9° INCONTRO

(12 Novembre – 18 Novembre 2006)

Giorno 18 del mese di Novembre, Domenica

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)


ANTIFONA D'INGRESSO

Dice il Signore: Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò, e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi .


COLLETTA

O Dio, principio e fine di tutte le cose, che raduni tutta l'umanità nel tempio vivo del tuo Figlio, fà che attraverso le vicende, lieti e tristi, di questo mondo, teniamo fissa la speranza del tuo regno, certi che nella nostra pazienza possederemo la vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...


PRIMA LETTURA - Dal libro del profeta Malachia (Ml 3, 19-20)

Così dice il Signore: Ecco, sta per venire il giorno rovente come un forno; allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà dice il Signore degli eserciti in modo da non lasciar loro né radice né germoglio. Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia.


SALMO (Sal 97)

Vieni, Signore, a giudicare il mondo.


Cantate inni al Signore con l'arpa, con l'arpa e con suono melodioso; con la tromba e al suono del corno acclamate davanti al re, il Signore.


Frema il mare e quanto racchiude, il mondo e i suoi abitanti. I fiumi battano le mani, esultino insieme le montagne.


Esultino davanti al Signore che viene, che viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e i popoli con rettitudine.


SECONDA LETTURA - Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (2 Ts 3, 7-12)

Fratelli, sapete come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia. Vegliate e state pronti, perché non sapete in quale giorno verrà il Signore. Alleluia.


VANGELO - Dal vangelo secondo Luca (Lc 21, 5-19)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse: Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta. Gli domandarono: Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi? Rispose: Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine. Poi disse loro: Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.


SULLE OFFERTE

Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.


DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Catechesi



TRE PRINCIPI PER L'AVVIAMENTO DEL DIALOGO CATECHETICO



Primo principio: La nostra fede afferma non l’unicità dell’eternità, bensì la sua duplicità. Vi saranno due risurrezioni e separate per sempre, senza alcuna forma di comunione possibile. Un abisso sarà posto tra le due eternità. È questa verità che dona significato alla santità richiesta dal Vangelo, dalla Parola di Dio. Se ci fosse una sola eternità, non ci sarebbe alcun bisogno di evitare il male, di crescere cioè in santità, lontani dal peccato anche il più veniale. Se l’eternità fosse una sola, l’uomo perderebbe il senso stesso della moralità con conseguenze disastrose in tutti gli ambiti nei quali la vita dell’uomo si svolge e si vive.

Secondo principio: La perdita della retta fede in un cuore comporta sempre la falsità della vita. Chi vuole portare la vita nella verità, deve portare nei cuori la rettitudine della fede. La rettitudine della fede sta alla verità della vita, come l’errore nella fede alla sua falsità. Questo principio ci insegna una cosa sola: chi vuole portare la vita nella sua verità deve portare nei cuori la rettitudine della fede. Senza rettitudine di fede, c’è solo una vita falsa. Dove la vita è falsa, è segno che anche la fede è falsa. Ogni seme produce secondo la sua natura. Un seme falso di fede genera una vita falsa. Un seme vero di fede produce una vita vera, fatta di santità e di ogni genere di virtù. Oggi la nostra società vorrebbe una vita vera, ma con una fede falsa, con la totale assenza della verità nel cuore. Questa è la falsità più grande nella quale si può cadere. La storia ha attestato, attesta e attesterà che la vera vita è solo dalla vera fede.

Terzo principio: La falsità nasce dal cuore della creatura che sottrae la sua obbedienza al suo Creatore e Signore. La creatura non è da se stessa, è da Dio, fatta da Lui a sua immagine e somiglianza. Dio non ha lasciato l’uomo in balia della sua razionalità, o della sua volontà. Ha stabilito per Lui ciò che è bene ed il bene è una cosa sola: ascolto della sua voce, compimento di ogni sua volontà. La creatura cosa fa? Va dall’uomo e gli dice che tutto è dalla volontà dell’uomo. È bene ciò che l’uomo vuole che sia bene, mentre è male ciò che l’uomo dice che è male, potendo sempre cambiare volontà e far sì che il bene di oggi diventi male di domani e il male di ieri diventi bene per oggi. La falsità dell’umanità nasce da questo arbitrio, dall’uso della volontà senza alcun riferimento non alla sua ragione, ma alla rivelazione, a ciò che Dio ha manifestato come il vero e solo bene. Il bene solo Dio lo determina. Ciò che invece determina l’uomo è solo male. Ad ogni uomo è stato tolto il potere fin da sempre di poter determinare ciò che è bene e ciò che è male.




BREVE COMMENTO DEL VANGELO



VANGELO - Dal vangelo secondo Luca (Lc 21, 5-19)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse:

Ogni momento particolare Gesù lo conduce sempre nella pienezza della verità.

È questa la bellezza della sua evangelizzazione: niente lui lascia nella profanità, nella falsità, nell’ordinarietà, nella quotidianità, così come esso è. Tutto invece Lui porta nella verità del Padre suo.

La gente si lascia incantare dalla bellezza del tempio, ammirando pietre e doni votivi.

Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta.

Gesù invece vede la verità futura del tempio: tutto sarà distrutto. Di questa bellezza non resterà pietra su pietra.

Se noi pensassimo come pensa Cristo Gesù, tutta la nostra vita avrebbe un diverso orientamento.

Oggi si cerca smodatamente, spasmodicamente la bellezza del corpo. Per il corpo ci si vende anche l’anima.

Se noi pensassimo – è questa una realtà universale, sperimentabile ogni giorno, al contrario della distruzione del tempio di Gerusalemme che bisogna credere sulla Parola di Gesù Signore - che del nostro corpo non resterà neanche una cellula che non sia corrosa dai vermi e ridotta in polvere del suolo, avremmo un modo diverso di relazionarci con esso.

L’illusione ci divora. La falsità ci consuma. La stoltezza ci distrugge. L’insipienza ci corrode il cuore e lo frantuma.

Gli domandarono: Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?

Quanti ascoltano Gesù vogliono sapere quando le Parole di Gesù si compiranno.

Chiedono anche che Gesù dia loro qualche segno premonitore.

La profezia di Dio, la Parola di Cristo è. Essendo, si può compiere in ogni istante senza alcun segno premonitore.

Quando essa si compie, è già compiuta. Questa la straordinaria onnipotenza racchiusa in ogni Parola di Cristo Gesù.

Rispose: Guardate di non lasciarvi ingannare.

Ogni uomo è un ingannato, ma anche un ingannatore. Con la stessa facilità con cui inganna, così può essere anche ingannato.

Non basta non volere ingannare. Bisogna anche guardarsi di non lasciarsi ingannare.

L’inganno è la rovina dell’uomo.

La facilità con cui si inganna ha del sorprendente, anzi dell’inaudito e dell’inimmaginabile.

Ma come ci si può guardare dagli inganni?

In un solo modo: Credendo fermamente in ogni e in tutte le parole di Gesù Signore. Ma prima ancora credendo che solo Lui è il Messia, il Salvatore, il Redentore di ogni uomo.

Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli.

Lungo il corso della storia sono molti coloro che si presenteranno come "salvatori", "redentori", "messia di Dio".

Fino all'avvento dei cieli nuovi e della terra nuova - nessuno sa quando questo avverrà - saranno in tanti che diranno che "il tempo è prossimo", o che "la fine del mondo sta per arrivare".

La parola di Gesù è chiara: tutti costoro non devono essere seguiti.

O crediamo nella parola di Gesù, la sola vera; o crediamo nella parola di tutti costoro, sempre falsa.

Gesù dice che tutti costoro non devono essere seguiti.

Chi li segue si assumerà sulle sue spalle tutta la responsabilità della falsità abbracciata.

Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate.

Guerre e rivoluzioni non sono segno della fine del mondo.

Guerre e rivoluzioni sono il frutto del peccato dell'uomo.

Finché ci sarà l'uomo sulla terra, ci saranno sempre guerre e rivoluzioni. La storia è una guerra e una continua rivoluzione.

Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine.

Queste cose accadono a causa del peccato. Sono accadute. Accadranno sempre. Queste sono un frutto del peccato, non un segno della fine del mondo. Le due cose sono ben diverse.

Poi disse loro: Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.

La storia è uno sconvolgimento universale, sulla terra ed anche nel cielo.

Sulla terra: popolo contro popolo, regno contro regno, terremoti, carestie, pestilenze.

Nel cielo: fatti terrificanti e segni grandi, la loro natura però ci è sconosciuta.

Tutto questo fa parte della storia della terra e dell'universo. Non sono però segni della fine.

La fine quando viene è già venuta. In un istante.

Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.

La stessa storia dei seguaci di Cristo Gesù è sofferenza, dolore, prigione, carcere, condanna, martirio.

Il discepolo di Gesù sarà nella sofferenza continua a causa del nome del suo Maestro e Signore.

La nostra fede è martirio. Il martirio è il sigillo ultimo posto a coronamento della nostra fede.

Chi dovesse escludere il martirio come supremo sigillo sulla sua fede, costui mai potrà dirsi vero discepolo del Signore.

Il vero discepolato è cammino, avanzamento verso il martirio.

Ma neanche il martirio è segno della fine del mondo.

Il martirio è perenne storia del vero credente in Cristo Gesù.

Questo vi darà occasione di render testimonianza.

La sofferenza del discepolo di Gesù ha però un grandissimo valore salvifico: essa serve per rendere testimonianza a Gesù Signore.

Serve per dire al mondo intero la verità di Cristo divenuta verità del cristiano.

Serve per dire a tutti la verità del cristiano che è verità di Cristo Gesù.

Una sola verità: quella di Cristo nel cristiano e quella del cristiano che è da Cristo e solo da Lui, dal suo mistero.

Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.

Poiché la sofferenza del cristiano serve per rendere testimonianza a Cristo Gesù, è Gesù stesso che darà al cristiano lingua e sapienza a cui tutti i suoi avversari non potranno resistere, né controbattere.

Se parlasse il cristiano - anche con un discorso ben preparato - la sua parola potrebbe non essere quella giusta al fine di rendere esatta testimonianza a Gesù Signore.

È invece Gesù stesso che ci dona parole e argomenti giusti per rendere la giusta testimonianza alla sua verità e al suo mistero.

Il cristiano deve andare dinanzi ai tribunale con questa verità di fede nel cuore: io mai potrei sapere cosa dire per rendere ottima e santa testimonianza a Gesù Signore. Gesù Signore invece sa qual è la giusta parola e quale l'esatta argomentazione perché la testimonianza sia perfetta in ogni cosa.

Sapendo questo, il cristiano è nella pace.

Sa che lui non è in carcere per caso - deve rendere testimonianza a Cristo; sa che la giusta parola è Cristo che la metterà sulla sua bocca al momento preciso.

Una cosa che non dobbiamo mai fare è questa: pensare che sempre il Signore metta sulla nostra bocca la giusta parola e che questo ci dispensi dal percorrere le vie ordinarie per l'acquisizione della sapienza che sono: studio, meditazione, retto e santo discernimento, ascolto dei Pastori e dei Maestri, direzione spirituale e altro.

Chi cade in questo errore di sicuro combinerà molti guai, perché trasformerà la verità in falsità e farà dei suoi pensieri, pensieri di Vangelo e pensieri di Dio.

Questo errore mai dovrà essere commesso dal cristiano.

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome.

Per il cristiano ci sarà almeno un luogo sicuro sulla terra nel quale potrà vivere in pace?

No. Nessun luogo gli è dato: né la città, né la campagna, né i villaggi, né le grandi metropoli e neanche la propria casa.

Anche i suoi familiari potranno essere suoi nemici: genitori, fratelli, parenti.

Anche i suoi amici lo potranno mettere a morte.

L'odio contro il cristiano è universale. Esso non risparmia nessuno, ma veramente nessuno.

Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.

Sul discepolo di Gesù uno solo vigila: il Signore, il quale non permette che neanche un capello del suo capo perisca.

Se il Signore permette il martirio, o una qualsiasi altra sofferenza, li permette perché il cristiano gli renda testimonianza, manifesti e proclami la verità della salvezza tutta intera.

Il motivo è questo: in tribunale, nella sofferenza, dinanzi alla morte, non solo la testimonianza è pubblica, non solo è fatta in modo solenne, ha anche un valore legale: è verità attestata, giurata, verità usata per assolvere e per condannare.

Essa non è più un semplice dire. È molto di più. È proclamazione ufficiale di una realtà, di una storia e la storia non può essere smentita.

La storia può sempre essere verificata. Verificare la storia è obbligo di ogni giudice. Come anche proclamare la verità della storia è anche suo obbligo.

Se non la verifica e non la proclama, il giudice si rende reo di gravissima omissione in atti di ufficio. È responsabile dinanzi al mondo intero ed anche dinanzi al Signore, quando si presenterà al suo cospetto.

Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.

Iniziare non è sufficiente. Percorrere un tratto di strada neanche. Arrivare quasi fin sulla soglia neanche. Si salva chi inizia e mai finisce, chi inizia e giunge alla fine e la fine è il martirio.

La fine avviene con la morte. Chi si ferma prima della morte, difficilmente potrà salvare la sua anima.

La morte deve sigillare la nostra appartenenza a Cristo Signore e al suo Vangelo.


SETTE DOMANDE PER LA VERIFICA PERSONALE



  1. Sono convinto che la bellezza del corpo a nulla serve senza la bellezza dell’anima?

  2. Credo che la bellezza dell’anima è data dalla grande santità con la quale essa viene da noi rivestita?

  3. Da chi il cristiano si deve guardare?

  4. Perché la storia sofferta dell’uomo non può essere un segno premonitore della fine del mondo?

  5. Quale realtà terrena prospetta Cristo Gesù a quanti hanno scelto di seguirlo?

  6. Di chi si può fidare il cristiano?

  7. Perché Gesù vuole dai suoi discepoli una perseveranza sino alla fine?





TRE CONCLUSIONI DA SCRIVERE NEL CUORE



Prima conclusione: Anche del nostro corpo non resterà cellula su cellula che non venga distrutta. La polvere del suolo è quanto lo attende, o meglio: quanto ci attende. Vivere per il solo corpo che domani sarà distrutto è stoltezza, insipienza, quando stupidità, totale carenza di intelligenza. La bellezza del corpo sono le virtù e la lontananza da ogni peccato, o trasgressione della Legge del Signore. Essa è anche il vestirlo di ogni parola di Vangelo realizzata alla perfezione. Chi si impegnerà a fare bello così il suo corpo, lo avrà splendente e radioso nella risurrezione dei giusti. Chi invece lo ha lasciato immerso nel peccato, nel marciume dei vizi, lo avrà triste, brutto, caliginoso, annerito per tutta l’eternità. Quando il corpo è nel vizio è segno che l’anima è morta alla grazia e alla verità.

Seconda conclusione: Il cristiano vive con una fermissima, indistruttibile certezza di fede nel cuore: Solo Cristo è il Messia di Dio, il Salvatore dell’umanità, il suo Redentore. Vivendo con questa fede nel cuore, crescendo giorno per giorno nella sua comprensione, difficilmente potrà essere ingannato da quanti si presentano, affermando di essere loro il Messia, o il Cristo di Dio. Viene ingannato solo chi vuole lasciarsi ingannare. Quanti non lo vogliono, possono rimanere nella purezza della verità e della fede. Tuttavia sovente il Vangelo non è insegnato. A volte non è neanche conosciuto nella sua lettera. Questo dice che quando i cristiani retrocedono dalla fede, una colpa deve essere anche addossata a coloro che hanno il dovere della formazione cristiana. Formare e lasciarsi formare è garanzia di perseveranza nella verità.

Terza conclusione: Non ci sono segni premonitori della fine del mondo. La fine del mondo quando viene è già venuta, nel senso che essa si compirà in un istante, in un baleno. Quanti sono i superstiti non avranno il tempo neanche di accorgersene e già sono alla presenza di Cristo Signore per il giudizio universale. Le parole del Signore parlano chiaro. Nessuno può immaginare l’ora della sua morte. Nessuno conosce quando il Figlio dell’uomo verrà. Basterebbero queste due sole verità scritte ben bene nel cuore per smascherare tutti i falsari del Vangelo, tutti gli spacciatori di falsità e di menzogna che di volta in volta si affacciano sulla scena di questo mondo e trascinano un terzo dei cristiani nell’errore, nella confusione, nello smarrimento e sovente anche nell’ansia e nell’angoscia. L’ignoranza è il peggiore nemico del cristiano. L’ignoranza il cristiano la cova nel suo seno, come una vipera, pronta sempre a morderlo con morsi letali.