Oggi attorno alla famiglia e alla vita si svolge la lotta fondamentale della dignità dell'uomo
(Papa Giovanni Paolo II a Rio de Janeiro il 3.10.1997 in occasione del 2° incontro mondiale delle famiglie).
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"L'opzione cristiana è l'opzione del "Sì" alla vita":  lo ha ribadito Benedetto XVI durante il tradizionale incontro di inizio Quaresima con il Clero della Diocesi di Roma, svoltosi nella mattina di giovedì 2 marzo, nell'Aula della Benedizione. Dopo l'indirizzo d'omaggio rivoltogli dal Cardinale Vicario Camillo Ruini e dopo gli interventi dei presbiteri presenti, il Papa ha pronunciato in due momenti il seguente discorso: 

"Vorrei innanzitutto esprimere la mia gioia di essere qui con voi, cari Sacerdoti di Roma. È una gioia reale:  quella di vedere tanti buoni pastori a servizio del "Buon Pastore" qui, nella prima Sede della Cristianità, nella Chiesa che "presiede alla carità" e che deve essere modello delle altre Chiese locali. Grazie per il vostro servizio!";

"Abbiamo il luminoso esempio di Don Andrea, che ci mostra l'"essere" sacerdote sino in fondo:  morire per Cristo nel momento della preghiera e così testimoniare, da una parte, l'interiorità della propria vita con Cristo e, dall'altra, la propria testimonianza per gli uomini in un punto realmente "panperiferico" del mondo, circondato dall'odio e dal fanatismo di altri. È una testimonianza che ispira tutti a seguire Cristo, a dare la vita per gli altri e a trovare proprio così la Vita";

"Forse è questa l'occasione per ricordare l'eredità fondamentale del grande Papa Giovanni Paolo II, per continuare ad assimilare sempre più questa eredità";

"Il Papa Giovanni Paolo II ci ha donato la grande Enciclica Evangelium vitae. In essa - è quasi un ritratto dei problemi della cultura odierna, delle speranze e dei pericoli - diviene visibile che una società che dimentica Dio, che esclude Dio e, proprio per avere la vita, cade in una cultura di morte";

"L'opzione cristiana è, in fondo, molto semplice:  è l'opzione del "Sì" alla vita. Ma questo "Sì", si realizza solo con un Dio non ignoto, con un Dio dal volto umano. Si realizza seguendo questo Dio nella comunione dell'amore. Quanto ho fin qui detto vuol essere un modo di rinnovare il nostro ricordo nei riguardi del grande Papa Giovanni Paolo II";

"Il Papa ringrazia le mamme! Vi ringrazia perché avete donato la vita, perché volete aiutare questa vita che cresce e volete così costruire un mondo umano, contribuendo ad un futuro umano. E lo fate non dando solo la vita biologica, ma comunicando il centro della vita, facendo conoscere Gesù, introducendo i vostri bambini alla conoscenza di Gesù, all'amicizia con Gesù. Questo è il fondamento di ogni catechesi. Quindi bisogna ringraziare le mamme soprattutto perché hanno avuto il coraggio di dare la vita. E bisogna pregare le mamme perché completino questo loro dare la vita dando l'amicizia con Gesù";

"L'adorazione è un entrare con la profondità del nostro cuore in comunione con il Signore che si fa presente corporalmente nell'Eucaristia. Nell'Ostensorio si dà sempre nelle nostre mani e ci invita ad unirci alla sua Presenza, al suo Corpo risorto";

"Il credo è sempre un atto condiviso, un lasciarsi inserire in una comunione di cammino, di vita, di parola, di pensiero. Noi non "facciamo" la fede, nel senso che è anzitutto Dio che la dà. Ma, non la "facciamo" anche nel senso che essa non dev'essere inventata da noi. Dobbiamo lasciarci cadere, per così dire, nella comunione della fede, della Chiesa. Credere è un atto cattolico in sé. È partecipazione a questa grande certezza, che è presente nel soggetto vivente della Chiesa";

"Mi sembra, questa, l'occasione per esprimere gratitudine a tutti i grandi Papi del secolo scorso. Si è aperto il secolo con il santo Pio X, poi Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II. Mi sembra che questo sia un dono speciale in un secolo così difficile, con due guerre mondiali, con due ideologie distruttive:  fascismo-nazismo e comunismo. Proprio in questo secolo, che si è opposto alla fede della Chiesa, il Signore ci ha dato una catena di grandi Papi, e così un'eredità spirituale che ha confermato, direi, storicamente, la verità del Primato del Successore di Pietro";

"Ho ricevuto negli ultimi mesi gran parte dei Vescovi africani in visita "ad limina". E per me è stato molto edificante, ed anche consolante, vedere Vescovi di alto livello teologico e culturale, Vescovi zelanti, che realmente sono animati dalla gioia della fede. Sappiamo che è in buone mani questa Chiesa, ma che tuttavia soffre perché le Nazioni ancora non si sono formate";

"Sarebbe certamente sbagliato un semplice e superficiale ottimismo, che non si accorge delle grandi minacce nei confronti della gioventù di oggi, i bambini, le famiglie. Dobbiamo percepire con grande realismo queste minacce, che nascono dove Dio è assente. Dobbiamo sentire sempre più la nostra responsabilità, affinché Dio sia presente, e così la speranza e la capacità di andare con fiducia verso il futuro";

"Penso che una fede vissuta in profondità e con tutta l'apertura verso l'oggi, ma anche con tutta l'apertura verso Dio, unisce le due cose:  il rispetto della alterità e della novità, e la continuità del nostro essere, la comunicabilità tra le persone e tra i tempi";

"Mi sembra che dobbiamo vedere proprio nel Signore il nostro modello di sacerdote per guarire, per aiutare, per assistere, per accompagnare verso la guarigione";

"La Chiesa fa tanto grazie a Dio, in Africa ma anche a Roma e in Europa!... Continuiamo con coraggio e cerchiamo di trovare insieme le strade migliori".

(©L'Osservatore Romano - 4 Marzo 2006)

 
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