è la conseguenza di chi sceglie la verità ed abbandona la via della falsità e delle tenebre.

SULLE OFFERTE: La Chiesa vede nell’offerta del pane e del vino uno scambio di doni: noi diamo a Dio le nostre cose, attraverso le cose che gli diamo, Dio dona a noi tutto se stesso. È il mistero dell’Eucaristia.

DOPO LA COMUNIONE: Ricevuto Cristo nell’Eucaristia, dobbiamo divenire ad immagine di Cristo. Anche questa è grazia che sempre dobbiamo chiedere al Signore per entrare in Paradiso.



Domande di aiuto per la preparazione della catechesi



  1. Cosa è il fuoco che Gesù è venuto per accendere sulla terra?

  2. Quando questo fuoco sarà acceso?

  3. Quale battesimo Gesù dovrà ricevere?

  4. Perché Gesù è angosciato nell’attesa che il suo battesimo si compia?

  5. Cosa è la divisione che Gesù è venuto a portare sulla terra?

  6. Come si compie questa divisione?

  7. Perché la scelta del Vangelo è sempre della singola persona?

  8. Perché il Vangelo è un’offerta, un dono?

  9. Chi deve fare al mondo intero l’offerta del Vangelo?

  10. Cosa è il discernimento?

  11. Cosa è l’ipocrisia?

  12. In che senso gli ascoltatori di Cristo Gesù sono detti, oggi, ipocriti?

  13. Cosa sono i segni dei tempi?

  14. Quali segni dice Gesù che l’uomo sa discernere bene?

  15. Quali segni donava Gesù dei tempi nuovi portati dalla sua missione?

  16. Perché l’uomo può discernere i segni dei tempi?

  17. Perché può discernere ciò che è giusto?

  18. Cosa avverrebbe se non potesse discernere il bene dal male?

  19. Perché allora l’uomo si rifiuta di discernere?

  20. Questo rifiuto da che cosa è generato in lui?