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L'auspicio del Vescovo di San Marino al Meeting di Rimini
RIMINI, giovedì, 24 agosto 2006.-
Laici non laicisti e cattolici non
clericali devono trovare un terreno
comune di valori. E questo quanto ha
auspicato monsignor Luigi Negri, Vescovo
di San Marino e Presidente della Fondazione
Giovanni Paolo II, nel corso
di un incontro svoltosi mercoledì
al Meeting di Rimini.
Allincontro sul tema Laicità
vs Laicismo, è intervenuto anche
il polacco Nikolaus Lobkowicz, Direttore
del Centro Studi sullEuropa dellEst
e sulla Mitteleuropea, il quale ha spiegato
che il laicismo è il tentativo
di limitare o addirittura escludere linfluenza
della Chiesa e della religione nella vita
pubblica , mentre la vocazione del
laico potrebbe essere quella di cercare
il Regno di Dio trattando le cose temporali,
ordinandole secondo Dio.
Secondo Lobkowicz il laicismo vuole
impedire che in politica qualcuno faccia
appello alla propria fede. Addirittura ha
creato dei tabù da non mettere in
discussione (aborto, omosessualità,
ricerca scientifica).
Lo stato moderno ha sottolineato
il professore polacco deve stare molto
attento a non trasformare il laicismo in
una nuova religione, come avvenuto nei Paesi
comunisti.
Ma tutto ciò non è ragionevole
ha commentato Lobkowicz perché
in realtà tutti i valori riportati
nelle Costituzioni degli Stati europei hanno
una indiscutibile origine cristiana e senza
il cristianesimo non sarebbero mai emersi.
Il Direttore del Centro Studi si è
infine detto convinto che lavorando
insieme, laici e cattolici possono identificare
un percorso comune per fermare il declino
della nostra società.
Il senatore Rocco Bottiglione, ha criticato
la mentalità laicista che si rifà
alla cultura razionalistica di matrice francese,
che pretende che la scienza domini il tutto
evitando lesperienza della vita degli
uomini, la quale dovrebbe essere esclusa
dalla discussione pubblica.
Dopo aver ricordato che è attraverso
lesperienza che si arriva alla verità,
il filosofo e senatore ha sottolineato che
nessuno ha il diritto di dirci che
non possiamo parlare della nostra esperienza
perché i valori entrano nella
vita pubblica attraverso lesperienza,
che è lunica cosa che ci unisce
poiché solo partendo da essa non si
è, né clericali, né
laicisti, ma uomini.
Marcello Pera, anchegli senatore e
docente di Filosofia, ha criticato il laicismo
di origine francese che si rifà al
giacobinismo che estromette qualunque religione
per venerare la religione dello Stato.
Per mostrare quanto intollerante e deleteria
è questa idea di laicità, il
senatore Pera ha ricordato quanto accaduto
al senatore Buttiglione nella Commissione
Europea. Lì ha sottolineato
il senatore si stabilì che
in politica non si può trarre ispirazione
dalla propria fede, ma ci si deve omologare
al dettato giacobino.
Pera ha quindi elencato i guasti del laicismo:
Il pasticcio del preambolo della Costituzione
europea che nega le radici cristiane, la
sperimentazione sugli embrioni, il diritto
allaborto, alleutanasia, ai matrimoni
e alle adozioni per gli omosessuali, leugenetica,
il partito dei pedofili olandesi.
In nome della libertà individuale
ha sottolineato Pera si permette
tutto. Anche la nascita di un partito pedofilo.
Il senatore ha quindi spiegato che tali deformazioni
sono tutti frutti della rimozione della
tradizione cristiana ed ha aggiunto
che si sta realizzando lalleanza
fra democrazia e relativismo e così
si vota su tutto e non ci sono più
valori non negoziabili.
Per contrastare le deformazioni culturali
del laicismo, monsignor Luigi Negri, nel
corso della conferenza stampa tenutasi il
23 agosto, ha spiegato che il futuro
della politica deve ripartire da una forte
identità culturale e la Fondazione
Giovanni Paolo II ha il
compito di aiutare a crescere il nuovo laico.
La preoccupazione di un Vescovo
ha precisato monsignor Negri è
quella di garantire un itinerario di crescita
dellumano nellalveo della dottrina
sociale della Chiesa.
Le alleanze non valgono più
dei valori ha sottolineato il Vescovo
di San Marino si tratta di arricchire
lunità nazionale con il dialogo
ed il confronto tra le diverse identità
culturali.
A questo proposito monsignor Negri ha parlato
dellarte che rappresenta un linguaggio
universale, perché è espressione
dellumanità nel suo aspetto
originale come sensibilità verso la
bellezza.
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