Sydney (Agenzia Fides) - Mentre la Camera
dei Rappresentanti ha iniziato il dibattito
sulla pillola abortiva RU486, la
Chiesa cattolica ha preso posizione pubblicamente,
dichiarandosi contraria alla
legalizzazione della pillola in Australia.
Dopo la raccolta di firme promossa
in tutta la nazione dalla comunità cattolica
e da altre chiese cristiane (già
oltre 75.000), è intervenuto il Card. George
Pell, Arcivescovo di Sydney
affermando che i parlamentari dovrebbero
interpretare la volontà popolare: l’87%
degli australiani è favorevole a ridurre,
non a incentivare, gli aborti.
“I
farmaci in genere dovrebbero essere strumenti
terapeutici. E la gravidanza non è
una malattia. Oggi i pericoli e gli effetti
dannosi della RU486 sulla donna sono
ben noti”, ha sottolineato il Cardinale.
“Larga parte dell’opinion pubblica
australiana - ha continuato - disapprova
gli oltre 80mila aborti annui
finanziati dal governo e vorrebbe vedere
questa cifra ridursi, non
aumentare”.
Inoltre il Porporato ha notato che “già un
numero significativo
di donne sono morte dopo aver preso la pillola
e molte altre negli Stati Uniti
ne soffrono i pesanti effetti collaterali.
La RU486 rischia di banalizzare
ulteriormente la distruzione della vita umana”.
Il Cardinale ha stigmatizzato il
fatto che la prima alleanza trasversale fra
le donne nel Parlamento possa essere
utilizzata per aumentare il potere abortivo,
per attaccare la vita invece che
per proteggerla.
Secondo il Cardinale, “l’opinione pubblica
si sta muovendo
in Australia”, e questo andrebbe considerato.
“La sfida è incoraggiare le
nascite, incoraggiare la scelta personale
di ciascuno per la vita e per dare a
ogni donna le risorse e il sostegno necessario
per mettere al mondo e allevare
un figlio. Questo dovrebbe esser il ruolo
del Governo e del Parlamento”, ha
concluso.
Alla petizione pro-vita lanciata dalla comunità
cattolica
australiana per impedire la legalizzazione
della pillola abortiva Ru 486 hanno
partecipato parrocchie, movimenti e associazioni.
Alcuni cattolici, insieme con
altre associazioni e singoli cittadini sensibili
alla campagna, hanno costituito
il gruppo “Australiani contro la Ru 486”
che sta portando avanti un’opera
capillare di pubblicità e sensibilizzazione.
P. Eugene Ahern, coordinatore della
campagna, ha invitato i cittadini a scrivere
una lettera ai rappresentanti in
Parlamento, per convincerli a non introdurre
una pratica che “è un vero omicidio
farmacologico”.
Anche l’Arcivescovo di Melbourne, Mons. Dennis
Hart, ha
diffuso un messaggio rivolto ai politici
australiani, invitandoli a incentivare
le politiche familiari. (PA) (Agenzia Fides
15/2/2006 righe 27 parole
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