6° INCONTRO

(29 Ottobre – 04 Novembre 2007)

Giorno 4 del mese di Novembre, Domenica

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)


ANTIFONA D'INGRESSO

Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non star lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza.


COLLETTA

O Dio, che nel tuo Figlio sei venuto a cercare e a salvare chi era perduto, rendici degni della tua chiamata: porta a compimento ogni nostra volontà di bene, perché sappiamo accoglierti con gioia nella nostra casa per condividere i beni della terra e del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo...


PRIMA LETTURA - Dal libro della Sapienza (Sap 11,22 - 12,2)

Signore, tutto il mondo davanti a te, è come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita. Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.


SALMO (Sal 144)

La gloria di Dio è l'uomo vivente.


O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome.


Paziente e misericordioso è il Signore, lento all'ira e ricco di grazia. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.


Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza.


Manifestino agli uomini i tuoi prodigi e la splendida gloria del tuo regno. Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto.


SECONDA LETTURA - Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (2 Ts 1,11 - 2,2)

Fratelli, preghiamo di continuo per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e porti a compimento, con la sua potenza, ogni vostra volontà di bene e l'opera della vostra fede; perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo. Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui, di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Lo Spirito del Signore è su di me, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri. Alleluia.


VANGELO - Dal vangelo secondo Luca (Lc 19, 1-10)

In quel tempo, Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: E` andato ad alloggiare da un peccatore! Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto. Gesù gli rispose: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.


SULLE OFFERTE

Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo...


DOPO LA COMUNIONE

Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.



Catechesi



TRE PRINCIPI PER L'AVVIAMENTO DEL DIALOGO CATECHETICO



Primo principio: Man mano che cresce nella conoscenza della rivelazione che Dio gli fa di Se stesso, l’uomo acquisisce una dimensione nuova di tutta la sua storia. Il Dio guerriero di un tempo che scendeva in campo per travolgere cavalli e cavalieri è visto come il Dio compassionevole, pietoso, ricco di misericordia, pronto sempre al perdono. È il Dio che ha pietà dei peccatori e si serve del castigo, della punizione, con un solo intento: condurli a rinnegare l’empietà, ad abbandonare la malvagità, ad aprire ad una fede piena e santa nel suo mistero.

Secondo principio: La fede per rimanere nella pienezza della sua verità necessità di due aiuti fondamentali: della preghiera costante di chi ha dato la Parola e la somma vigilanza di ogni singola persona al fine di evitare la tentazione che di sicuro le verrà da ogni parte al fine di trascinarla nella falsità e nella menzogna. La preghiera è fatta, dovrà essere sempre fatta perché la fede cresca e maturi ogni frutto di bene a gloria di Dio e di Cristo Gesù. La vigilanza deve essere operata perché la fede non si trasformi in pensiero umano e muoia dentro di noi. Chi semina la Parola nei cuori deve fare come l’agricoltore che mai smette di essere presente nella vita del suo campo. La Parola accolta e divenuta albero deve essere sommamente prudente che nessuno la trasformi in non Parola, in antiparola, in falsità e menzogna.

Terzo principio: Zaccheo vuole vedere Gesù. Gesù vede Zaccheo. I farisei mormorano contro Gesù, dichiarandolo un amico dei peccatori. Zaccheo difende Gesù, manifestando pubblicamente il suo distacco con il peccato. Lui era un pubblicano, un peccatore. Ora non lo è più. Gesù non alloggia nella casa di un peccatore, bensì nella casa di uno che ha completamente abbandonato il peccato e si è incamminato su una via totalmente nuova, fatta non solo di stretta giustizia, ma anche di grande carità. I farisei pensano da peccatori. Zaccheo pensa da uomo virtuoso, giusto, santo. Questo opera la grazia di Dio quando entra in un cuore: lo cambia totalmente nei pensieri. Quando invece noi non permettiamo alla grazia di entrare in noi, i nostri pensieri sono di condanna, di giudizio, di falsità, di menzogna. Non si tratta però di una falsità e di una menzogna solo contro la verità rivelata, quanto e soprattutto contro la verità della storia. Nega la verità della storia solo un cuore indurito nel peccato. Ma chi nega la falsità della storia che vede, come farà ad accogliere la verità della rivelazione che non vede e alla quale deve solamente credere?




BREVE COMMENTO DEL VANGELO

VANGELO - Dal vangelo secondo Luca (Lc 19, 1-10)

In quel tempo, Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città.

Gesù è diretto verso Gerusalemme attraverso la via che passava per Gerico. Sappiamo che il suo non era un puro e semplice viaggio verso la Città Santa. Era invece un vero viaggio missionario.

Camminando verso il luogo della sua suprema testimonianza, compiva tutta la missione di salvezza che il Padre gli aveva affidato.

Gesù faceva il bene, diceva la verità del Padre, compiva ogni sorta di segni e prodigi, passando, andando, camminando verso la sua crocifissione.

Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.

A Gerico viveva un uomo di nome Zaccheo. Era capo dei pubblicani e ricco.

Voleva vedere Gesù, ma era piccolo di statura e quanti erano davanti a lui glielo impedivano.

Molti vogliono vedere Gesù. Moltissimi sono coloro che ne impediscono la vista, a causa della piccolezza spirituale del loro cuore e della loro mente.

Molti vogliono vedere Gesù. Tantissimi sono coloro che si frappongono fra loro e Gesù con la loro alta statura di falsità e di menzogna e rendono il desiderio dei primi cosa assai vana.

Ognuno di noi vive questa duplice dimensione: potrebbe avere il desiderio di vedere il Signore, ma potrebbe essere di ostacolo a che l’altro lo veda realmente.

Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.

Zaccheo non si lascia vincere dalla piccolezza della sua statura. Sa per quale via Gesù sarebbe dovuto passare, corre innanzi, precede tutti e sale su un sicomoro in attesa che Gesù arrivi.

Ogni uomo ha bisogno di un albero al fine di vincere la pochezza della sua mente e del suo cuore, ma anche al fine di evitare gli ostacoli che gli uomini pongono tra lui e il Signore.

Questo grande albero è la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica.

In questa Chiesa, dalla quale solamente è possibile vedere il vero Gesù che passa nella storia dell’umanità, ogni discepolo di Gesù deve farsi albero per tutti i suoi fratelli.

Ogni discepolo di Gesù deve essere albero di verità, di giustizia perfetta, di autentica santità, deve essere albero che matura ogni frutto di virtù.

Oggi e sempre il guaio dell’umanità è uno solo: i cristiani che smettono di essere alberi e si trasformano in uomini dalla grande statura, divenendo così grossi ostacoli che impediscono la visione del Signore.

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.

Non basta il desiderio dell’uomo di vedere Gesù per entrare nella verità del proprio cuore e della propria anima.

La salvezza non è un frutto che nasce dal nostro desiderio soltanto. Essa è perennemente un dono di Dio, una sua grazia.

Tutto nella salvezza è per grazia. È per grazia anche il desiderio di vedere Gesù.

Questa grazia non solo va suscitata in tutti gli uomini, ma come provocata attraverso la bellezza della nostra vita di cristiani.

In altre parole:

Se Cristo Gesù non avesse manifestato la bellezza della santità del Padre suo, di sicuro in Zaccheo mai sarebbe nato il desiderio di vederlo.

Il desiderio di vedere Cristo Gesù, di conoscere Dio, non è un frutto che matura spontaneamente nel nostro cuore.

È sempre un frutto che va suscitato e chi deve suscitarlo è il cristiano.

Come lo potrà suscitare?

Mostrando la bellezza della santità di Dio, non però della santità personale di Dio descritta nei libri di teologia, di ascetica, di mistica, o di spiritualità.

Questa santità è astratta. Questa santità non attira.

Gesù non parlava della santità del Padre suo. Lui la vive tutta e in tutta la sua trascendente bellezza.

Solo vivendo tutta la santità di Dio nella sua sublime bellezza, incarnandola tutta nella sua vita, il cristiano diviene uno che fa nascere nei cuori il desiderio di vedere Cristo Gesù, di vedere Dio, di conoscere la sua santità, di divenire partecipe di questa stessa santità.

Gesù così faceva. Così dovranno fare tutti i suoi discepoli. È questa la via della vera evangelizzazione.

Cosa è infatti l’evangelizzazione se non un’opera tutta finalizzata a far nascere il desiderio di Cristo Gesù in ogni cuore?

Ancora:

Come Cristo è colui che suscita in Zaccheo il desiderio ed è anche colui che dona la grazia per il suo vero compimento, così è della Chiesa e di ogni suo membro.

Tutti nella Chiesa devono operare, ognuno secondo la ricchezza della sua ministerialità e dei suoi doni di Spirito Santo, a che questa duplice grazia sia data ad ogni uomo: grazia del desiderio di vedere il Signore, grazia del compimento perfetto di questo desiderio.

La grazia è perfetta quando l’uomo entra nella nuova vita che scaturisce dai sacramenti della salvezza.

Oggi si annunzia un Dio fuori di noi, un Cristo fuori di noi, una verità fuori di noi, una santità fuori di noi.

Questo modo di agire attesta il fallimento della nostra evangelizzazione e di ogni pastorale.

In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.

La gioia è il frutto della pienezza della grazia che già inizia a sviluppare tutta la sua potenzialità di salvezza nella nostra anima.

La gioia vera è frutto dello Spirito Santo.

Zaccheo è pieno di gioia vera, segno che in lui già abita il Signore.

Poiché il Signore già abita nel suo cuore, lui lo può accogliere nella sua casa. Il Signore è già dentro di Lui, già vive in lui.

Vedendo ciò, tutti mormoravano: E` andato ad alloggiare da un peccatore!

La gente non ha trasformato la curiosità di vedere Cristo Gesù in vero desiderio del cuore.

La gente è fuori del mistero di Gesù Signore, fuori del mistero della sua grazia, fuori del mistero della nuova vita che già inizia a produrre frutti di verità e di santità in Zaccheo.

La gente vive dal di fuori del mistero. Gesù e Zaccheo sono pienamente nel mistero della grazia e della salvezza.

La bellezza della grazia è questa: in un istante il più grande peccatore è da essa trasformato nel più grande dei santi.

L’uomo che vive fuori del mistero della grazia non vede il prodigio e pensa che sia dinanzi a lui lo stesso uomo.

Dopo che la grazia è entrata potentemente in un cuore, l’uomo di prima non c’è più. Il peccatore non c’è più. Ora c’è un nuovo uomo.

Gesù non è andato ad alloggiare da un peccatore. Chi attesta questa verità è proprio Zaccheo.

Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto.

Le sue parole indicano la morte dell’uomo vecchio e la nascita di un uomo totalmente nuovo.

Quest’uomo è ora rinnovato nella carità e nella giustizia.

È uomo di carità, di amore perché decide di dare la metà dei suoi beni ai poveri.

È uomo di vera giustizia perché decide, qualora avesse frodato qualcuno, di restituire quattro volte tanto, cioè in piena ottemperanza alla Legge di Dio, data per mezzo di Mosè.

Sublime testimonianza resa da Zaccheo a Gesù: Gesù, tu non sei entrato nella casa di un peccatore. Gesù, tu mi hai rinnovato interamente con la tua grazia.

Non hai trasgredito la Legge del Padre tuo e neanche quella orrenda legge che si sono fatti gli uomini perversi e cattivi.

Loro non ti possono accusare neanche di questo. Tu eri e sei nella perfetta santità.

Gesù gli rispose: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Le parole di Gesù sono esplicite: nessun uomo potrà mai essere escluso dalla salvezza.

Ognuno può escludere se stesso dalla salvezza, non accettando, rifiutando, tenendosi lontano dalla grazia di Dio. Mai però alcun uomo dovrà escludere un altro dalla possibilità di essere interamente avvolto e trasformato dalla grazia di Dio.

Ogni uomo deve essere lasciato libero nel desiderio della sua salvezza ed anche nell’accogliere la pienezza della grazia che segue, sempre per bontà del Signore, ogni vero e puro desiderio di salvezza.

Dove questa libertà viene ostacolata, o impedita, lì non c’è vera religione. Lì regna l’antireligione, lì regna l’antiumanità.

Quando la religione si trasforma in antireligione, essa è sempre contro l’intera umanità e non semplicemente contro questa o quell’altra persona.

Anche Gesù rende testimonianza a Zaccheo.

Zaccheo era un perduto, un peccatore, un pubblicano.

Ma proprio per questo Gesù è venuto: a cercare e a salvare ciò che era perduto.

È questa la sua missione. Non un’altra.

SETTE DOMANDE PER LA VERIFICA PERSONALE



  1. Sono stato mai di ostacolo, ho mai impedito che qualcuno attraverso la mia falsa religione, o antireligione, si potesse incontrare con Cristo Gesù?

  2. Sono stato qualche volta un buon albero di salvezza per i miei fratelli?

  3. Perché l’antireligione è peccato contro l’umanità?

  4. Mostro concretamente la bellezza della santità di Dio con la mia vita?

  5. Rendo vera testimonianza alla grazia di Cristo con la trasformazione della mia vita?

  6. Perché carità e giustizia sono i segni della vera santità?

  7. In che modo esercito il mistero dell’evangelizzazione?



TRE CONCLUSIONI DA SCRIVERE NEL CUORE



Prima conclusione: La verità di Dio può essere annunziata in un solo modo: facendosi e divenendo verità dell’uomo. Man mano che Dio dona la pienezza della verità, man mano che lo Spirito Santo ci conduce verso la verità tutta intera, noi indossiamo tutta la verità attuale di Dio, la trasformiamo in nostra vita, l’annunziamo al mondo testimoniandola anche nei più piccoli gesti della nostra quotidiana esistenza. Se invece la verità di Dio rimane fuori del nostro corpo e della nostra vita, essa non può più essere annunziata, perché noi non siamo più testimoni di essa, ma dei semplici “dicitori” di un qualcosa di cui mai possiamo attestare la sua possibilità di essere realmente vissuta tutta intera. È questo il vero problema della verità.

Seconda conclusione: Ognuno di noi, sull’esempio di Zaccheo, è chiamato a rendere vera non solo ogni Parola di Cristo Gesù, ma anche ogni suo gesto, opera, decisione, relazione che Lui ha con noi o vive per noi. Siamo noi sulla terra la verità di Cristo. Se noi omettiamo di rendere vera con le nostre parole e le nostre opere la verità di Cristo, il mondo intero potrà pensare che opere e parole di Cristo non siano vere, oppure non del tutto sante. In tale senso è grande la nostra responsabilità. Noi siamo responsabili di ogni pensiero non vero che il mondo dice su Cristo Gesù. Siamo responsabili perché siamo noi coloro che dobbiamo giustificare Cristo Gesù nella sua verità e santità dinanzi ad ogni uomo. Questa non è una questione di poco conto, o da sottovalutare, perché è la questione della stessa verità di Gesù Signore.

Terza conclusione: Nessun uomo può escludere un altro uomo dalla verità e dalla ricerca della verità. Cercare la verità ed abbracciarla è il diritto fondamentale di ogni persona umana. Chi dovesse, per qualsiasi motivo, sotto qualsiasi forma, impedire, ostacolare, scoraggiare perché questa ricerca avvenga, costui sappia che non lavora per la vera religione e neanche per quella falsa, lui semplicemente lavora per l’antireligione. C’è una religione falsa dalla quale si può passare alla religione vera e c’è una falsità dalla quale si può, per conversione, giungere alla pienezza della verità. I costruttori dell’antireligione operano perché questo passaggio mai venga fatto. Costoro vogliono rinchiudere l’uomo nella falsità per tutta l’esistenza sia sulla terra che nell’eternità. Il martirio in questo caso è la via per passare dall’antireligione alla pienezza della verità e della santità. La libertà della verità ha un altissimo prezzo: il proprio sangue versato come sigillo della purissima verità cercata, trovata, abbracciata, vissuta.