ANTIFONA D'INGRESSO
O Dio, nostra difesa, contempla il volto del tuo Cristo. Per me un giorno nel tuo tempio è più che mille altrove.
COLLETTA
O Padre, che nell'accondiscendenza del tuo Figlio mite e umile di cuore hai compiuto il disegno universale di salvezza, rivestici dei suoi sentimenti, perché rendiamo continua testimonianza con le parole e con le opere al tuo amore eterno e fedele. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA - Dal libro del profeta Isaia (Is 56, 1.6-7)
Così dice il Signore: Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché prossima a venire è la mia salvezza; la mia giustizia sta per rivelarsi. Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saliranno graditi sul mio altare, perché il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli.
SALMO (Sal 66)
Popoli tutti, lodate il Signore.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto; perché si conosca sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza.
Esultino le genti e si rallegrino, perché giudichi i popoli con giustizia, governi le nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, Dio, ti lodino i popoli tutti. Ci benedica Dio e lo temano tutti i confini della terra.
SECONDA LETTURA - Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 11, 13-15.29-32)
Fratelli, ecco che cosa dico a voi, Gentili: come apostolo dei Gentili, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione, se non una risurrezione dai morti? Perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza, così anch'essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch'essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia. Gesù predicava la buona novella del regno e curava ogni sorta di infermità nel popolo. Alleluia.
VANGELO - Dal vangelo secondo Matteo (Mt 15, 21-28)
In quel tempo, partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio. Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: Esaudiscila, vedi come ci grida dietro. Ma egli rispose: Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele. Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: Signore, aiutami! Ed egli rispose: Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini. E` vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Allora Gesù le replicò: Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri. E da quell'istante sua figlia fu guarita.
SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Signore, in questo misterioso incontro fra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso. Per Cristo nostro Signore.
DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita di Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio, perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo. Per Cristo nostro Signore.
Primo principio: L'universalità della salvezza si fonda e si costruisce sulla fede nell'unico e solo Dio Creatore e Signore dell'universo. Poiché Dio è uno e uno solo non possono esserci altri Dei e altri Signori, altri Creatori dell'uomo, o dell'universo. Non c'è un Dio che ha creato una porzione di uomini e un altro Dio che ne ha creati altri e così all'infinito. Poiché c'è un solo Dio, Signore e Creatore, uno solo è anche il Salvatore dell'uomo. Chi lo ha fatto è lo stesso che lo rinnova e salva. Se uno è il Creatore, non possono esserci differenze tra gli uomini da parte di quest'unico e solo Creatore. Non ce ne sono perché Lui non fa preferenza tra questo o quell'altro uomo. Se Dio chiama uno, lo chiama perché attraverso lui vengano chiamati i molti, tutti. Non ci sono esclusivismi nell'unico Dio, né preferenze, né particolarità. L'uomo chiamato sovente dimentica però la consegna che gli è stata fatta dal Signore. Invece che chiamare, esclude; invece che allargare, restringe; invece che ampliare, rimpicciolisce; invece che aprire le porte della salvezza, le chiude. Fa questo l'uomo, ma non Dio, il quale sempre interviene nella storia della salvezza per porre riparo ad ogni stoltezza dei suoi chiamati. Oggi attraverso Isaia fa risuonare questo grido imperioso: "La casa del Signore è casa di preghiera per tutti i popoli". Tutti i popoli sono suoi. Tutti i popoli possono venire ad adorarlo nel suo tempio santo.
Secondo principio: Il cammino dell'uomo è iniziato dall'ascolto del Signore nel Giardino dell'Eden con Adamo. Poi fu creata la donna, Eva, la quale introdusse nella storia la disobbedienza che fu causa della nostra morte e di ogni altro male e sofferenza che sono nel mondo. La disobbedienza di Eva prima conquistò Adamo e rese anche lui disobbediente. Da questa disobbedienza iniziale il mondo è rovinosamente precipitato nella non conoscenza di Dio, non conoscenza che la Scrittura chiama con una sola parola: Idolatria. La creatura prende il posto del Creatore. La creatura viene adorata al posto del Creatore. Con Gesù questa tendenza di morte viene interrotta. Egli porta nel mondo la vera obbedienza e in questa obbedienza è chiamato ad entrare il mondo intero. Da questa obbedienza è scaturito quel fiume di vita eterna che deve rinnovare ogni cuore, salvare ogni anima, rigenerare l'uomo e consegnarlo obbediente e santo al suo Signore. Tutto è dall'obbedienza di Cristo Gesù e chi entra in questa sua obbedienza, entra nella vita vera, possiede la vita eterna. Cristo Gesù in tal senso è il Nuovo Adamo, il nuovo Principio della vita per ogni uomo. La nuota vita è dalla sua obbedienza, ma è anche nella sua obbedienza. Chi non entra nell'obbedienza di Cristo non possiede la vita. Rimane nella sua morte e in essa consuma i suoi giorni nel tempo, ma anche nell'eternità.
Terzo principio: La donna Cananea insegna a noi tutti come vincere Cristo Gesù per mezzo della fede. La sua è fede che vince ogni cosa. La sua è fede provata, ma alla fine vittoriosa. La sua è una fede ricca di sapienza e di intelligenza. È una fede che sa cogliere il più piccolo spiraglio di speranza nella Parola di Cristo Gesù e attraverso di esso entra nel cuore del Signore e lo muove a compassione, a pietà. Di questa fede abbiamo tutti bisogno. Essa è una fede saggia, intelligente, sapiente, risoluta, forte, invincibile, non arrendevole, resistente sino a che il miracolo o la grazia non siano stati ottenuti. Quella della donna è una fede implorante, ma anche attenta ad ogni parola che esce dalla bocca di Cristo Gesù. Poiché attenta, sa come rispondere al momento giusto. Questa donna Cananea condanna quella fede morta, insipiente, stolta che è assopita dentro di noi e che è incapace di un qualche dialogo con Gesù. È incapace anche di trasformarsi in preghiera accorata. Almeno ci fosse la preghiera accorata. Sarebbe questo un grande segno che almeno crediamo nell'Onnipotenza di Cristo e che lo invochiamo perché venga in nostro aiuto. Cristo Gesù si lascia sempre vincere da quella fede capace di vincere ogni cosa, capace di offrire a Lui la ragione per cui Egli non può negarci la grazia, ma ce la deve concedere per non cadere in contraddizione con la Parola che Lui stesso ha proferito.
VANGELO - Dal vangelo secondo Matteo (Mt 15, 21-28)
In quel tempo, partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone.
Gesù è ora in territorio pagano. Lo Spirito Santo lo muove perché si rechi tra quanti non appartenevano al popolo di Dio.
La mozione dello Spirito Santo è sempre misteriosa.
Le ragioni della mozione sono nello Spirito del Signore non in chi si lascia da Lui muovere.
La mozione è veramente dello Spirito Santo quando essa non passa per la nostra mente, il nostro cuore, la nostra volontà, i nostri desideri.
Se noi vi mettiamo qualcosa, qualcosa che viene da noi, o la mozione è impura, oppure non proviene dallo Spirito Santo.
L'onestà esige che si dia allo Spirito Santo ciò che è dello Spirito Santo e all'uomo ciò che è dell'uomo.
Ogni confusione è solo menzogna e falsità umana.
Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: Pietà di me, Signore, figlio di Davide.
Una donna straniera, una Cananèa, che veniva proprio da quelle regioni, supplica Gesù con grido accorato: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide".
In questa donna c'è qualcosa che lacera il suo cuore.
Il suo grido è il frutto di questa lacerazione. Quando il dolore è grande, grande è anche il nostro grido di aiuto.
Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio.
Il dolore di questa donna non è per la sua persona. È invece per sua figlia.
Ella ha una figlia che è crudelmente tormentata da un demonio.
Non sappiamo quale fosse esattamente la condizione della figlia di questa donna.
Sappiamo però che la sua condizione è estremamente grave.
Essa parla di un tormento crudele.
È un tormento senza pietà.
È questo tormento senza pietà il motivo che spinge questa donna a rivolgersi a Gesù.
La donna vede in Gesù il Messia di Israele.
Vede in Lui uno che può veramente aiutarla.
Vede tutto questo, perché la fama di Gesù ormai si era diffusa nel mondo circostante. Tutti sapevano chi era Gesù e cosa era capace di fare.
Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Dinanzi al grido della donna Gesù rimane muto.
Non rivolge alla donna neppure una parola.
Il silenzio è assoluto da parte di Gesù.
Gesù sa come intervenire efficacemente per aiutare la fede delle persone a divenire perfetta. Lo sa e lo attua. Questa scienza deve possedere ogni uomo di Dio.
Chi possiede questa scienza fa sì che ogni fede cresca, maturi, si sviluppi, produca veri frutti di salvezza.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: Esaudiscila, vedi come ci grida dietro.
Vedendo il silenzio di Gesù, si fanno avanti i discepoli e lo implorano perché esaudisca la donna: "Esaudiscila, vedi come ci grida dietro".
I discepoli si lasciano conquistare dal grido straziante della donna.
La pietà ha mille volti. Di ogni volto essa si può servire per trasformarsi in intercessione, in un ulteriore grido di aiuto. Questi volti dobbiamo noi imparare a conoscere. A questi volti dobbiamo noi sempre prestare la nostra voce.
Noi siamo chiamati ad essere voce di ogni volto attraverso il quale la pietà si manifesta.
I discepoli divengono voce del dolore della donna.
Ma egli rispose: Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele.
Gesù rivela loro il motivo del suo silenzio. Lui è stato mandato solo per le pecore perdute della casa di Israele. La sua missione è circoscritta.
Lui non è per i Pagani. Lui è per gli Ebrei.
Questa missione il Padre gli ha affidato, Questa missione Lui deve adempiere e realizzare, portare a compimento.
Altro non può fare, perché altro non gli è stato chiesto di fare.
Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: Signore, aiutami!
Ora la donna non grida più da lontano.
Ora essa si prostra dinanzi a Gesù.
A Lui ripete il suo grido di aiuto: "Signore, aiutami!".
Ora Gesù non può tacere.
Ora le deve dare una risposta: o sì, o no. Ma una risposta è giusto che le venga data.
Ed egli rispose: Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini.
Gesù la risposta la dona: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini".
Gesù è venuto per tutti i figli di Dio, che sono i figli del suo popolo.
Costoro Egli deve nutrire.
A costoro Egli deve dare il buon pane.
Egli non può prendere il pane dei figli di Dio e darlo a quanti non sono figli di Dio, a quanti sono nella casa di Dio, ma ancora sono come cagnolini.
Stanno nella casa, non sono figli, sono cagnolini.
Lui deve trattare quanti non sono del suo popolo come si trattano i cagnolini.
Se l'intento di Gesù è quello di provare la fede di questa donna, dicendole la verità sulla sua condizione, parola più forte di questa mai potrà trovarsi.
Una cosa nel Vangelo è certissima: mai Gesù ha detto qualcosa che non fosse purissima e santissima verità.
Questo significa che c'è distinzione reale tra chi adora il vero Dio e chi non lo adora, tra chi lo conosce e chi non lo conosce, tra chi lo segue e chi non lo segue, tra chi fa la sua volontà e chi la trasgredisce, tra chi è figlio dell'Alleanza Antica e Nuova e tra chi figlio dell'Alleanza non è.
La frase di Gesù non è di disprezzo.
Essa è di pura realtà.
I pagani non sono ancora figli di Dio. Non hanno ancora stretto con Lui l'Alleanza della grazia e della verità.
Non per questo sono da disprezzare, da rinnegare, da allontanare.
Anche loro sono nella casa di Dio, ma c'è una differenza sostanziale con coloro che sono figli di Dio per adozione.
L'adozione nell'Antico Testamento ancora non era perfetta.
L'Alleanza però introduceva nella familiarità con Dio.
Oggi tutti i moderni iconoclasti della verità, i veritoclasti, affermano che non c'è più alcuna differenza né in Dio né nell'umanità.
Questi moderni veritoclasti sono i veri distruttori non solo della fede cattolica, ma di ogni altra credenza religiosa.
La tentazione inizia sempre con la negazione di una verità.
Negata una verità, passa subito a negarne altre e altre ancora.
Basta che essa apre un solo piccolissimo varco, poi sa come distruggere l'intero complesso della verità.
Ora la tentazione è riuscita ad affermare la non differenza in Dio e in chi crede nell'unico Dio, domani, anzi oggi stesso sta affermando che non c'è alcuna differenza tra chi crede in un qualche Dio e chi non crede affatto.
Non c'è differenza perché la salvezza è per tutti. O si crede, o non si crede, il risultato finale è uno solo: la salvezza eterna per ogni uomo.
La tentazione sa come distruggere l'uomo.
Togliendolo dalla sfera e dall'obbedienza dell'unico solo vero Dio.
Il solo unico vero Dio è il Padre di nostro Signore Gesù Cristo.
La differenza è essenza della fede. Dove non c'è differenza, lì non c'è vera fede.
E` vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni.
La donna accetta di essere considerata da Cristo e da Dio come un cagnolino che sta nella sua casa.
La donna accetta anche l'altra conclusione di Gesù: "Non è giusto prendere il pane dei figli per darlo ai cagnolini".
Ora però Gesù deve anche Lui accettare la realtà delle cose così come esse stanno.
Nella casa nessuno si piega a raccogliere le briciole che cadono dalla mensa del padrone.
Queste briciole sono raccolte dai cagnolini.
Anche dalla strettissima missione di Gesù possono cadere delle briciole.
Una briciola è sufficiente per salvare sua figlia.
Non si toglie nulla ai figli, si salva una cagnolina con una sola briciola.
Gesù non può non accogliere il ragionamento della donna.
Gesù è vero uomo, vero uomo dalla somma sapienza ed intelligenza.
La sua somma sapienza ed intelligenza dona alla donna la risposta secondo verità, secondo la verità che la donna suggerisce a Gesù.
Allora Gesù le replicò: Donna, davvero grande è la tua fede!
La tua fede è davvero grande, Donna!
Dinanzi alla tua fede la mia somma sapienza ed intelligenza deve tacere.
Prima facevo silenzio per mettere alla prova la tua fede.
Ora faccio silenzio per esaudire la tua fede.
Ti sia fatto come desideri.
La tua fede ha vinto.
Avvenga secondo la tua fede.
Tutto si compia secondo la tua richiesta.
E da quell'istante sua figlia fu guarita.
Ciò che Gesù dice avviene.
Ciò che Lui vuole si compie.
La figlia della donna è guarita a partire da quello stesso istante.
Nessun lasso di tempo tra il comando e la realizzazione.
Questa è l'onnipotenza di Gesù Signore.
Il miracolo è sempre un incontro tra la grazia di Dio e la fede dell'uomo.
Il miracolo si compie sempre dietro prova della fede dell'uomo.
Dobbiamo stare attenti nell'ora della prova a non cadere dalla fede.
Dobbiamo sempre nell'ora della prova manifestare al Signore la fermezza della nostra fede, assieme alla sua verità.
Dobbiamo nell'ora della prova crescere in una fede più grande.
Dobbiamo nell'ora della prova ridurre al silenzio Gesù.
Gesù, sulla nostra fede, non deve avere mai nulla da obiettare.
Cosa chiede questa donna straniera a Cristo Gesù?
Come glielo chiede?
Quale fu la prima risposta di Gesù?
Come intercedono gli Apostoli presso Gesù in favore di questa donna?
Quale fu la risposta di Gesù?
Cosa fa ancora la donna?
Cosa le risponde Gesù e cosa la donna risponde a Gesù?
Prima conclusione: Come lo Spirito Santo muova un cuore è la cosa più misteriosa che esista. Il silenzio di Cristo Gesù è tutto pervaso di Spirito Santo. A volte Gesù risponde con immediatezza ad una richiesta di miracoli: "Avvenga secondo la tua fede". Altre volte è come se Gesù fosse sordo ad ogni richiesta di aiuto. È come se Lui fosse assorto in qualche altra cosa. È come se la richiesta non lo interessasse per nulla. È quanto avviene con questa donna Cananea. Essa chiede il miracolo e Gesù non le rivolge neanche una parola, un cenno, il più piccolo dei gesti. Ma noi sappiamo che tutto in Gesù è insegnamento, ammaestramento, rivelazione. Anche il silenzio fa parte del suo modo di essere nostro Maestro nella verità del Padre suo. Chi lo muove al silenzio, o a parlare è però sempre lo Spirito Santo, il quale sa qual è il bene per l'anima che è dinanzi a Gesù, bene particolare, ma anche quale più grande bene deve nascere per il mondo intero attraverso il comportamento di Gesù. Il silenzio di Gesù mette a dura prova la fede della donna. Quando la nostra fede è provata, il nostro comportamento non deve essere di abbandono, ma di insistenza. Dinanzi alle ragioni di Cristo siamo noi chiamati ad offrire a Cristo le ragioni a partire proprio dalle sue ragioni per cui il miracolo deve essere fatto e la grazia concessa. Solo lo Spirito Santo sa queste cose e solo Lui misteriosamente muove i cuori all'azione. Poiché vera mozione dello Spirito Santo, diviene e si fa per noi rivelazione, ammaestramento, insegnamento.
Seconda conclusione: Gesù nel Vangelo manifesta la sua pietà, il suo amore, la sua misericordia in molti modi. La sua compassione verso gli uomini ha mille volti .Per ogni uomo c'è il suo modo, il suo volto. Per ogni persona Gesù si serve di una particolare manifestazione. Chi gli suggerisce il modo attraverso il quale accogliere ogni singola persona è il Padre suo. Il Padre lo fa attraverso l'opera dello Spirito Santo. È giusto che noi entriamo per quanto ci è possibile in questo mistero. Il bene non è solo per il momento, non è neanche per la singola persona che lo riceve. C'è un bene immediato, per il singolo, ma questo bene deve trasformarsi in bene per l'umanità intera, deve divenire rivelazione, ammaestramento, insegnamento. Deve manifestare a molti altri cuori le infinite modalità attraverso cui è possibile a Dio fare il bene. Ogni cuore è diverso da un altro cuore e così dicasi delle anime. Ognuna ha una sua storia particolare. Ognuna può dare all'umanità intera qualche cosa di sé, può rivelare la bellezza con la quale il Signore l'ha adornata. Dio nel fare il bene manifesta la sua carità dagli infiniti volti, manifestando gli infiniti volti della sua carità, rivela anche gli infiniti volti delle anime. Dio vede ogni anima come persona singola, unica. Dio tratta ogni anima secondo la sua unicità e singolarità. Questa stessa preoccupazione dovremmo avere noi tutti, che siamo discepoli di Gesù. Anche per noi la carità dovrebbe avere mille infiniti volti, tanti volti quante sono le anime che il Signore mette dinanzi ai nostri occhi e che ci chiedono un po' del nostro bene, del nostro amore, della nostra misericordia, della nostra compassione. La massificazione delle anime non è cristiana, come non è cristiana l'abolizione delle differenze tra anima e anima. Chi ci darà la sensibilità necessaria per trattare ogni anima secondo la sua unicità e singolarità? Lo Spirito Santo. Come l'ha sempre data a Cristo Gesù, così la può sempre donare a noi, ad una condizione però: che viviamo sempre nello stato di grazia e che precediamo la nostra carità da una perenne, costante, diuturna preghiera a Lui, allo Spirito Santo, il solo che muove cuore e mente perché ogni cosa si faccia secondo la sua divina ed eterna sapienza ed intelligenza.
Terza conclusione: Le briciole dell'amore si possono sempre raccogliere. Queste briciole non solo dobbiamo permettere che vengano raccolte, mai dobbiamo impedire che siano raccolte. Una sola briciola d'amore può salvare una vita, può dare salute, infondere speranza, riscaldare un cuore, liberarlo dalla sua solitudine, impedire che cada nello sconforto, o peggio nella disperazione. Queste briciole d'amore ognuno le può donare. Non costano nulla donarle. Anzi sono esse stesse che cadono dalle nostre mani, dalla nostra tavola, dalla nostra vita. Lasciando che vengano raccolte le nostre briciole, noi non perdiamo niente, chi le raccoglie guadagna tutto. Da sempre, anche nell'antichità, le briciole, ciò che cadeva, ciò che rimaneva era sempre per i poveri, per coloro che non avevano niente. Ma anche noi possiamo volutamente lasciare che qualche briciola cada dalla nostra vita per aiutare i più poveri, i bisognosi. Basta limitare i nostri vizi, basta vivere di temperanza, di sobrietà, basta togliere dalla nostra vita il superfluo, ciò che è inutile, che non ci serve, che è di più, che è anche peccato concederselo, per dare sollievo e conforto all'umanità intera. Per questo occorre che ci sia nel nostro petto lo stesso cuore misericordioso, pietoso del Padre. "Io sono pietoso", dice il Signore. "Io penso a tutti", ci ripete il Signore. "Io amo l'orfano e la vedova", rivela Dio. Questo cuore solo il Signore può metterlo nel nostro petto. Cristo proprio per questo è venuto: per darci questo cuore nuovo, capace di amare, di vedere, di rinunziare, di essere sobrio, di pensare agli altri, di mettere da parte qualche briciola per i fratelli. Non si tratta di spogliarci noi per arricchire gli altri. Questo Cristo lo ha fatto. Si è spogliato Lui e con la sua ricchezza ha arricchito noi tutti. Questo i santi sono stati capaci di farlo. Se tutti noi che non siamo santi iniziassimo dalle briciole, il mondo già si accorgerebbe che noi siamo discepoli di Gesù. Basta poco per rivelare la nostra identità. Basta una briciola di amore messa a servizio di ogni altra persona che versa nel bisogno. Possiamo iniziare a imitare Booz, il quale aveva dato quest'ordine ai suoi mietitori nei riguardi di Rut, che era andata a raccogliere briciole di grano nel suo campo: "Noemi aveva un parente del marito, uomo potente e ricco della famiglia di Elimèlech, che si chiamava Booz. Rut, la Moabita, disse a Noemi: Lasciami andare per la campagna a spigolare dietro a qualcuno agli occhi del quale avrò trovato grazia. Le rispose: Va', figlia mia. Rut andò e si mise a spigolare nella campagna dietro ai mietitori; per caso si trovò nella parte della campagna appartenente a Booz, che era della famiglia di Elimèlech. Ed ecco Booz arrivò da Betlemme e disse ai mietitori: Il Signore sia con voi! Quelli gli risposero: Il Signore ti benedica! Booz disse al suo servo, incaricato di sorvegliare i mietitori: Di chi è questa giovane? Il servo incaricato di sorvegliare i mietitori rispose: E` una giovane moabita, quella che è tornata con Noemi dalla campagna di Moab. Ha detto: Vorrei spigolare e raccogliere dietro ai mietitori. E` venuta ed è rimasta in piedi da stamattina fino ad ora; solo in questo momento si è un poco seduta nella casa. Allora Booz disse a Rut: Ascolta, figlia mia, non andare a spigolare in un altro campo; non allontanarti di qui, ma rimani con le mie giovani; tieni d'occhio il campo dove si miete e cammina dietro a loro. Non ho forse ordinato ai miei giovani di non molestarti? Quando avrai sete, va’ a bere dagli orci ciò che i giovani avranno attinto. Allora Rut si prostrò con la faccia a terra e gli disse: Per qual motivo ho trovato grazia ai tuoi occhi, così che tu ti interessi di me che sono una straniera? Booz le rispose: Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso un popolo, che prima non conoscevi. Il Signore ti ripaghi quanto hai fatto e il tuo salario sia pieno da parte del Signore, Dio d'Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti. Essa gli disse: Possa io trovar grazia ai tuoi occhi, o mio signore! Poiché tu mi hai consolata e hai parlato al cuore della tua serva, benché io non sia neppure come una delle tue schiave. Poi, al momento del pasto, Booz le disse: Vieni, mangia il pane e intingi il boccone nell'aceto. Essa si pose a sedere accanto ai mietitori. Booz le pose davanti grano abbrustolito; essa ne mangiò a sazietà e ne mise da parte gli avanzi. Poi si alzò per tornare a spigolare e Booz diede quest'ordine ai suoi servi: Lasciatela spigolare anche fra i covoni e non le fate affronto; anzi lasciate cadere apposta per lei spighe dai mannelli; abbandonatele, perché essa le raccolga, e non sgridatela. Così essa spigolò nel campo fino alla sera; batté quello che aveva raccolto e ne venne circa una quarantina di chili di orzo. Se lo caricò addosso, entrò in città e sua suocera vide ciò che essa aveva spigolato. Poi Rut tirò fuori quello che era rimasto del cibo e glielo diede. La suocera le chiese: Dove hai spigolato oggi? Dove hai lavorato? Benedetto colui che si è interessato di te! Rut riferì alla suocera presso chi aveva lavorato e disse: L'uomo presso il quale ho lavorato oggi si chiama Booz. Noemi disse alla nuora: Sia benedetto dal Signore, che non ha rinunciato alla sua bontà verso i vivi e verso i morti! Aggiunse: Questo uomo è nostro parente stretto; è di quelli che hanno su di noi il diritto di riscatto. Rut, la Moabita, disse: Mi ha anche detto: Rimani insieme ai miei servi, finché abbiano finito tutta la mia mietitura. Noemi disse a Rut, sua nuora: E` bene, figlia mia, che tu vada con le sue schiave e non ti esponga a sgarberie in un altro campo. Essa rimase dunque con le schiave di Booz, a spigolare, sino alla fine della mietitura dell'orzo e del frumento. Poi abitò con la suocera" (Rut 2,1-23).
Ingresso
Grandi cose di te si cantano, o Maria: oggi sei stata assunta sopra i cori degli Angeli e trionfi con Cristo in eterno.
Colletta
O Dio, che volgendo lo sguardo all'umiltà della Vergine Maria l'hai innalzata alla sublime dignità di madre del tuo unico Figlio fatto uomo, e oggi l'hai coronata di gloria incomparabile, fa’ che, inseriti nel mistero di salvezza, anche noi possiamo per sua intercessione giungere fino a te nella gloria del cielo. Per il nostro Signore...
I Lettura (1 Cr 15, 3-4. 15-16; 16, 1-2)
In quei giorni, Davide convocò tutto Israele in Gerusalemme per trasportare l'arca del Signore nel posto che le aveva preparato. Davide radunò i figli di Aronne e i leviti. Dei figli di Keat: Urièl il capo con i centoventi fratelli; dei figli di Merari: Asaia il capo con i duecentoventi fratelli; dei figli di Gherson: Gioele il capo con i centotrenta fratelli; dei figli di Elisafan: Semaia il capo con i duecento fratelli; dei figli di Ebron: Eliel il capo con gli ottanta fratelli; dei figli di Uzziel: Amminadàb il capo con i centodieci fratelli. Davide chiamò i sacerdoti Zadòk ed Ebiatàr e i leviti Urièl, Asaia, Gioele, Semaia, Eliel e Amminadàb e disse loro: Voi siete i capi dei casati levitici. Santificatevi, voi e i vostri fratelli. Quindi trasportate l'arca del Signore, Dio di Israele, nel posto che io le ho preparato. Poiché la prima volta voi non c'eravate, il Signore nostro Dio si irritò con noi; non c'eravamo infatti rivolti a voi, come conveniva. I sacerdoti e i leviti si santificarono per trasportare l'arca del Signore Dio di Israele. I figli dei leviti sollevarono l'arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. Davide disse ai capi dei leviti di mandare i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cembali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia. Così introdussero e collocarono l'arca di Dio al centro della tenda eretta per essa da Davide; offrirono olocausti e sacrifici di comunione a Dio. Terminati gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo in nome del Signore.
Salmo (Sal 131)
Sorgi, Signore, tu e l'arca della tua gloria!
Ecco, abbiamo saputo che era in Efrata, l'abbiamo trovata nei campi di Iàar. Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.
I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia, i tuoi fedeli cantino di gioia. Per amore di Davide tuo servo non respingere il volto del tuo consacrato.
Il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua dimora: Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l'ho desiderato.
II Lettura (1 Cor 15, 54-57)
Fratelli, quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo.
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia. Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono con amore. Alleluia.
Vangelo (Lc 11, 27-28)
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte! Ma egli disse: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!
Sulle Offerte
Il sacrificio di riconciliazione e di lode, che ti offriamo, o Padre, nell'Assunzione della beata Vergine Maria, Madre di Dio, ci ottenga il perdono dei peccati e trasformi la nostra vita in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
Dopo la Comunione
Signore Dio nostro, che ci hai nutrito del pane di vita eterna nel ricordo della gloriosa Assunzione della beata Vergine Maria, concedi ai tuoi fedeli di essere liberati da ogni male nella vita presente e nella futura. Per Cristo nostro Signore.
Primo principio: L'Arca dell'Alleanza era un cofanetto a forma rettangolare nel quale erano contenute le Tavole della Legge, il Libro della Legge e un po' di manna.. Era il segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Quando il Signore parlava a Mosè, parlava dal coperchio dell'Arca o propiziatorio. Il popolo camminava con l'Arca, l'Arca camminava con il popolo: un solo cammino. Quando fu terminato il tempio di Gerusalemme essa fu collocata nel Santo dei Santi, nel cuore del tempio. Oggi Maria è collocata nel santo dei santi del Paradiso, nel cuore del Cielo di Dio. Oggi Ella è chiamata a sedere Regina del cielo e della terra, Regina degli Angeli e dei Santi, alla destra del Figlio, che a sua volta è alla destra del Padre. L'assunzione in cielo in corpo ed anima segna l'intronizzazione della Vergine Maria. Ella ha dato al mondo la luce della vita, il Figlio Unigenito del Padre. Nel suo seno, il Verbo eterno si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Oggi il Figlio del Padre e della Madre, il vero Dio e il vero uomo, colui che ha trionfato sulla morte, dona il suo trionfo anche alla Madre sua e la fa sedere alla sua destra. Questa è la gloria che oggi la Chiesa canta della Vergine Maria.
Secondo principio: La Vergine Maria oggi entra in Cielo, viene assunta dall’Onnipotenza di Dio in corpo ed anima. Entra però non con il suo corpo mortale, di carne, ma con il corpo glorioso, trasformato in luce come Dio è Luce, avvolto di gloria eterna come Dio è Gloria eterna. Cristo Gesù l’ha associata alla sua vittoria sulla morte e sugli inferi. Come l’Arca di Dio è stata collocata nel cuore del tempio di Gerusalemme, così la Vergine Maria è stata posta nel cuore del Cielo, del Paradiso, alla destra del Figlio suo. Il Figlio è nella gloria della risurrezione, la Madre è nella stessa gloria. La morte non ha più potere sul Figlio, non ha potere neanche sulla Madre. Madre e Figlio avvolti da una stessa gloria, una stessa luce, uno stesso onore. Il Figlio ha dato alla Madre la sua vita tutta spirituale allo stesso modo che la Madre ha dato al Figlio tutta la sua vita del corpo. È grande il mistero che unisce la Madre e il Figlio. È un mistero tanto grande, tanto forte, tanto profondo che quasi lo si può considerare un unico e solo mistero. Ciò che è del Figlio è anche della Madre. Ciò che è della Madre è anche del Figlo. Un solo dono, un solo amore, una sola luce, una sola vita. Ciò che Cristo Gesù ha per natura e per essenza divina, Maria ce l’ha per dono, per purissima grazia del Figlio suo. È questo il grande mistero che oggi si celebra sulla terra e nel cielo.
Terzo principio: La beatitudine soprannaturale della Vergine Maria è il frutto anche della sua fede. Maria è eternamente beata perché ha creduto. È Madre del Figlio dell’Altissimo a motivo della sua fede: “Avvenga di me secondo la tua Parola”. In assenza di fede non ci potrà mai essere vera beatitudine, perché la vita vera di un essere umano è solo dalla fede. Cosa è infatti la beatitudine se non la pienezza della vita? Donde nasce la pienezza della vera vita se non dalla fede? Maria ha creduto ed è divenuta Madre del Figlio dell’Altissimo. Ha creduto ed è stata costituita Madre di tutti i credenti in Cristo. Ha creduto ed è stata fatta Madre della Redenzione. Ha creduto ed è stata ricoperta della gloria del cielo. Ha creduto ed è Regina del Cielo e della terra. L’atto di fede della Vergine Maria non si è esaurito nel momento dell’Annunciazione. Esso ha accompagnato tutta la vita terrena della Madre di Gesù. L’atto perfetto di fede è stato dato a Dio al momento della crocifissione del Figlio. Lì Ella ha creduto che sulla croce c’era affisso il Figlio Unigenito del Padre, il cui regno non avrebbe avuto mai fine. La beatitudine eterna è dono di Dio, come dono di Dio è anche la beatitudine sulla terra. Essa è però anche il frutto della nostra fede, è il frutto di quella obbedienza perfettissima che fa sì che tutta la nostra vita sia per sempre del Signore: sia del Signore sulla terra e nel cielo, oggi e sempre.
Vangelo (Lc 11, 27-28)
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando,
Gesù sta parlando alle folle.
Erano sempre molti coloro che accorrevano a Lui per ascoltarlo.
C'era troppa sete di verità a quei tempi.
Gesù era il solo capace di dissetare ogni cuore, di colmare ogni sete e ogni fame con il dono della vera Parola di Dio.
Quando Gesù ammaestrava, o parlava, o insegnava, o raccontava delle Parabole, c'era sempre una qualche reazione, a volte anche imprevedibile, inattesa, che sgorgava dal cuore delle persone.
una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!
Oggi è una donna che rimane colpita dalle parole di Gesù, dal suo insegnamento.
Non riesce a trattenere la sua ammirazione per Gesù nel suo cuore. Deve gridarla. Tutti devono sentire ciò che ella prova nel sentire parlare Gesù.
Le sue parole si innalzano di mezzo alla folla: "Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!".
Questa donna proclama la Vergine Maria, la Madre di Gesù, beata e benedetta.
La Vergine Maria è beata perché ha dato la vita a Cristo Gesù.
È beata anche perché lo ha nutrito al suo seno.
La beatitudine di questa donna è un fatto di pura immanenza.
È come se Gesù fosse grande perché generato da una donna grande.
È come se la Vergine Maria fosse grande perché ha generato un uomo grande.
Siamo in ambito puramente terreno.
È questo un modo comune di pensare, di relazionarci, di vedere la realtà.
Ma egli disse: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!
Gesù invece eleva sempre il nostro sguardo oltre il nostro mondo.
Lo eleva sempre in Dio.
Quello che è bello in Gesù è questo: Lui, in ogni occasione, dinanzi ad ogni uomo, per qualsiasi questione, mai lascia le persone che lo ascoltano nei loro pensieri terreni.
Sempre porta i loro pensieri, i loro ragionamenti, la visione del loro cuore e della loro mente a confrontarsi sempre con la verità trascendente.
La verità trascendente per Cristo Gesù è una cosa sola: la volontà del Padre suo.
Chi è beato?
Non chi genera e non chi è generato.
È beato chi ascolta la parola di Dio e la osserva.
La beatitudine della Vergine Maria non è per aver generato Gesù.
È beata perché ha creduto alla Parola dell’Angelo.
È beata perché ha creduto alla Parola di Dio che le è stata annunziata.
È beata perché ha osservato la Parola ascoltata, consegnando ad essa tutta la sua vita.
La Vergine Maria è beata perché Lei è la Donna della fede, la Madre nella fede per tutte le genti.
È questo il grande mistero che si è compiuto in Maria.
Anche Gesù è grande e beato non perché nato da una donna così grande, eccelsa, elevata.
È grande perché anche Lui ha consegnato interamente la sua vita alla volontà del Padre.
Lui è dalla volontà del Padre nella terra e nei cieli, perfetto nella volontà del Padre nei cieli, perfetto anche sulla terra.
Lui è il vero nostro modello.
La preghiera del Padre nostro: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra" è perfettamente compiuta in Gesù.
Pienamente Gesù dona la sua volontà al Padre nel cielo, prima della creazione del mondo.
Pienamente Gesù dona la sua volontà al Padre una volta che è venuto nel mondo.
Prima l’ha data come Verbo eterno del Padre.
Dopo l’ha data come Verbo Incarnato.
L’ha data da solo vero Dio prima dell’Incarnazione.
L’ha data come vero Dio e vero Uomo con l’Incarnazione.
Come è stata totale quella nel cielo, così è stata totale quella sulla terra.
Sulla terra e nel cielo, nel cielo e sulla terra il dono è stato pieno, totale, perfetto.
Nulla che è del Verbo è del Verbo, perché tutto è del Padre.
Nulla che è del Verbo Incarnato è del Verbo Incarnato, perché tutto è del Padre.
La Vergine Maria è beata perché ha creduto, ha ascoltato, ha osservato tutta la Parola di Dio.
Gesù è grande perché ha ascoltato il Padre e ha fatto sempre tutta la volontà del Padre.
Il compimento della volontà di Dio è la sola grandezza per un uomo, la sola fonte della sua beatitudine sulla terra e nel cielo, nel tempo e nell’eternità.
La Chiesa, celebrando l’Assunzione della Vergine Maria in cielo in corpo ed anima, insegna al mondo intero che questo mistero è dono di Dio, ma è anche il frutto della fede di Maria, del suo fedele ascolto di ogni Parola che è uscita dalla bocca di Dio.
In che senso il grido della donna è rivestito di pura immanenza?
Per Gesù invece qual è la fonte della vera grandezza di un uomo?
Perché la Vergine Maria è veramente beata?
Ascoltare la Parola di Dio è sufficiente per essere beati?
Osservare senza ascoltare genera in noi vera beatitudine?
Perché ascoltare ed osservare devono essere una cosa sola?
Come Gesù trasforma sempre l’immanenza in trascendenza?
Prima conclusione: La donna che di mezzo alla folla grida a Gesù: “Beato il ventre che ti ha partorito e il seno da cui hai preso il latte”, possiede una visione di immanenza della vita. Essa pensa che tutto sia un fatto di natura. Gesù è grande perché la Madre sua è stata umanamente grande. Ha saputo fare qualcosa per Lui. Lo ha concepito, partorito, allevato, educato, tirato su. Se Cristo Gesù è grande è perché la Madre sua è grande. È grande però in una visione fin troppo umana, naturale. C’è un rapporto di grandezza naturale, umana, terrena, di questo mondo. Insomma di vera e pura immanenza. Questa donna si dimentica del tutto di Dio, della sua grazia, misericordia, verità, sapienza, saggezza, amore, carità, ogni altro dono che può discendere solo dal Cielo, dal trono della verità e della grazia. Questa donna ha una visione troppo angusta della nostra umanità. Essa pensa che tutto debba circoscriversi nell’ambito della pura e sola immanenza.
Seconda conclusione: Gesù sempre corregge le idee e i pensieri errati di tutti i suoi ascoltatori. Lui mai lascia che una falsità si insinui nella mente di una persona. Una sola falsità è la morte stessa della fede. Non si può camminare con Dio nella falsità. Non si può parlare della verità di Dio, della sua Parola e poi abbandonare qualcuno ai suoi pensieri di non verità e di non giustizia. Gesù dice alla donna che la vera beatitudine di sua Madre non è quella di averlo generato, o di averlo allattato al seno. Questo è solo un fatto naturale. Questo è un fatto di tutti i bambini e di tutte le madri. La grandezza della Madre sua non è un fatto di natura, è bensì un fatto soprannaturale, di purissima e santissima fede. Gesù è beato perché il Figlio di una donna beata. La donna è beata non perché ha nutrito e fatto crescere Gesù. È beata perché è sempre e solo dalla Parola di Dio, sempre e solo dalla fede in Lui. Maria è la donna purissima della fede, dell’ascolto, della consegna al suo Dio e Signore, del dono totale di sé, del suo essere posta a servizio per sempre e di aver sempre obbedito ad ogni Parola che è uscita dalla bocca di Dio. Cristo Gesù è beato non solo perché ha ricevuto la vita fisica della Madre, ma anche perché la Madre gli ha trasmesso tutta la sua vita spirituale. Nella purissima fede e dalla purissima fede Maria, ma anche Gesù. Anche Gesù è dalla verità, dalla fede, dalla carità, dall’amore, dalla speranza della Madre. È questo il grande mistero che si è compiuto in Cristo mediante la vita della Vergine Maria: lui ha attinto dalla Madre non solo la vita del corpo, ma anche e in modo del tutto particolare la vita anche dello spirito. Maria non solo ha dato il latte a Gesù, gli ha dato tutta la sua vita spirituale. La vita spirituale della Vergine è una cosa sola: purissima e intensissima fede nella Parola del Signore. È questo il mistero della vita di Gesù e della Madre sua.
Terza conclusione: La beatitudine è ascolto e vita nella Parola di Dio. Si ascolta la Parola di Dio non per un’ora, per un giorno, per un mese, per un anno, per un decennio. La Parola di Dio si ascolta ogni giorno fino al termine nella nostra vita. Così dicasi della vita: non si vive nella Parola di Dio per un’ora, per un giorno, per un mese, per un anno, per qualche decennio, nella Parola di Dio si vive per sempre, per tutti i giorni della nostra permanenza sulla terra, nel nostro corpo mortale. Della Vergine Maria è proprio la perennità. Ella è sempre rimasta nell’ascolto del Signore che parlava al suo cuore. Ella ha sempre perseverato nel vivere ogni Parola che è uscita, o usciva dalla bocca di Dio. È questo l’unico segreto sia della beatitudine che della gloria di cui Ella oggi è rivestita nel Cielo. Non c’è vera beatitudine per un uomo se non nella vera Parola di Dio. Un uomo è beato per quanto tempo rimane nella Parola del Signore. Se entra e rimane è beato; se non entra, o non vi rimane, perché se ne esce fuori, mai ci potrà essere beatitudine per lui. È beato presso Dio e benedetto chi ascolta la sua Parola e la mette in pratica. È operatore di iniquità chiunque dice la Parola, ma senza ascoltarla, senza metterla in pratica, senza fondare veramente e seriamente la nostra vita su di essa. Questa verità oggi manca all’uomo. Oggi l’uomo pensa che la beatitudine gli venga dal peccato, dalla trasgressione, dal vizio, dal male. Da queste cose gli viene solo la morte. La beatitudine nasce solo dalla fede piena e totale nella Parola di Dio. È questa la nostra verità ed in questa verità è la nostra beatitudine.
Ingresso
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna ammantata di sole, con la luna sotto i suoi piedi
e sul capo una corona di dodici stelle.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
I Lettura (Ap 11, 19; Ap 12, 1-6.10)
Si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo.
Salmo (Sal 44)
Risplende la Regina, Signore, alla tua destra.
Figlie di re stanno tra le tue predilette; alla tua destra la regina in ori di Ofir. Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
Al re piacerà la tua bellezza. Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. Con lei le vergini compagne a te sono condotte; guidate in gioia ed esultanza entrano insieme nel palazzo del re.
II Lettura (1 Cor 15, 20-26)
Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte.
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia. Maria è assunta in cielo; esultano le schiere degli angeli. Alleluia.
Vangelo (Lc 1, 39-56)
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore. Allora Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Sulle Offerte
Salga a te , Signore, il sacrificio che la Chiesa ti offre nella festa di Maria Vergine assunta in cielo, e per sua intercessione i nostri cuori, ardenti del tuo amore, aspirino continuamente a te. Per Cristo nostro Signore.
Dopo la Comunione
O Dio, che in questo sacrificio eucaristico ci hai resi partecipi della tua salvezza, fà che per l'intercessione della Vergine Maria assunta in cielo giungiamo alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
Primo principio: La Vergine Maria è vista dalla Chiesa nella Donna vestita di sole. Maria è vestita di luce. La luce eterna è Dio. Dio l’ha vestita di Sé, della sua Gloria eterna. Non poteva non essere così per Lei che è la Figlia del Padre, la Madre del Figlio, la Mistica Sposa dello Spirito Santo. Con la Santissima Trinità la Vergine Maria vive una relazione unica, solo sua, perché solo sua l’altissima dignità che Dio le ha fatto di essere la Madre di Dio. Maria è vera Madre di Dio perché da Lei è nato il Verbo della vita, quando si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Per tutta l’intera sua esistenza Maria fu solo di Dio. Ora per tutta l’eternità Ella è ancora tutta di Dio. Ella ha reso partecipe il Figlio della sua vera umanità. Il Figlio ora la rende partecipe dello splendore della sua gloria divina ed eterna. Splendore nel suo corpo, nel suo spirito, nella sua anima. Luce nel corpo, nello spirito, nell’anima. Gloria nel corpo, nello spirito, nell’anima. Cosa oggi avviene in Maria per grazia del suo Figlio diletto è mistero che supera ogni umana immaginazione. Solo nella fede possiamo contemplare il mistero, prostrandoci dinanzi ad esso in atteggiamento umile di adorazione per tutta l’eternità. È troppo grande il mistero che si compie in Maria, per poter sperare di coglierlo tutto almeno nel Cielo. Neanche in Paradiso esso sarà tutto svelato ai nostri occhi. Questi dinanzi alla gloria di Maria rimarranno sempre accecati.
Secondo principio: Oggi Maria è assunta in cielo in corpo ed anima, rivestita però della gloria della risurrezione di Cristo Gesù. Noi non sappiamo se Maria sia passata attraverso la morte. La Chiesa non si è voluta pronunciare su tale argomento, lasciandolo alla libera fede dei discepoli del Signore. Noi crediamo nella sua “dormitio”, crediamo cioè che non sia passata attraverso la morte per una ragione teologica seria: Il Redentore e il Vincitore della morte, in previsione dei suoi meriti aveva preservata la Vergine Maria dal peccato originale. La Vergine Maria è posta fuori per privilegio dell’eredità di Adamo che è proprio la morte: “Se ne mangi muori”. La morte non è dovuta alla Vergine Maria. Maria è vera figlia di Adamo, ma preservata dal suo peccato e dalla sua eredità. Neanche a Cristo è dovuta la morte. Lui invece l’assume per vincerla, la vince per dare a noi la sua vittoria. A noi ce la dona facendoci passare attraverso la morte. Alla Vergine Maria l’ha data non facendola passare attraverso la morte. Per singolare privilegio Maria non è stata toccata dal peccato. Per singolare privilegio non è stata toccata dalla morte. La vittoria sulla morte è data dalla trasformazione del suo corpo in luce splendente come la sua anima è luce spendente nell’atto stesso di passare da questo mondo al Padre. L’analogia che Cristo è passato attraverso la morte e la Vergine Maria è passata anche Lei attraverso la morte non regge. Cristo la morte l’ha assunta per noi, al posto nostro, per vincerla, per sconfiggerla, per dare ad ogni uomo la sua vittoria. Oggi Cristo veste la Madre sua nel suo corpo della spiritualità con la quale è stato trasformato il suo corpo nell’atto della sua gloriosa risurrezione: corpo di spirito, di luce, corpo incorruttibile e immortale, corpo glorioso e spirituale.
Terzo principio: Sulla terra la Vergine Maria è la Donna vestita di umiltà. L’umiltà è la sua virtù. L’umiltà è la sua stessa natura. Per natura trasformata, santificata, elevata dalla grazia la Vergine Maria è la Donna dell’umiltà. È la Donna che si è consegnata tutta e sempre alla volontà del Padre. È questa la vera verginità di Maria, vergine nello spirito prima che nel corpo, vergine nell’anima, vergine nella volontà, vergine nei sentimenti, nei desideri, vergine nel cuore. Questa verginità dello spirito e dell’anima è la sua gloria che diviene si fa gloria anche del corpo, essendo stato questo sempre e solo del suo Signore. Alla Vergine Maria Dio ha chiesto veramente tutto ed Ella tutto ha dato al suo Signore. Ha dato tutto, donandosi tutta. La Vergine Maria viveva per obbedire al Padre: “Ecco la serva del Signore. Avvenga di me secondo la tua Parola”. Come tu vuoi, Signore, così avvenga. Come tu dici si faccia. Come tu comandi si compia. Io non ho pensieri, non ho volontà, non ho cuore, non ho corpo, non ho anima. Non ho niente, perché ho consegnato tutto a Te. Io sono nelle tue mani, Signore, in tutto come la creta che hai usato per formare l’uomo. Come tu mi fai, io sarò fatta. Come tu mi plasmi, io sarò plasmata. Come tu mi vuoi, io mi voglio. Io sono la creta e tu colui che mi formi. Formami come tu vuoi ed io mi lascerò formare sempre da te. Dove tu mi poni, io sarò posta. Dove tu mi mandi, io andrò. Quello che tu mi comandi, io lo farò. La Vergine Maria è rivestita di questa umiltà. Questa umiltà è la sua gloria. La Vergine Maria nell’umiltà è Vergine. Mai è stata di se stessa, mai di una creatura. Ella è tutta e solo di Dio sulla terra e nel cielo.
Vangelo (Lc 1, 39-56)
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Dopo aver detto all’Angelo Gabriele: “Ecco la serva del Signore. Avvenga di me quello che hai detto”, la Vergine Maria si mette in viaggio.
La destinazione è una città delle Montagne della Giudea.
È lì che vive sua cugina Elisabetta.
È la cugina che l’Angelo rivelò a Maria essere incinta nella sua vecchiaia. È incinta proprio lei e per di più nella sua vecchiaia, proprio lei che tutti dicevano sterile.
Veramente “nulla è impossibile a Dio”.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Elisabetta non vive da sola.
Vive con il marito Zaccaria. Maria entra nella famiglia di Zaccaria.
È importante questa puntualizzazione.
Solo la Vergine Maria ha concepito senza conoscere uomo, per opera dello Spirito Santo.
Elisabetta ha concepito come Sara, come tutte le altre donne sterili dell’Antico Testamento.
Solo la Vergine Maria concepisce per opera dello Spirito Santo.
Questo privilegio è solo suo e tale rimarrà in eterno.
Maria entra nella casa di Zaccaria e saluta Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.
Qual è il primo frutto di questo saluto?
La santificazione del bambino nel grembo della Madre.
Lo Spirito Santo che è sulla Vergine Maria, si posa sul Bambino e lo riempie di sé.
L’esultanza del bambino è esultanza per essere pieno di Spirito Santo-
Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
Anche su Elisabetta si posa lo Spirito del Signore.
Qual è il frutto dello Spirito Santo che si posa sopra Elisabetta?
Quella di costituirla profeta delle meraviglie che si compiono nella Vergine Maria.
Ecco le meraviglie che Elisabetta vede compiute in Maria:
La Vergine Maria è la Madre del Messia di Dio. La benedetta fra le donne era la Madre del Messia.
Il frutto del grembo di Maria è benedetto perché Lui è il Messia di Dio.
Maria porta nel grembo il compimento di tutte le antiche promesse di Dio. Il Messia è nel suo grembo. Attende solo di nascere e di venire alla luce.
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Maria è vera Madre di Dio.
La Madre di Dio è andata a visitare sua cugina. Qual è il motivo di questa visita.
Noi lo sappiamo qual è il motivo di questa visita: lo Spirito Santo doveva ricolmare di Sé il bimbo che Elisabetta portava nel grembo.
È questo il grande mistero della salvezza: tutti i figli che il mondo porta nel suo grembo devono essere ricolmi di Spirito Santo attraverso altre Persone, a loro volta ripiene esse stesse di Spirito Santo.
La Vergine Maria è il nostro modello perenne. Lei ha detto il suo sì pieno al Padre. Lo Spirito Santo l’ha ricolmata di Sé. Si è posato tutto sopra di Lei. Lei, ripiena di Spirito Santo, ricolma dello stesso Santo Spirito Elisabetta ed il bambino che ella porta nel grembo.
È questo il prodigio che dovrà sempre compiersi per mezzo del cristiano.
Se il cristiano è privo dello Spirito Santo, è spoglio di Lui, il grembo del mondo genererà sempre figli senza Spirito Santo.
Così e solo così si compie il grande mistero della salvezza nel mondo.
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
Elisabetta rivela cosa è successo appena Maria l’ha salutata.
Il suo bambino ha esultato di gioia nel suo grembo.
La gioia è data dalla pienezza dello Spirito Santo. Si compiono le parole proferite dall’Angelo Gabriele a Zaccaria: “Sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo della madre”.
E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore.
Ancora qual è il mistero che lo Spirito Santo ha rivelato ad Elisabetta?
Maria è beata non perché è la Madre del Signore.
È beata perché ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore.
È beata finché crederà nell’adempimento delle parole del Signore.
Anche presso la croce Maria dovrà credere che tutte le parole che l’Angelo le ha dette si compiranno tutte.
Non ne andrà perduta neppure una.
Allora Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
Cosa fa ora lo Spirito Santo che è tutto sulla Vergine Maria?
La costituisce profeta sull’opera del Signore nella storia.
Maria canta la storia che il Signore ha fatto in Lei e farà nel mondo intero, sino alla consumazione dei secoli.
Tutto quanto avviene in Maria è grazia dell’Onnipotente, del Signore, di Dio.
Dio va lodato, benedetto, esaltato, ringraziato, celebrato, osannato.
Dio è il Salvatore della Vergine Maria.
Maria è stata salvata per preservazione dal male, non per liberazione dopo che esso è stato contratto dal suo cuore.
Maria mai ha conosciuto il male.
Non ha conosciuto neanche il peccato originale.
Dio ha operato in Lei una salvezza veramente grande, potente, oltre ogni pensiero umano.
La grazia di Dio in Lei è stata fin dal primo istante del suo concepimento e l’ha guidata per tutti i giorni della sua vita.
È questo il grande mistero che si è compiuto nella Vergine Maria.
Perché Dio ha fatto tutto questo?
Perché Dio ha guardato la sua umiltà.
L’ha guardata e si è innamorato di essa.
L’ha guardata e l’ha voluta interamente per Sé.
L’ha guardata e ha deciso che Maria mai fosse di qualcun altro, neanche per un istante.
Ha deciso che fosse tutta per Lui dal primo istante e per tutta l’eternità.
Questo è il grande mistero che si compie nella Vergine Maria.
In che cosa consiste l’umiltà della Vergine Maria?
Nel pensarsi e nel voler essere sempre tutta di Dio, tutta da Dio, dalla sua grazia, dalla sua volontà, tutta per il Signore, per il compimento di ogni sua Parola.
In questa totale donazione non prese per sé neanche un attimo nell’intera sua esistenza.
Dio può fare in Lei, per Lei, e con Lei sempre e tutta la sua volontà. Può realizzare per mezzo di Lei ogni suo pensiero.
Di questa sua umiltà il Signore si compiace e se ne serve.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Avendo Dio compiuto in Lei l’opera dell’Incarnazione del Verbo, del suo Figlio Unigenito, per questa sua totale donazione al Padre tutto il mondo chiamerà la Vergine Maria Beata.
La chiamerà beata e benedetta.
Non per un solo istante, fino alla consumazione del tempo e per tutta l’eternità. Ella sarà per tutti: “La Beata”, “La Benedetta”.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Chi ha compiuto grandi cose nella Vergine Maria è solo il Signore.
Il Signore è l’Onnipotente. Il Signore è il Santo.
Il Signore è il misericordioso che userà sempre misericordia.
La userà però per quelli che lo temono, per quelli cioè che vogliono e chiedono che il Signore mostri loro tutta la sua misericordia.
La misericordia di Dio è perdono, dono di grazia e di verità, è conversione, giustificazione, salvezza.
La misericordia di Dio è apertura per l’uomo delle porte del suo Paradiso.
La misericordia di Dio ha un solo fine: togliere l’uomo dal peccato e condurlo nel suo regno di verità e di grazia.
Chi vuole rimanere nel peccato e nel regno del principe di questo mondo, non conoscerà, non potrà conoscere la misericordia di Dio.
Non la conosce, perché la conoscenza della misericordia di Dio è prima di ogni altra cosa grazia di conversione, di pentimento, di ritorno o di entrata nella sua verità.
L’errore di oggi è uno solo: si pensa alla misericordia di Dio come una coperta che copre tutti i nostri più orrendi delitti, misfatti, nefandezze.
La misericordia non è per coprire, ma per liberare; non è per nascondere ma per estirpare; non è per ratificare, ma per vincere tutto il male che è nell’uomo.
Quando il cristiano comprenderà la verità della misericordia di Dio speriamo che non sia troppo tardi. Speriamo che il suo peccato non l’abbia condannato all’eternità della dannazione.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
Ora la Vergine Maria ci dice su chi il Signore stende la sua misericordia.
Ci rivela cosa fa la potenza del suo braccio, cioè il braccio della sua misericordia.
Quando il Signore spiega il braccio, lo spiega per passare all’azione.
Lo spiega per manifestare tutta la potenza della sua misericordia per coloro che lo temono ed anche per coloro che non lo temono.
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
I superbi non temono il Signore.
Poiché non lo temono, Dio non può aprire il cuore della sua misericordia.
Senza il cuore di Dio aperto ad ogni misericordia, i superbi sono dispersi dai loro stessi pensieri.
Il Signore non deve fare nulla per disperdere un superbo. Basti che lo lasci nei pensieri del suo cuore.
Ha disperso, perché non può usare loro la sua misericordia.
ha rovesciato i potenti dai troni,
Anche i potenti non temono il Signore.
Se lo temessero non sarebbero più potenti.
È sufficiente che il Signore non apra il cuore della sua misericordia e anche i potenti si rovesciano dai loro troni.
Si rovesciano da se stessi.
È la loro potenza, nella quale loro confidano, che li porta alla perdizione.
La potenza senza il timor di Dio è causa di rovina eterna, come causa di rovina eterna è la superbia, che è già in se stessa totale assenza di ogni timore del Signore.
ha innalzato gli umili;
L’umile è colui che si consegna tutto nelle mani del Signore.
Dal Signore costui è innalzato.
Tutti coloro che sono nelle mani di Dio vengono sempre dal Signore innalzati. Le modalità le conosce solo Lui e sono inimmaginabili.
ha ricolmato di beni gli affamati,
Affamato non è solo colui che ha fame di pane, ma anche fame e sete di giustizia, di santità, di verità, di grazia.
Ha fame e sete del Signore.
Sempre Dio sazia tutti coloro che hanno fame e sete di Lui.
Sempre Dio sazia quanti si affidano a Lui per un pezzo di pane.
L’affamato è colui la cui fame è tutta posta nelle mani di Dio e da Lui egli attende di essere saziato.
Questo non deve significare che l’affamato non debba mettere ogni impegno.
Significa che lui vi mette ogni impegno ma sa che solo il Signore lo può saziare e nessun altro.
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
I ricchi sono coloro che confidano nei propri mezzi. Sono coloro che si reputano sufficienti a se stessi.
Anche l’abbondanza deve essere considerata un dono di Dio, una elargizione del suo amore.
Se è dono di Dio, diviene anche strumento di comunione e di condivisione.
Il ricco invece confida solo in se stesso e nei beni che possiede.
Anche lui andrà in rovina.
Il fallimento sarà repentino e inatteso.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Il Signore compie sempre la sua Parola.
Ha promesso il Messia al suo popolo e lo ha inviato.
Lo ha promesso per misericordia, per grazia, per compassione.
Il soccorso per Israele viene dal Messia di Dio.
Il soccorso è salvezza piena, totale non solo di Israele, ma del mondo intero, sempre però per mezzo della fede nell’Unigenito Figlio di Dio.
Con la venuta del Messia di Dio tutte le promesse di Dio fatte ai Padri, ad iniziare da Abramo, si sono compiute.
Nulla resta da compiere per quanto dipende da Dio.
Tutto invece deve ora compiersi in noi.
Si compie se siamo umili, come la Vergine Maria è umile, anzi è l’umile serva del Signore.
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Maria è sempre governata dallo Spirito del Signore.
Lo Spirito Santo l’aveva mossa perché andasse a visitare la cugina Elisabetta.
Lo Spirito Santo ora la spinge perché torni a casa sua.
Se è lo Spirito che spinge e muove, le motivazioni sono nello Spirito Santo, non nell’uomo.
All’uomo il dovere di crescere sempre più in santità, perché possa sempre lasciarsi muovere dallo Spirito del Signore.
Il peccato è una grande macina da mulino alla quale ci leghiamo e che ci trattiene dal seguire la mozione dello Spirito Santo, anche quella più semplice e innocente.
Il Vangelo ci ha appena tratteggiato il più bel ritratto del cuore della Vergine Maria, mostrandoci tutta la bellezza della sua umiltà.
Cosa avviene quando la Vergine Maria saluta Elisabetta?
Ricordi le esatte parole riferite da Elisabetta sul bambino e sulla Vergine Maria?
Perché la Vergine Maria è beata?
Ma chi è la Vergine Maria per Elisabetta?
Perché il Signore si innamora della Vergine Maria, per quale virtù?
Cosa è la misericordia di Dio?
Cosa opera Dio nella storia?
Prima conclusione: I figli del grembo del mondo devono essere ripieni di Spirito Santo. Chi deve operare questo grande prodigio? Tutti i figli della Vergine Maria, quanti cioè sono divenuti suoi figli, perché nati a vita nuova da acqua e da Spirito Santo. Come la Vergine Maria si recò nella casa di Elisabetta e lo Spirito Santo di cui ella era piena santificò il bambino della cugina che era nel grembo e si posò anche sulla Madre, illuminandola e rivelandole il mistero che si compiva nella Vergine Maria, così deve essere di ogni battezzato. Costui deve essere sempre pieno di Spirito Santo, deve vivere sempre nella più grande grazia di Dio, nella più santa obbedienza alla divina Parola, deve crescere di santità in santità, si deve rivestire di ogni virtù e con questa potenza di Spirito Santo e di grazia, di verità e di amore, di giustizia e di pace, presentarsi dinanzi ad ogni uomo per riversare sopra di esso quello Spirito di cui il suo cuore e la sua anima sono pieni. La Vergine Maria è l’esempio di come si compie la missione di salvezza in mezzo ai nostri fratelli. Se andiamo presso di loro privi, vuoti di Spirito Santo, il nostro è solo un incontro umano, un incontro della carne con la carne, del peccato con il peccato, del male con il male, dell’ingiustizia con l’ingiustizia. Se invece andiamo pieni di Spirito Santo e di saggezza, di verità e di grazia, il nostro sarà un incontro della grazia che salva con l’umanità bisognasa di tanta salvezza. Non sono gli altri che non si convertono. Siamo noi che non siamo divenuti veri strumenti di conversione, di rigenerazione, di salvezza, di santità. Siamo noi che andiamo dal mondo rivestiti di mondo e non di Spirito Santo.
Seconda conclusione: La beatitudine è dalla fede nelle parole del Signore. Si ascolta la Parola del Signore, la si accoglie nel cuore: “Avvenga di me secondo la tua Parola”, ci si consegna interamente al suo compimento in ogni parte per tutti i giorni della nostra vita, si diviene beati, beati nel tempo, beati nell’eternità. La beatitudine non è un puro dono di Dio. Essa è un frutto della Parola di Dio seminata nei nostri cuori. Come ogni buon seme produce un buon frutto, così il buon seme della Parola del Signore produce il buon frutto della beatitudine. È questo l’errore che oggi serpeggia in molti cuori: pensare la beatitudine eterna come un dono e non come un frutto. La terra non ci dona il grano da se stessa. Noi doniamo alla terra un chicco di grano. La terra lo assume nel suo grembo. Lo fa morire, germogliare, crescere, fiorire, mettere frutti fino alla maturazione. Quando i frutti sono maturi, si raccolgono e con essi ci si sfama e ci si nutre. Così è della beatitudine. Dio non ci dona la beatitudine. Ci dona il seme della vera beatitudine che è la sua Parola. Come la terra, noi accogliamo la Parola nel nostro grembo, la facciamo maturare in noi, trasformandola in nostra vita, e così essa produce il frutto della gioia e del gaudio che non conosce tramonto. Questa verità implica che la beatitudine potrà essere un frutto solo della vita evangelica in noi e dove non c’è vita evangelica non c’è beatitudine, non c’è salvezza eterna.
Terza conclusione: Oggi si parla molto male di Dio. Si parla male perché si attribuisce a Lui ciò che Lui non fa, mentre gli viene negato ciò che Lui in verità fa ed opera. Quando si parla male di Dio, quando non si vede la sua azione nella storia, quando lo rivestiamo di falsità e lo svestiamo della sua verità eterna, è segno che nel nostro cuore non regna lo Spirito Santo. Ci siamo noi con i nostri pensieri di carne e di sangue, con i nostri sentimenti di peccato. È proprio del peccato la falsità. La concezione falsa della vita sia nostra che dei fratelli, sia della terra che del cielo attesta che in noi regna la radice di ogni falsità che è la trasgressione della divina Parola della salvezza. La Vergine Maria, piena di Spirito Santo vede la sua verità per tutto il tempo della storia e nell’eternità, vede ciò che Dio ha fatto in Lei e per mezzo di Lei, vede l’agire di Dio nella storia, lo vede però nella sua purissima verità. Lei vede Dio come il Signore nelle cui mani è tutta la storia dell’umanità. Per Lui la storia cammina verso la sua eternità. Per Lui la storia è perennemente liberata dal male che la corrode e potrebbe trasformarla in un mare di solo male e non più di bene. Se lo Spirito di verità non abita in noi, per mezzo nostro non agisce, noi non possiamo vedere Dio nella storia. Non lo vediamo neanche nella verità della sua Parola. Da qui l’origine della grande falsità che sta avvolgendo ogni cosa. Un cuore falso legge e dice falsità attorno a sé e in sé, opera falsità in sé e attorno a sé. Un cuore vero, perché pieno di Spirito Santo, vede la purissima verità: di Dio, di se stesso, dei fratelli, dell’intera storia. Un cuore pieno di Spirito Santo vede la superbia e l’umiltà degli uomini, vede la loro povertà e la ricchezza, vede la loro misericordia ma anche la chiusura del loro cuore. Vede l’agire di Dio verso gli uni e verso gli altri.