Lavare nel sangue

Nel 1884, Mwanga II divenne re d'Uganda. Era un giovane sovrano che non vedeva di buon occhio il diffondersi del cristianesimo nelle sue terre e persino tra i membri della sua corte. Ordinò allora l'arresto di alcuni dei suoi servi, colpevoli di essersi fatti battezzare. Il più vecchio tra loro aveva quindici anni, il più giovane, Yusuf, undici.

Richiesti di abiurare la fede in cambio della vita, quei giovani non accettarono. I loro genitori vennero a supplicarli di accondiscendere alle richieste del re - invano. Dal luogo del loro martirio mandarono al sovrano questo messaggio: "Dite al re che lui ha il potere di mettere al rogo i nostri corpi, ma non staremo a lungo nel fuoco. Presto saremo con Gesù, in Paradiso. Dite al re di pentirsi e di cambiare vita, o sarà lui a bruciare per sempre in una terra dove il fuoco e la desolazione sono eterni".

Morirono cantando una canzone ora conosciuta e amata in Uganda con il nome di "Canto dei martiri". Una delle strofe dice: "Oh se io avessi ali come di angelo. Volerei via e starei con Gesù". Il piccolo Yusuf disse: "Per favore, non legate le mie mani. Non combatterò col fuoco, perché mi porta da Gesù!"

Il giorno in cui i fanciulli morirono, quaranta adulti chiesero di essere battezzati. Chiesero di entrare a far parte di un nuovo tipo di vita, che il fuoco e la tortura non possono vincere. Vicino a Kampala è stato costruito un santuario dove questi bambini sono stati riconosciuti come i primi martiri cristiani di Uganda. Nei successivi due anni altri quaranta cristiani furono martirizzati. Ma il martirio, invece di spegnere la fede, la faceva propagare. Oggi, più di due terzi dei 26 milioni di ugandesi sono cristiani.

«Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro» (Apocalisse 7,13-15).