GLOBALIZZAZIONE E CULTURA CONTEMPORANEA


PAROLE INTRODUTTIVE di Sua Em. Rev.ma il Signor Cardinale DARÍO CASTRILLÓN HOYOS, Prefetto della Congregazione per il Clero

La Chiesa, esperta in umanità, inviata alle genti per essere "sacramento universale di salvezza" (Concilio Ecumenico Vaticano II, Cost. dog. Lumen gentium, n. 48), percorrendo le strade del mondo, viene interpellata a discernere e a vivificare il novum esistenziale e culturale prodotto dal sistema di relazioni interpersonali ed internazionali, di natura sociale, politica ed economica, che ha preso il nome di processo di globalizzazione.
A partire dallo sviluppo sempre più intenso delle scienze e dai progressi delle tecnologie, in modo particolare dei mezzi di produzione di beni, di comunicazione e di informazione, sul finire del secolo scorso, l'umanità è entrata in una nuova fase nella quale l'azione umana è capace non solo di essere conosciuta ma di produrre effetti su scala mondiale.
Inoltre, dal punto di vista della geografia politica ed economica, il crollo del sistema collettivistico in Europa centrale e orientale, ha avuto importanti conseguenze per gli altri continenti, specialmente per quello americano ed africano, estendendo l'economia di mercato per tutto il mondo.
Una vera e propria crisi di crescita attraversa molti paesi, producendo, a volte ed in modo paradossale, il sorgere di tensioni nazionaliste o di ideologie basate sulla logica del sospetto o del più forte. Succede in parte quanto descriveva nel 1970 a New York l'artista e pensatore polacco Theodore Roszàk nella sua saggio "Verso una controcultura": "Impariamo quel che si può imparare studiando gli alberi, ma ignorando le foreste; studiando le cellule, ma ignorando l'organismo; studiando frammenti di esperienza, ma ignorando il tutto che dà alle parti che lo costituiscono il loro vero significato. In questo modo diventiamo ogni giorno più saggiamente sciocchi" (Vers une contre-culture - Réflexions sur la société technocratique et l'opposition de la jeunesse, Stok, 1970, p. 277).
È la cattolicità della Chiesa che permette la universalità della sua azione di evangelizzazione volta a dare al processo di globalizzazione la sua vera natura di servizio alla dignità della persona umana, alla solidarietà internazionale e al bene comune universale, facendo così conoscre ad ogni persona la dimensione etica della globalizzazione.
Ogni cristiano ed in modo speciale i sacerdoti, presenti capillarmente in tutto il mondo e immersi nelle più diverse culture, sono chiamati a dare, con la loro parola e la loro testimonianza di vita, a tutti - governanti, scienziati, politici, operai - il vero significato cristiano di questa fase epocale: uno strumento privilegiato a favore di una maggior comprensione tra i popoli e le loro culture, di maggior facilità di interscambio di beni ed in definitiva di una più solida unità fondata sulla giustizia e sulla carità.
È quanto verrà affrontato ed approfondito oggi, in questa quarantatreesima video-conferenza di ambito internazionale.
I Teologi, nei loro interventi, rifletteranno sulla missione della Chiesa che esamina le nuove circostanze alla luce dei principi della sua Dottrina Sociale. Essi porranno in risalto che in una cultura inficiata di relativismo etico, non basta che la società possegga un così detto sistema di valori che potrebbe legittimare processi di globalizzazione contrari alla natura trascendente della persona umana ed alla sacralità della sua vita. Le Relazioni odierne ci introdurranno nella considerazione della priorità dell'uomo sul sistema o sul processo di globalizzazione e non viceversa, e che la globalizzazione non deve essere un nuovo tipo di colonialismo, ma è chiamata a rispettare la diversità e la ricchezza delle culture.
Nella cultura del vero umanesimo integrale, di quanti benefici è portatore il processo di globalizzazione mediante il quale i beni, le informazioni e le conoscenze possono essere scambiati e circolano in tutto il mondo, a vantaggio dei più lontani, dei più deboli ed emarginati, grazie all'abbattimento delle barriere regionali e nazionali e grazie alla diminuzione dei costi di trasmissione e di trasporto!
È quanto ha sottolineato il Papa Benedetto XVI nella sua Enciclica Deus caritas est: "D'altro canto - ed è questo un aspetto provocatorio e al contempo incoraggiante del processo di globalizzazione - il presente mette a nostra disposizione innumerevoli strumenti per prestare aiuto umanitario ai fratelli bisognosi, non ultimi i moderni sistemi per la distribuzione di cibo e di vestiario, come anche per l'offerta di alloggio e di accoglienza. Superando i confini delle comunità nazionali, la sollecitudine per il prossimo tende così ad allargare i suoi orizzonti al mondo intero" (n. 30)
Parlando dinnanzi ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il venerato Servo di Dio, Giovanni Paolo II, ribadiva al riguardo: "La Santa Sede è pienamente consapevole delle difficoltà di ideare meccanismi concreti per la giusta regolamentazione della globalizzazione, (...) .Tuttavia, è fondamentale che si compia un progresso in tale direzione, e che ogni sforzo si basi sulle immutabili virtù sociali della verità, della libertà, della giustizia, della solidarietà, della sussidiarietà e, soprattutto della carità, che è la madre e la perfezione di ogni virtù cristiana e umana" (Discorso del 2 maggio 2003).
Ringraziando gli invitati, ricordo che i loro interventi si svolgeranno in collegamento diretto, da dieci nazioni dei cinque continenti. Le riflessioni saranno svolte da Roma, dalla Sede della Congregazione per il Clero, dall'Ecc.mo Mons. Rino Fisichella, dal Prof. Mons. Antonio Miralles e dal Prof. Padre Paolo Scarafoni.
Interverranno, inoltre, da Madrid il Prof. Alfonso Carrasco Rouco; da Mosca il Prof. Igor Kowalewsky; da New York il Prof. Michael Hull; da Manila il Prof. José Vidamor Yu; da Taiwan il Prof. Louis Aldrich; da Regensburg S.E. Gerhard Ludwig Müller; da Johannesburg il Prof. Rodney Moss; da Bogotà il Prof. Silvio Cajiao; da Sydney il Prof Gary Devery. Auguro a tutti un buon ascolto.

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